La registrazione delle sostanze chimiche prodotte o importate nell’Ue va avanti troppo lentamente

Reach: rischio flop causa registrazioni lumaca

[16 dicembre 2013]

Prosegue a rilento la registrazione delle sostanze chimiche all’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche); infatti dal primo luglio 2007, data di entrata in vigore del Reach, sono state registrate circa 11.000 sostanze delle oltre 50.000 che secondo le attuali stime dovranno essere registrate entro il 2018. Quindi anche se fossero solo 50mila, in 5 anni è necessario più che quadruplicare il lavoro fatto fino ad oggi in 6 anni. La registrazione delle sostanze è l’adempimento cui sono soggette le imprese che producono o importano sostanze nell’Unione Europea: in base al Regolamento, per essere immesse sul mercato le sostanze chimiche devono essere corredate delle informazioni e gli studi necessari ad attestarne la sicurezza per uomo e ambiente.

Il Regolamento (CE) n.1907/2006 “Reach” prevede, inoltre, strumenti di gestione del rischio per le sostanze “estremamente preoccupanti”, come quelle cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (Cmr), ma anche quelle persistenti, bioaccumulabili e tossiche (Pbt) oltre agli interferenti endocrini, che potranno essere autorizzati solo per usi specifici e controllati. Ad oggi ne sono state identificate 144, che sono state incluse in una “Candidate List” per l’eventuale autorizzazione e la graduale sostituzione con alternative non pericolose. Si stima che quelle attualmente presenti sul mercato siano circa 440, la Commissione europea si è impegnata a inserirle tutte nella lista entro il 2020. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi durante la 4a Conferenza nazionale sul Reach.

«E’ stato trattato anche il tema dell’informazione del cittadino sui rischi delle sostanze chimiche- hanno informato da Ispra- L’applicazione del Regolamento, infatti, renderà disponibile anche per il pubblico il più ampio database mondiale sulle sostanze chimiche. Uno dei temi approfonditi è il diritto del consumatore a conoscere la presenza delle sostanze “estremamente preoccupanti” negli articoli acquistati. Una specifica sessione è stata poi dedicata all’industria, esaminando in particolare le criticità del regolamento per le imprese utilizzatrici di sostanze chimiche, nonché le misure che nel breve periodo produrranno un impatto crescente sulle imprese, in termini di sostituzione delle sostanze. Sono più di 100.000 le micro, piccole e medie imprese italiane coinvolte. Riguardo alla sicurezza- hanno concluso da Ispra- sono stati approfonditi i principali temi emergenti a livello internazionale, quali gli interferenti endocrini, le nanotecnologie, l’esposizione alle miscele di sostanze presenti nell’ambiente».

La Conferenza è l’occasione per informare sullo stato di attuazione ed efficacia del Regolamento, che ha come principale obiettivo quello di garantire un livello elevato di protezione della salute umana e dell’ambiente, assicurando, nel contempo, la libera circolazione delle sostanze chimiche a livello comunitario, rafforzando la competitività e l’innovazione dell’industria e promuovendo lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale.