Il ritorno alla tassa per chi era a tariffa rappresenterebbe un grave passo indietro del sistema, specie in Toscana

Service Tax e Tares, De Girolamo (Cispel): «Bene, ma occhio all’equivoco»

[30 agosto 2013]

L’annuncio del Presidente del Consiglio che la futura ‘service tax’, in vigore dal 2014 e che verrà definita ad ottobre nella legge di stabilità, distinguerà la tassa sui rifiuti dalla tassa sui servizi indivisibili va nella giusta direzione di applicare alla gestione dei rifiuti urbani il principio “chi inquina paga”.

La decisione presa dal Governo è positiva, occorre però che tale distinzione formale sia netta, e non equivoca, evitando la formula di una service tax articolata in due voci. I destinatari della tassa sui rifiuti infatti sono i produttori di rifiuti (quindi coloro che occupano l’immobile) mentre i destinati della service tax vera e propria sono i proprietari degli immobili, trattandosi di fatto di una tassa sulla casa. Una formulazione confusa di questo importante e delicato aspetto renderebbe complessa e caotica la gestione del sistema di finanziamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani, con conseguenze sulla qualità dei servizi e sugli investimenti.

Al tempo stesso è importante che nella nuova normativa sulla tassa rifiuti sia confermato e ampliata l’attuale previsione normativa (nell’attuale norma Tares) che consente ai Comuni di applicare tariffe puntuali come corrispettivo dei servizi (quindi riscosse dal gestore) al posto del tributo. Occorrerebbe che il Ministero dell’Ambiente precisasse con proprio regolamento cosa si debba intendere per tariffa puntuale, consentendo a coloro che in questi anni hanno applicato la TIA di continuare a farlo, salvaguardando un’esperienza importante come quella toscana, dove due terzi della popolazione era a Tia, i gestori riscuotevano direttamente dagli utenti in una logica industriale e non più di finanza derivata, creando posti di lavoro qualificati (circa 400 in Toscana quelli che rischiano di perdersi) e recuperando elusione ed evasione.

Il ritorno alla tassa per chi era a tariffa rappresenterebbe un grave passo indietro del sistema, specie in Toscana, finora esperienza positiva e avanzata nel quadro italiano: rappresenterebbe un colpo mortale per le imprese, come ha giustamente sottolineato il Ministro dell’Ambiente Orlando e andrebbe contro alle misure adottate in tutta Europa, dove si stanno diffondendo meccanismi di tariffazione puntuale basati sul volume o sul peso dei reali rifiuti prodotti da ogni utente.

Alfredo De Girolamo, Presidente Confservizi Cispel Toscana per greenreport.it