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Rifiuti urbani, l’esperienza di Publiambiente nel circondario empolese

[3 dicembre 2015]

paolo regini publiambiente

In Toscana, secondo ARRR, nel 2014 i migliori dati di produzione rifiuti procapite e raccolta differenziata si hanno nei comuni di Gambassi Terme, Capraia e Limite, Certaldo e Montespertoli, ma, dobbiamo affermare che tutti i comuni del Circondario Empolesepresentano una bassa produzione di rifiuti urbani (RU)  pro capite ed un’elevata percentuale di raccolta differenziata (RD).

Negli 11 comuni del Circondario Empolese, con una popolazione di 177.257 abitanti,  la produzione media di rifiuti urbani (RU), nel 2014, si attesta a 389 kg pro capite annui mentre la percentuale media di raccolta differenziata (RD) certificata raggiunge il 92,91%. Nel dettaglio, la situazione si presenta come segue: Capraia e Limite(ab. 7739) RU 357 – RD 94,88%; Castelfiorentino(ab. 17823) RU 419 – RD 88,67%;  Cerreto Guidi (ab. 11026) RU 458 – RD 80,68%; Certaldo (ab. 16369) RU 364 – RD 92,67%; Empoli (ab. 48128) RU 461 – RD 93,99%; Fucecchio (ab. 23823) RU 409 – RD 94,59%;  Gambassi Terme (ab. 5089) RU 320 – RD 98,08%;  Montaione (ab. 4462) RU 446 – RD 93,82%;

Montelupo Fiorentino (ab. 14114) RU 420 – RD 92,39%; Montespertoli (ab. 13904) RU 370 – RD 91,71%; Vinci (ab. 14780) RU 465 – RD 92,25%.

Il modello messo in atto da Publiambiente funziona sia in comuni piccoli che in comuni medio grandi, come Empoli, che, con i suoi quasi 50.000 abitanti effettivi, ha una produzione di rifiuti urbani pari a kg 461 pro capite annui ed una raccolta differenziata che si attesta al 93,99%. Visti i risultati, abbiamo deciso di rivolgere alcune domande a Paolo Regini (nella foto), presidente di Publiamente.

I comuni serviti da Publiambiente ottengono ottimi risultati nella raccolta differenziata ma anche per la ridotta quantità di rifiuti prodotti. La Toscana, nel suo complesso, purtroppo, non fa altrettanto, guardando ai dati ARRR degli ultimi due anni ( 2013 e 2014), emerge che la nostra regione ha una produzione di rifiuti pro capite non proprio bassa (596 kg/ab per anno ) mentre la raccolta differenziata, nel 2013, si è attestata al 42%, ben lungi dal 65% , obiettivo previsto dalla normativa per il 2012, mentre, nel 2014, si avvicina al 50%. Da cosa dipendono queste differenze?

«Il sistema di raccolta ‘porta a porta’ permette una chiara tracciabilità dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza, favorendo in questo modo una maggiore responsabilità nella gestione da parte del cittadino e, al tempo stesso, consente la netta separazione tra i flussi dei rifiuti urbani e i rifiuti speciali prodotti nelle aree industriali. Sono queste peculiarità del sistema che fanno raggiungere gli importanti risultati nelle raccolte differenziate e nella ridotta produzione di rifiuti, cui fate riferimento. Si tratta di risultati propri di tutti quei sistemi che, al pari del nostro, consentono una raccolta ed una tracciabilità del rifiuto puntuali. Questi stessi risultati non li raggiungiamo nei comuni in cui la raccolta avviene con il sistema a cassonetto stradale. In questi casi le raccolte differenziate e la produzione dei rifiuti, sono in linea con i dati regionali citati».

Guardando alla Regione nel suo complesso, credo che la tendenza venutasi a delineare negli ultimi anni sia positiva. Si tratta di un trend di crescita costante. Nel 2014 (dati ARRR) la raccolta differenziata si è attestata al 48%, segnando un aumento di circa il 6%, rispetto all’anno precedente. Sono risultati che confermano che la strada intrapresa è giusta anche se non ci esentano dal raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di piano. Il modello adottato da Publiambiente nei suoi comuni, con popolazione inferiore e superiore ai 10.000 abitanti, potrebbe essere replicato nella maggiore parte dei comuni toscani ?

«La nostra esperienza rivela che il sistema di raccolta porta a porta produce risultati di eccezionale rilievo in territori che si caratterizzano per flussi demografici costanti e contenuti. Realtà che presentano movimenti demografici importanti, dovuti per esempio alla presenza di poli universitari, ospedalieri o di massicci afflussi turistici, giornalieri o stagionali, richiedono senz’altro modelli di gestione integrati, sistemi misti in grado di rispondere alle esigenze delle diverse tipologie di utenza».

Vorremmo, infine, avere qualche informazione “tecnica”, come è organizzato il servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta” e come viene effettuato il calcolo bolletta TARI?

«Il servizio prevede l’eliminazione dei cassonetti stradali e la dotazione a ciascuna utenza, famiglie ed imprese, di un kit di contenitori di colore diverso, per effettuare le raccolte differenziate: carta e cartone, residui organici, imballaggi leggeri e rifiuti indifferenziati. Soltanto la raccolta del vetro viene effettuata mediante campane stradali di colore verde. Lo svuotamento di ciascun contenitore avviene secondo un preciso calendario di raccolta; ogni giorno passiamo a ritirare un materiale diverso.

Da un punto di vista tariffario, il sistema di calcolo prevede un meccanismo premiante che, oltre ai metri quadri ed al numero dei componenti, tiene conto del volume dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza, riconoscendo delle riduzioni per coloro che differenziano correttamente i propri rifiuti.

In altre parole, 2 famiglie uguali per componenti e abitazione ma con comportamenti diversi in fatto di gestione dei rifiuti, ricevono due bollette diverse, con evidente vantaggio per le famiglie virtuose».

di Arpat