Scapigliato, la riqualificazione paesaggistica della discarica vista dall’architetto che l’ha progettata (FOTOGALLERY)

Il progetto, curato da Mario Cucinella, spiegato per immagini

[16 maggio 2017]

Sfogliando il portfolio di progetti che può vantare lo studio di architettura guidato da Mario Cucinella, che ha lavorato con archistar come Renzo Piano, salta agli occhi una forte nota verde. Dalle ristrutturazioni effettuate sugli edifici dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) alla realizzazione di un centro polifunzionale per il Parco del Pollino, passando per la costruzione della nuova sede Arpae (l’Agenzia ambientale della Regione Emilia-Romagna), la tendenza per Mario Cucinella Architects appare quella di privilegiare progetti che abbiano a che fare con la tutela e la valorizzazione del territorio nel quale vengono inseriti.

Per questo motivo lo studio, che oggi ha sede a Bologna ed è già noto in Toscana per la progettazione di uffici e laboratori per il Polo tecnologico di Navacchio, è stato individuato come la scelta migliore per l’ottimizzazione del polo impiantistico “Lo scapigliato”.

Per quanto riguarda la riqualificazione paesaggistica dell’attuale discarica, il masterplan prevede la realizzazione di «aree verdi – si legge nella presentazione offerta da MCA – in cui un percorso pedonale a forma dalla forma circolare “segna” il paesaggio in modo delicato adagiandosi sulle colline toscane per diventare un landmark in grado di dare una nuova identità al sito».

Il nuovo polo impiantistico di Scapigliato, così come progettato da MCA, si sviluppa dunque «sul crinale della collina conformandosi in una serie di terrazzamenti delimitati da muri di contenimento ondulato e rivestiti in terra cruda che integrano l’intervento con le colline circostanti mentre il sistema verde pensile in copertura assicura una vista gradevole dai rilievi limitrofi».

Un intervento, concludono dallo studio di architettura, pensato «non come un intervento di schermatura o mimetismo ma, al contrario, come integrazione e dialogo tra il naturale e l’artificiale».