Rio Cignolo, ecco i risultati degli accertamenti Arpat dopo lo sversamento

[5 gennaio 2018]

Facciamo seguito al comunicato stampa del 28 dicembre scorso, nel quale si informava sugli interventi svolti nelle giornate del 26 e 27 dicembre nella zona di Via del Limone a Livorno per la presenza di acque di colore nero nel Rio Cignolo, a cui hanno fatto seguito ulteriori accertamenti.

In data 28 dicembre 2017 tecnici del Dipartimento ARPAT di Livorno hanno verificato l’esistenza di una tubazione proveniente dal perimetro della ditta Lonzi e recapitante in un fosso di campagna di adduzione al Rio Cignolo posto sul lato sud del perimetro della ditta stessa; tale tubazione era stata segnalata a mezzo stampa dai cittadini residenti nella zona.

Dal sopralluogo all’esterno della ditta è stata verificata la presenza di una tubazione in metallo dalla quale era in atto una fuoriuscita di acqua scura. Il sopralluogo è proseguito all’interno della ditta dove è stata rilevata la presenza di una tubazione in metallo in corrispondenza di quella esterna posta nel lato sud del perimetro della ditta.

L’area dove è presente la tubazione suddetta risulta essere quella compresa tra le baie denominate T3 e T4 ed il muro perimetrale lato sud della ditta; tale area risulta essere area a verde con terreno naturale non impermeabilizzato che al momento del sopralluogo era ricoperta in parte di acqua.

Come riferito dal personale della ditta tale tubazione era stata nel passato tombata, ma da prove eseguite con un automezzo di ASA (presente con proprio personale al sopralluogo) veniva verificato che tale tombatura non era più a tenuta, consentendo la fuoriuscita di acqua proveniente dall’interno della ditta.

Nell’occasione è stato eseguito un campionamento delle acque in uscita dalla tubazione.

Nella tabella sottostante riportiamo i primi risultati parziali dei campionamenti effettuati nelle giornate del 26-28 dicembre u.s. nei punti di seguito indicati; sono stati inseriti come riferimento i limiti della Tab.3 All.V del D.Lgs 152/06 per uno scarico recapitante in acque superficiali.

  • 8832 = acqua del Rio Cignolo a monte delle immissioni;
  • 8833 = acqua del Rio Cignolo a valle dell’ immissione della fognatura bianca
  • 8840 = scarico Ditta Lonzi (recapito in fognatura nera e tracimazione in fognatura bianca);
  • 8841 = acqua del Rio Cignolo a valle dell’ immissione della fognatura bianca;
  • 8843 = acqua in uscita dal tubo esterno alla Ditta Lonzi

In generale si può affermare che gli esiti analitici ben corrispondono ad acque di dilavamento di cumuli di rifiuti di varia natura; nei campioni analizzati  si rileva un elevato contenuto di sostanza organica e di carica batterica (parametri richiesta chimica di ossigeno COD ed e.coli), di ammoniaca, di ferro ed alluminio; per quanto riguarda gli idrocarburi si riscontrano due valori pari a 6,6 mg/L per i campioni del 27/12 scarico Lonzi e scarico della fognatura bianca (valori limite per uno scarico in acqua superficiale pari a 5,0 mg/L), mentre negli altri campioni i valori sono di un ordine di grandezza inferiori.

Come prime conclusioni si possono comparare gli esiti analitici dei due campioni di acqua del Rio Cignolo del 26/12, uno a monte l’altro a valle dell’inserimento della fognatura bianca, che evidenziano come vi sia stato un apporto di inquinanti nel Rio, con aumento di tutti i parametri analizzati.

Comparando invece i due campioni del 27/12, appare evidente che le acque in uscita dal sito di Lonzi che tracimano nella fognatura bianca sono pressoché l’unico apporto che si ritrova nel punto presso il Rio Cignolo (in questo punto i valori sono generalmente diluiti rispetto allo scarico Lonzi, ad eccezione di ferro e alluminio, parametri pressoché ubiquitari). Il campione raccolto il 28/12 evidenzia anch’esso un’acqua non trattata con caratteristiche simili alle precedenti.

I tecnici del Dipartimento di Livorno stanno proseguendo l’attività di indagine e di valutazione di quanto riscontrato che sarà oggetto di comunicazione agli enti competenti.

di Arpat – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana