Decreto Legge 101/2013: “condizionato” e con offerta «violi 3, paghi 1»

Sistri: Sistema incredibile (per) spendere tante risorse italiane?

Il commento per greenreport.it dell'avvocato Silvano Di Rosa*. Prima parte

[12 settembre 2013]

E’ certamente da condividere l’accoglienza fatta 1 al recente D.L. 31 agosto 2013, n. 101 – «Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni» –, con le parole d’esordio di una nota canzone di Lucio Battisti: «Ancora tu …. ma non dovevamo vederci più?». D’altronde, nell’altalenante saga del SISTRI, dopo il D.M. 20 marzo 2013 «Termini di riavvio progressivo del Sistri» del Ministro Clini, sembrava esserci stata una battuta d’arresto, univocamente interpretabile come tale a seguito dell’esplicito esito di una articolata iniziativa adottata dall’attuale Ministro dell’Ambiente On. Andrea Orlando: la «consultazione delle organizzazioni delle imprese interessate dal SISTRI» dello scorso giugno 2013. Iniziativa concertata al fine di acquisire il punto di vista – più ampio e rappresentativo possibile – delle predette organizzazioni, con esplicito incarico assegnato al senatore On. Edo Ronchi di relazionare al riguardo. L’Onorevole Edo Ronchi, come noto – ma non troppo !!! –, in data 20 giugno 2013, ha ragguagliato 2 il Ministro dell’Ambiente circa l’esito di tale “plebiscito3 , evidenziando – giustamente – come, nel corso della apposita consultazione con le organizzazioni delle imprese, fra le altre cose, si sia fatto esplicito riferimento anche alla Relazione 28 febbraio 2013 sul SISTRI, rubricata «L’evoluzione normativa e le problematiche connesse alla sua attuazione» 4 , in quanto ritenuta un’indagine istituzionale recente ed accurata. Nello specifico – riferisce il senatore Ronchi (così come si legge) nella sua missiva 5 al Ministro Orlando –, è stato tenuto conto di come, con la rammentata Relazione del febbraio u.s., sia stato constatato che: «il progetto (SISTRI), avviato fin dal 2007, ad oggi non ha avuto concreta applicazione e si sono susseguiti nel tempo una serie di interventi legislativi che ne hanno rinviato sistematicamente l’entrata in vigore». Anche su tale scorta viene riferito al Ministro che – pur non potendola escludere in linea di principio – soltanto con estrema precauzione potrebbe essere presa in considerazione una ulteriore proroga a tale sistema (SISTRI), in quanto c’è stato tutto il tempo 6 (Con ben 9 provvedimenti normativi e ministeriali in materia di Sistri) per prepararlo, correggerlo e fornire tutte le precisazioni del caso (così – è bene ribadirlo !! – si legge nella comunicazione dell’On. Ronchi), senza ottenere alcun risultato (questo lo aggiungiamo noi !). Fra le altre cose, viene riferito al Ministro che, con la predetta consultazione – cui hanno preso parte 31 organizzazioni 7 oltre all’ISPRA, ANGA, UNIONCAMERE

–, si è:

1) preso atto della preesistenza di svariate pregresse opposizioni da parte delle associazioni di categoria rispetto a tale sistema di tracciamento, essendone stata sottolineata l’inadeguatezza e la scarsa fruibilità da parte degli operatori, oltre all’ingerenza da questo mostrata con i sistemi informatici già in uso;

2) inquadrato, come importante per tutti, l’obiettivo consistente nel dover registrare e documentare le ragioni reali e sostanziali di tali opposizioni, al fine di discuterle nel merito senza pregiudizi;

3) verificata la sussistenza di condizioni utili a raggiungere un possibile accordo con le associazioni;

4) evidenziato che il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti debba essere idoneo a rendere trasparenti le movimentazioni dei rifiuti, ma anche fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi;

5) sottolineato come, a ben vedere, la Direttiva 98/2008/CE – agli articoli 17 e 19.2 8 (In caso di trasferimento all’interno di uno Stato membro, i rifiuti pericolosi sono corredati di un documento di identificazione, eventualmente in formato elettronico, che riporta i dati appropriati specificati all’allegato IB del regolamento (CE) n. 1013/2006)

– preveda la necessità di misure volte a garantire il controllo e la tracciabilità dei (soli) rifiuti pericolosi – dal momento della loro produzione a quello della conseguente destinazione finale – e che il trasporto degli stessi debba essere corredato da un documento, “eventualmente” (solo eventualmente e non obbligatoriamente!! Questo dice la Direttiva !!!) in formato elettronico, che riporti tutti i dati appropriati e necessari;

6)evidenziato, pertanto, come sia vero che la disciplina europea prevede una specifica forma di tracciabilità – non necessariamente imposta in versione «informatizzata», oltre che –, riferita (però !) ai soli rifiuti pericolosi, cui si collega anche l’obbligo di tenuta di registri di carico e scarico per i produttori di rifiuti pericolosi e per i gestori di rifiuti pericolosi e anche (ma limitatamente all’obbligo dei registri) di rifiuti non pericolosi;

7) acclarato, pertanto, come l’Italia, anche senza SISTRI, avendo già un pregresso sistema di tracciabilità, non fosse affatto inadempiente (una volta tanto !) rispetto alle direttive comunitarie, pur dovendo riconoscere come il sistema di tracciabilità preesistente – per intendersi, quello del Decreto Ronchi del ’97 – fosse “migliorabile” e dotabile di maggiore efficienza, anche grazie ad un processo di informatizzazione (questo voleva e doveva essere lo spirito con cui è stato creato il SISTRI: migliorare quanto già esistente, senza alcun obbligo pressante da parte della Unione Europea);

8) raccolto un primo giro di pareri, cui è seguita una proposta di conclusione delle consultazioni, successivamente approvata.

In sintesi, dalla lettura 9 delle «conclusioni» della consultazione – di cui relaziona il senatore On. Edo Ronchi al Ministro – emerge come la stessa sia stata caratterizzata da:

1°) una chiara condivisione sulla necessità ed utilità di avere un sistema di tracciabilità (anche informatizzato) idoneo a rendere trasparenti sia la gestione che la movimentazione dei rifiuti, allo scopo di migliorare quello (cartaceo) preesistente;

2°) la necessità che tale sistema sia, comunque, fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi;

3°) una obiettiva presa d’atto che il SISTRI non risponde affatto a questi requisiti, ritenuti non scindibili l’uno dall’altro (ovvero….che vanno applicati insieme);

4°) la ammissione che il SISTRI è stato avviato come “modello unico” senza possibilità di reali comparazioni 10 (Anche a causa dell’imposizione del Segreto di Stato) con altri (sistemi) più semplici, più flessibili e comportanti minori oneri organizzativi, mentre invece – sarebbe stato necessario e comunque – occorrerebbe ancora oggi poter scegliere – fra le possibili – soluzioni caratterizzate da minori sovraccarichi organizzativi per le imprese;

5°) la presa d’atto che il continuo rinvio della effettiva operatività del SISTRI costituisca prova (provata !) della non funzionalità operativa di questo sistema, causata proprio dal suo eccessivo sovraccarico organizzativo per le imprese, il quale (sovraccarico), quando, appunto, diventa eccessivo, ostacola l’operatività stessa del sistema e ne (auto-) intralcia la relativa funzionalità (n.d.r.: una sorta di looping o di un continuo avvitamento in picchiata di un sistema rivelatosi, ogni volta, una catastrofe);

6°) la convinzione che il termine del 1° ottobre 2013 (fissato dal D.M. 20 marzo 2013), qualora fosse confermato (come decorrenza dell’effettiva operatività del sistema SISTRI), comporterebbe notevoli disagi delle diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che “producono” e “gestiscono” rifiuti pericolosi, con conseguenti costi economici ed organizzativi – di tale avvio – impensabilmente rilevanti, se correlati ad un momento di crisi e di difficoltà come quello che attualmente viene vissuto dalle imprese;

7°) la inopportunità di utilizzare tale scadenza (del 1° ottobre 2013) anche solo come sperimentazione, sapendo già – benissimo !! – che il SISTRI è troppo oneroso ed avendo già acquisito sufficienti prove della sua non funzionalità;

8°) la presa d’atto che il SISTRI non è idoneo, perché comporta eccessivi sovraccarichi organizzativi e che va quindi abolito con un intervento legislativo, abrogando le norme che lo prevedono e sostituendolo con nuovi criteri – da affidare poi a normativa secondaria –, mantenendo nel frattempo il sistema preesistente, con eventuali piccole integrazioni che ne garantiscano una maggiore efficacia, compreso l’aspetto sanzionatorio;

9°) la proposta di specifici indirizzi (volti al futuro) per un nuovo sistema di tracciabilità informatizzata:

a) il modello dei registri di carico e scarico e delle tipologie di soggetti che sono tenuti ad averli per la legislazione vigente, i cui dati siano trasmessi, in forma digitale, alle Agenzie Regionali per l’Ambiente; tali dati devono essere resi accessibili alle ARPA e agli organi di polizia, abolendo quindi anche il sistema delle chiavette USB con software standardizzati;

b) per il trasporto vengono abolite le chiavette USB con software standardizzati e le Black box, si utilizza il modello del formulario trasmesso in forma digitale all’Albo nazionale dei gestori ambientali, alle loro sezioni regionali e delle province autonome, in modo che ne possano verificare la destinazione;

c) solo per i rifiuti pericolosi, gli impianti di recupero e di smaltimento di tali rifiuti devono rendere accessibile in forma digitale la loro autorizzazione con la precisazione, secondo un format stabilito, delle tipologie e quantità che sono autorizzati a gestire, in modo che il produttore e i trasportatore di tali rifiuti verifichino, prima dell’invio e della consegna, che l’impianto destinatario sia idoneo;

d) è possibile che la tracciabilità sia assicurata anche da organizzazioni, tipo consorzi relativi ai rifiuti o organizzazioni di categoria, in particolare per le piccole imprese;

e) i dati dell’Albo relativi ai trasporti e quelli delle ARPA relativi alla produzione dei rifiuti, sono trasmessi ad un centro di elaborazione nazionale – che potrebbe utilizzare la dotazione informatica del SISTRI – che opera in collegamento con ISPRA, che elabora i dati, è accessibile alle autorità di polizia giudiziaria e che se riscontra anomalie le segnala agli organi competenti;

f) il sistema, prima di partire, sia idoneamente sperimentato;

g) dopo la sperimentazione si apportano gli aggiustamenti necessari;

h) se del caso la sperimentazione è ripetuta;

i) la progettazione e la sperimentazione siano coordinate con il coinvolgimento delle organizzazioni delle imprese;

j) il nuovo sistema entri in funzione solo dopo essere stato collaudato;

k) il nuovo sistema non dovrebbe comportare oneri aggiuntivi per le imprese e dovrà favorire, con misure di semplificazione, determinate categorie da individuare successivamente sulla base di esigenze obiettive.

Questa è la conclusione tratta da un consesso tanto nutrito, quanto rappresentativo e – soprattutto – “voluto” e “convocato” dalle Autorità competenti. Si tratta di una conclusione seria e caratterizzata da un’analisi, non solo critica ma anche dettagliatamente propositiva, approvata dall’unanimità dei rappresentanti delle 31 organizzazioni 11 (vedi nota 3) – presenti, assieme a UNIONCAMERE, ISPRA e ANGA, all’incontro del 20 giugno 2013 –, che chiunque può leggere (a questo link), ma che, per comodità, proviamo a riassumere con nostre parole:

«Un sistema di tracciabilità che renda trasparenti sia la gestione che la movimentazione dei rifiuti serve sicuramente, ma a condizione che risulti essere fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi, quando invece il SISTRI non risponde affatto a tali requisiti essendo stato avviato come modello unico, senza comparazioni con altri sistemi più semplici, oltre che flessibili e meno onerosi. Il continuo rinvio della operatività di tale sistema è “prova” della sua non funzionalità operativa, dovuta proprio ad un eccessivo sovraccarico organizzativo: vero e proprio intralcio interno alla funzionalità del sistema stesso. L’operatività del SISTRI dal 1° ottobre 2013 comporterebbe notevoli disagi, oltre che costi economici ed organizzativi insostenibili, per diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che “producono” e “gestiscono” rifiuti pericolosi, così da dover ritenere inopportuna tale scadenza anche solo pensandola quale inizio di una sperimentazione, essendo oramai notorio come il SISTRI sia troppo oneroso, non funzionante ed inidoneo, tanto da dover essere abolito, abrogandolo e sostituendolo con nuovi criteri, mantenendo, nelle more, il sistema preesistente, debitamente integrato a garanzia di una maggiore efficacia, compresa quella sanzionatoria».

In un Paese normale ed in condizioni normali, si dovrebbe essere “fieri” dell’unanimità risultante dall’iniziativa (la consultazione) voluta dal Dicastero competente in materia, tanto da dover ritenere del tutto normale il giungere a non confermare i termini del D.M. 20 marzo 2013, e ……… infatti, non essendo in un Paese normale e non essendo – evidentemente – in condizioni normali, oltre a non aver tenuto in minima considerazione l’esito della voluta consultazione, si è optato per la normale emanazione del D.L. 31 agosto 2013, n. 101, alla cui pubblicazione in Gazzetta, il Ministro dell’Ambiente – nel normale comunicato del 3 settembre 2013 12 – sembra aver dato rilievo a : «Non far pagare alle imprese il prezzo delle difficoltà di attuazione, rendere più efficace, anche in fase di conversione del decreto legge, il dialogo e il percorso condiviso con gli utenti, un confronto sulla modalità delle sanzioni, l’impegno ad estendere i collaudi informatici e a costanti modifiche e semplificazioni del sistema in corso d’opera…» precisando che: «Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 26 agosto ha introdotto una incisiva semplificazione prevedendo che alla prevista partenza del prossimo primo ottobre il Sistri venga utilizzato solo dalle aziende che gestiscono, trasportano e smaltiscono i rifiuti pericolosi. Dal 3 marzo 2014 il sistema sarà esteso anche ai produttori di rifiuti pericolosi. Questi sei mesi tra le due date saranno utilizzati per introdurre ulteriori semplificazioni e modifiche al sistema, con la possibilità di ulteriore proroga di sei mesi…»; potendo poi concludere il nostro breve riepilogo col fatto che : « Con il decreto legge approvato [così ha continuato il Ministro Orlando] abbiamo apportato al Sistri una robusta semplificazione e la mia presenza a questo incontro è il segnale di un impegno e di una volontà a gestire per quanto possibile collegialmente questa fase di avvio del sistema

Ma …la fase “collegiale” non è forse quella che c’era già stata a giugno 2013 e che – da quanto sopra riportato – si era conclusa in un modo diametralmente opposto a quello cristallizzato nel decreto legge oggi tanto elogiato ? Ci sfugge qualcosa, oppure è a qualcun altro che è sfuggito qualcosa ? A giugno, forse, non si sapeva già che il contratto con la Selex Management fosse problematico ? La domanda sorge spontanea visto che il Ministro, in data 3 settembre 2013, arriva ad affermare: «Dopo avere esplorato tutte le alternative, e non avendo alcuna possibilità di risolvere il contratto che impegna la pubblica amministrazione con la Selex, abbiamo assunto la decisione di evitare l’ipotesi di un ennesimo rinvio del Sistri» Stiamo parlando del SISTRI !!! Stiamo parlando proprio di “quel sistema” che di normale ha ben poco, in quanto:

1) evoca l’inchiesta «I segreti di FINMECCANICA 13»

2) è stato ricordato come: «Sistri: Reato di Stato ? 14»

3) è stato chiaramente presentato, dalla giornalista Milena Gabanelli, nella puntata RAI3 di Report del 27 novembre 2011 15 (cui si fa rinvio, dal punto 01:05:00);

4) viene descritto nello schematico, ma ricco, documento «Com’è andata a finire? SPAZZATOUR 2» del giornalista di RAI3 Emilio Casalini 16 ;

5) ci è stato “raccontato”, nei minimi particolari, nel corso della imperdibile puntata di Report del 13 maggio 2012 17 , introdotta sempre da Milena Gabanelli, nella quale si spazia da persone che si giravano i pollici ad altre che giocavano al calcio;

6) è stato ripreso nuovamente da Report, nella più recente puntata del 17 aprile 2013 «Report Extra. Sistri, alla fine chi pagherà?» 18

7) è noto come il sistema del “contratto svelato” dall’inchiesta di Repubblica: «Sistri, costi gonfiati e flop tecnologico. L’affare milionario di Finmeccanica» 19 ;

è…quel SISTRI ! E, ciononostante … non si ha alcuna possibilità di risolvere il contratto con la Selex Management ? Ciononostante, è preferibile lasciare che continuino a pagare i soliti noti, i quali, probabilmente, non avranno più il diritto a vedersi restituite le somme spese, per “godere” di un «non sistema» (o sistema non funzionante che dir si voglia), solo perché il 1° ottobre 2013 e poi il 4 marzo 2014, finalmente, si avrà, per la gioia di tutti, la tanto agognata “operatività del SISTRI”: vero e proprio Sistema Incredibile (per) Spendere Tante Risorse Italiane.

-continua-

*Consulente legale ambientale Avvocato in Empoli (FI) Membro dell’Associazione Giuristi Ambientali – Roma già Docente Master di II livello in Diritto dell’Ambiente Università degli Studi di Bergamo Facoltà Giurisprudenza