Presentato prima a Siena, ieri a Grosseto e oggi ad Arezzo, sarà adottato entro fine gennaio

Rifiuti, ecco il piano interprovinciale dell’Ato Toscana Sud

[20 dicembre 2013]

La provincia di Grosseto, ha presentato ieri, prima ai sindaci e poi alle associazioni di categoria, sindacati e associazioni ambientaliste, il nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti urbani e speciali per l’area vasta compresa nell’Ato Toscana Sud.

Il piano previsto dalla legge regionale 61 del 2007 che ha ridotto a tre gli ambiti territoriali ottimali, prima coincidenti con i confini delle province, indica le linee di programmazione della gestione dei rifiuti urbani e speciali fino al 2025 nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo e individua le necessarie dotazioni impiantistiche a supporto con l’obiettivo dell’autosufficienza.

Altro obiettivo del piano è il raggiungimento degli obiettivi regionali di raccolta differenziata destinata al riciclo per i rifiuti urbani, individuando la percentuale del 70% per le raccolte differenziate e del 60% di riciclo di materia al  2020.

Il Piano assume come dato di riferimento un valore di produzione procapite stabilizzata al 2010, considerando sia le dinamiche economiche sia quelle sociali e, riconoscendo che intervenire sulla  prevenzione della produzione dei rifiuti su scala locale sia del tutto aleatorio, rimanda  all’Ato e quindi ai comuni, la raccomandazione di intervenire con l’introduzione di una tariffa puntuale per ottenere in maniera concreta, l’obiettivo di stabilizzazione.

Dati questi obiettivi e sulla base dell’attuale sistema impiantistico presente nei territori su cui interviene il piano, la previsione riguardo alla realizzazione di nuovi impianti a servizio del sistema di gestione è minima e anzi rivede al ribasso anche quanto era previsto nei precedenti piani.

In particolare in provincia di Arezzo, il dimensionamento previsto dal precedente piano provinciale per il nuovo impianto di termovalorizzazione (poi  inserito dall’Ato Toscana Sud nel perimetro di gara per individuare il gestore unico), non corrisponde più ai flussi ipotizzati; l’ipotesi proposta dalle amministrazioni è dunque quella di operare, eventualmente, il revamping dell’impianto di San Zeno sino ad arrivare ad una capacità massima di 55.000 tonnellate/anno rispetto alle 42mila attuali.

Rimane invece a disposizione per il recupero energetico l’impianto di Poggibonsi che ha una capacità di trattamento pari a 70.000 tonnellate/anno.
Anche molte discariche in attività saranno dismesse una volta esaurite le volumetrie autorizzate sino ad avere in dotazione una sola discarica attiva per provincia, supponendo di destinare allo smaltimento finale non oltre il 10% dei rifiuti: Terranova Bracciolini per Arezzo, Cannicci per Grosseto e  Abbaddia San Salvatore per il senese.

In previsione del raggiungimento della fase a regime, viene ipotizzata la possibilità di riconvertire alcuni impianti di trattamento meccanico biologico e la realizzazione nel sito di Strillaie, dove opera l’impianto di selezione e produzione CSS da rifiuti indifferenziati e compost dalla frazione organica, di un biodigestore anaerobico ed un’ulteriore linea di selezione degli scarti provenienti dal residuo secco.

Riguardo ai rifiuti speciali, la produzione viene assunta in 1,8 milioni di tonnellate/anno di cui 65.000 pericolosi; il 79% dei rifiuti prodotti deriva dal trattamento degli RSU (in particolare CSS destinato a recupero energetico), rifiuti inerti da costruzione e demolizione e scarti di produzione della Tioxide . L’80% di questi rifiuti speciali è attualmente recuperato, pertanto nel piano non è prevista una dotazione impiantistica dedicata e l’allocazione è comunque lasciata al libero mercato.

«Il Piano è il frutto di un lavoro lungo e importante svolto in questi anni in collaborazione con gli altri enti interessati – ha spiegato l’assessore all’Ambiente della provincia di Grosseto, Patrizia Siveri – e rappresenta uno strumento operativo fondamentale per una gestione sostenibile dell’intera filiera dei rifiuti, sia dal punto di vista ambientale, economico che sociale, creando  le condizioni per consentire una progressiva ottimizzazione del servizio e una riduzione dei costi di gestione».

Il Piano sarà adottato entro la fine di gennaio 2014, poi seguirà l’iter di ogni atto di pianificazione con la pubblicazione, il periodo delle osservazioni e la loro discussione. Entro la fine di dicembre 2013, inoltre i Presidenti delle tre Province firmeranno un’intesa sul Piano, a sancire l’unione di intenti e l’accordo sulle azioni previste.

L’Area vasta Toscana Sud è il primo territorio della Regione che arriva alla definizione del piano interprovinciale ed è anche la prima realtà, che dopo le modifiche apportate dalla Legge regionale 61 del 2007, l’Ato ha completato l’iter per l’individuazione e l’affidamento del servizio ad un gestore unico, individuato in SEI Toscana, che sarà definitivamente operativo dal 1 gennaio 2014.