Riforma servizi pubblici e partecipate, Cispel Toscana: «Occasione per mettere ordine»

De Girolamo: «La gestione obbligatoria a scala di Ato e l’introduzione di un’Autorità di regolazione nazionale sui rifiuti sono novità importanti»

[14 marzo 2016]

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Noi usiamo i servizi pubblici locali tutti i giorni, per questo «vogliamo che i servizi pubblici siano efficienti ed efficaci, gestiti in modo imprenditoriale, con risparmio dei costi e miglior qualità per i cittadini». Parola di Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, intervenuto oggi al convegno nazionale – a cura di Utilitalia e Confservizi Cispel Toscana –  sui testi unici su partecipazioni pubbliche e servizi pubblici locali svoltosi a Firenze. E quando dice “tutti i giorni”, è da intendersi alla lettera: «La mattina quando ci alziamo accendiamo la luce, poi il gas per fare il caffè, dunque ci laviamo e attiviamo l’acqua, poi una volta scesi in strada gettiamo la raccolta differenziata nei rispettivi contenitori e infine prendiamo l’autobus per recarci a lavoro». Questi sono i servizi pubblici locali.

Come impattano i decreti della riforma Madia in questo variegato e complesso mondo, specialmente in Toscana? Il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo (nella foto), dopo aver affrontato questa domanda in un’intervista concessa più di un mese fa sulle nostre pagine, è tornato oggi sul tema con nuovi approfondimenti. Secondo De Girolamo «rimangono alcuni aspetti da migliorare», e soprattutto «occorre distinguere fra società pubbliche che operano sul mercato (aziende che hanno vinto una gara, spa miste con gara, quotate in Borsa e aziende che operano su mercati concorrenziali) da quelle che lavorano in mercati protetti (strumentali). Le società devono rispondere alle norme societarie (codice civile) e non alle norme della pubblica amministrazione, in particolar modo quelle che sono sul mercato, così come occorre distinguere bene società strumentali da quelle che erogano servizi pubblici locali, per evitare contenziosi».

Precisati questi punti, per il presidente di Confservizi Cispel Toscana le due riforme rimangono comunque sostanzialmente positive. «I decreti – argomenta De Girolamo – rappresentano un’occasione di riforma importante per mettere ordine nel sistema delle aziende pubbliche italiane a livello nazionale e locale, in tutto oltre 8000, e chiariscono finalmente un sistema normativo confuso e contraddittorio, puntando alla riduzione del numero a 1000, individuando con precisione le aziende da dismettere o accorpare in tempi certi. La gestione obbligatoria a scala di ambito ottimale per acqua, rifiuti, trasporti e gas, l’introduzione di un’Autorità di regolazione nazionale sui rifiuti e alcuni incentivi per le fusioni e le aggregazioni sono solo alcune delle importanti novità introdotte dai cosiddetti decreti Madia su partecipate e servizi pubblici locali, provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri nel gennaio scorso e ora in attesa dei pareri parlamentari».

Per il sottosegretario De Vincenti i due testi unici, seguendo i tempi di legge, «in massimo tre mesi e mezzo avranno concluso l’iter». Poi inizierà la fase dell’operatività. «Gli enti locali – ha proseguito il sottosegretario – potranno fare dei risparmi che potranno essere destinati a sviluppare ulteriormente i servizi e naturalmente a ridurre anche la pressione fiscale. La riforma delle partecipate prevede di arrivare dalle attuali 8000 a 1000, è un percorso che richiederà tempo ma che avviamo da subito, con risultati che saranno visibili già nei prossimi mesi». Scritta la legge, dovrà seguire un’attenta valutazione del percorso d’attuazione. Oltre a rappresentare una realtà profondamente legata al quotidiano di ogni cittadino, i servizi pubblici locali e le aziende che li gestiscono rappresentano il 2% del Pil nazionale, una quota che si ripresenta nella stessa percentuale sul territorio regionale, e che vale 15mila posti di lavoro. Un patrimonio da efficientare e al contempo valorizzare, non solo su carta.