A Siena selezionati e presentati 5 progetti. Sottoscritta la "Siena Declaration"

Ricerca e innovazione in agricoltura per creare lavoro nel Mediterraneo

Dalla conferenza SDSN Mediterranean le soluzioni per una produzione più efficiente

[6 marzo 2015]

A Siena, a conclusione delle due giornate del convegno internazionale “Solutions for Agri-food Sustainability in the Mediterranean. Policies, technologies and business models”. sulla sostenibilità nell’agricoltura nel bacino del Mediterraneo, sono stati presentati  5 progetti di ricerca e innovazione per il miglioramento della produzione agricola nell’area del Mediterraneo, realizzabili e già finanziati.

All’Università di Siena sottolineano che «Le  cinque “solutions”   permetteranno, in alcuni specifici settori agricoli ed aree geografiche, di aumentare l’efficienza nella produzione alimentare e ridurre l’impatto ambientale, grazie all’apporto della tecnologia e dell’innovazione. Obiettivo dei progetti presentati è permettere uno sviluppo delle comunità locali sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, creando posti di lavoro in settori chiave dell’economia dell’area mediterranea, il miglioramento delle condizioni di vita e la stabilizzazione politica e sociale dei Paesi oggi al centro di una forte crisi».

La “solutions” selezionate riguardano la trasformazione dei sottoprodotti della lavorazione della frutta e dei cereali, e gli scarti agro industriali di molti prodotti agricoli mediterranei, in  ingredienti alimentari ad alto valore aggiunto, attraverso procedimenti sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico; piattaforme tecnologiche che aiutano a prevedere e controllare la presenza di parassiti delle piante, anche in base a modelli metereologici, con una riduzione ed una maggiore efficienza dei disinfestanti;  sistemi tecnologici di supporto alle decisioni per praticare, in modo efficace, un’agricoltura non intensiva e distruttiva del suolo, che sappia adattarsi anche ai cambiamenti climatici in corso e alle condizioni ambientali delle regioni della sponda Sud del Mediterraneo.

I progetti, selezionati dopo un bando internazionale, sono stati elaborati da Fabio Fava dell’Università di Bologna, Gianni Gilioli dell’Università di Brescia e Valentina Giannini, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici di Venezia. Una ulteriore proposta, nella categoria riservata ad un giovane ricercatore, è stata presentata dallo studente di dottorato Tommaso Campani, del dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Università di Siena, e riguarda metodi innovativi di riciclo dei sottoprodotti della produzione olearia, come la sansa, abbattendone la tossicità, e permettendo il loro riutilizzo come fertilizzanti nel settore agricolo e vivaistico. Questa tecnica innovativa consente una riduzione dei costi di filiera e una riduzione nell’utilizzo di fertilizzanti chimici, fornendo fertilizzanti per il suolo a km0.

Il tema del lavoro come propulsore di sviluppo sociale ed economico è stato  il concetto sui cui si sono trovati d’accordo gli esperti intervenuti alla  conferenza internazionale “Solutions for agri-food sustainability in the Mediterranean”, organizzato dall’università di Siena come coordinatore della rete per il Mediterraneo Sustainable Development Solutions Network. «La creazione di lavoro è considerata imprescindibile per tutti i paesi che si affacciamo sul bacino del Mediterraneo – si sottolinea nella vota finale della conferenza – . A questo può contribuire in modo decisivo la ricerca scientifica, sostenendo l’innovazione nei settori chiave dell’economia, come l’agricoltura, e creando lo sviluppo essenziale  per la pace».

A conclusione  della conferenza all’università di Siena, alla quale hanno partecipato numerosi esponenti delle istituzioni e dei centri di ricerca dei paesi mediterranei, è stata inoltre  sottoscritta la “Siena Declaration”, un documento condiviso da tutti i partecipanti, nel quale la cooperazione tra i paesi, l’importanza della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, e il coinvolgimento del mondo produttivo sono stati indicati come pilastri dello sviluppo sostenibile, per un futuro di pace e prosperità nell’area del Mediterraneo.