L’Ambito abbraccia 106 comuni in 4 province, per oltre 1 milione di cittadini

Rifiuti, inchiesta sull’Ato Toscana Sud: necessaria «chiarezza e continuità del servizio»

Sei Toscana e Siena Ambiente: «Si faccia tutto il possibile per chiudere celermente e con la necessaria chiarezza questa spiacevole vicenda»

[10 novembre 2016]

È deflagrata ieri l’inchiesta, iniziata due anni fa, sulla gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud, la prima area vasta sul territorio a concludere il percorso tracciato dalla Legge Regionale n°61/2007 con l’affidamento del servizio al gestore unico Sei Toscana a partire dal 2014.

L’operazione, denominata “Clean city”, è «partita – dichiara il procuratore aggiunto di Firenze, Rodrigo Merlo – dalla nota di un anonimo indirizzata a questa procura, alla Gdf e alla Corte dei conti. Sono scritti che spesso non vanno molto al di là del pettegolezzo quelli anonimi, ma stavolta c’erano informazioni di dettaglio che non potevamo trascurare. Così la Guardia di finanza, partendo da fonti aperte, materiali reperiti su Internet, ha dato il via alle indagini. È emerso che l’appalto ha favorito un privato da parte di una realtà pubblica quando invece sarebbero dovuti sussistere criteri di imparzialità per evitare commistioni e conflitti di interessi». L’arresto (ai domiciliari) per il direttore dell’Ato Toscana Sud, insieme all’interdizione dai pubblici uffici per tre professionisti toscani, è stato predisposto come misura cautelare.

Il gestore Sei Toscana e il principale esponente della sua compagine societaria – Siena Ambiente – ribadiscono da parte loro «la massima fiducia nell’operato della magistratura, confidando che si faccia tutto il possibile per chiudere celermente e con la necessaria chiarezza questa spiacevole vicenda. Siamo convinti della legittimità delle nostre azioni e che al termine dell’iter giudiziario sarà accertata la regolarità dell’operato messo in atto dalle due aziende. Consapevoli di essere solo all’inizio di un percorso che potrà durare alcuni anni e che – ad oggi – non è stata ancora formulata alcuna richiesta di rinvio a giudizio per i nostri manager, chiediamo di utilizzare toni rispettosi verso aziende che assicurano un servizio pubblico importante ad oltre un milione di cittadini e che danno lavoro a circa 1.200 persone».

Le due aziende si dichiarano dunque «pronte ad affrontare con serenità questo percorso garantendo servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini così come sempre fatto in questi anni», sottolineando che «la vicenda non influisce in alcun modo sul servizio quotidiano». Servizio che riguarda i cittadini di 106 comuni dalle province di Arezzo, Grosseto e Siena oltre a sei comuni della provincia di Livorno, e sulla cui indispensabile continuità si concentra anche il sindaco di Arezzo e presidente dell’Ato Toscana Sud che, Alessandro Ghinelli: «Obiettivo condiviso del sindaco e dell’assessore Fratoni – comunicano dal Comune di Arezzo – Definire la situazione amministrativa e gestionale di ATS nella massima trasparenza, con un occhio di riguardo ai cittadini e al delicatissimo tema della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, al quale deve essere data necessariamente continuità». A tal fine è stata convocata per domani un’assemblea urgente dell’Ato per «prendere le determinazioni del caso circa le funzioni di indirizzo e controllo dell’ente».