Sin di Livorno: sottoscritto il decreto che lo riperimetra

[22 maggio 2014]

Il Comune di Livorno informa oggi che il Ministro dell’Ambiente ha sottoscritto il Decreto che riperimetra il Sin (Sito di Interesse Nazionale di Livorno). Una notizia attesa da tempo e per il cui buon esito il Comune rivendica il lavoro tecnico lunghissimo e irto di difficoltà dell’amministrazione con la Regione Toscana e con il supporto di Autorità Portuale di Livorno e Confindustria Livorno.

Soddisfatti ovviamente il sindaco e l’assessore all’ambiente che evidenziano come questo risultato renda una ulteriore prospettiva allo sviluppo del Porto di Livorno ed alle tante attività produttive che si trovano in un’area che non sarà più sottoposta alle lunghe e complesse procedure ministeriali. «Una notizia – commentano entrambi – che non ci coglie di sorpresa, ma che ci fa ben sperare per il futuro di un nodo strategico del Comune di Livorno, quale è il Porto, per il quale è già stata adottata la Variante urbanistica e risulta in fase di conclusione la sua approvazione. Un ringraziamento va all’Onorevole Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, che si è dimostrata sensibile alle aspettative della città su questo tema. Un fatto che ridimensiona anche l’ambito delle questioni ambientali: infatti il passaggio delle competenze da Ministero dell’Ambiente a Regione Toscana, pur non variando nulla a livello delle attività di bonifica, restituisce una zona (circa 6 Kmq.) i cui livelli di contaminazione effettivamente rilevati sul terreno non sono stati ritenuti così elevati da far permanere l’area riperimetrata in un sito di interesse nazionale».

«Vengono mantenute nel Sito di Interesse Nazionale – aggiungono – le aree della ENI e dell’ENEL, mentre vengono escluse tutte le altre aree a terra e le acque interne portuali per le quali sarà più semplice procedere con i dragaggi indispensabili per restituire la massima funzionalità al Porto di Livorno. Riguardo alle acque marine, c’è una sensibile diminuzione delle aree sottoposte a SIN con una maggiore  limitazione verso il largo e l’esclusione, ad esempio, delle zone in cui sono ubicate le vasche di colmata». Concludono il sindaco e l’assessore «che adesso sarà indispensabile che la Regione Toscana, insieme all’Amministrazione Comunale e a tutti i soggetti competenti in questa materia, definiscano in breve tempo un disciplinare tecnico procedurale in cui siano formalizzati chiaramente tutti i passaggi tecnici ed amministrativi necessari, nell’ottica della semplificazione che non significa lasciare l’ambiente portuale nelle condizioni in cui si trova, ma che permette di  operare con tempi certi nell’interesse dell’ambiente e della sostenibilità del nostro territorio».