Sistri: a sorpresa ulteriori semplificazioni (parola del ministero)

[16 giugno 2014]

Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì 13 giugno un decreto che contiene disposizioni urgenti per la tutela dell’ambiente nel quale si torna anche sul Sistri. Come noto Greenreport.it da sempre ritiene il Sistri uno strumento tutt’altro che decisivo per risolvere il problema della cattiva gestione dei rifiuti, e di recente abbiamo preso comunque atto della volontà almeno di non farlo essere oltre che poco utile, anche un fardello per le imprese che cercano di operare correttamente in un marasma burocratico che ha creato il paradosso italiano non (o non solo) della certezza del diritto, ma della certezza del dovere. Sul tema leggersi l’editoriale di oggi di Michele Ainis sul Corriere della Sera è molto istruttivo, da dove emerge chiaramente che in Italia anche chi vuole comportarsi al meglio, non sa a che santo votarsi tra leggi che si contraddicono e interpretazione disparate. Risegnaliamo peraltro che il decreto del 29 aprile scorso aveva già escluso dal Sistri praticamente il 98% delle imprese, visto che l’obbligo vale solo per le aziende con più di 10 dipendenti.

Che c’è di nuovo quindi? Il ministero scrive: ulteriore semplificazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) con l’applicazione entro sessanta giorni dell’interoperabilità e la sostituzione dei dispositivi token usb, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. Forse si è preso anche atto che i dispositivi non funzionano? O almeno che funzionano molto male? Prendiamo anche questo come un segnale di attenzione, ma di certo se uno avesse la pazienza di rileggersi – e lo può fare attraverso il nostro archivio – di tutta la storia del Sistri, scoprirebbe molti perché della situazione in cui versa il nostro Paese.