Smaltimento dei gessi rossi nella cava della Bartolina, Legambiente contraria

Gentili: «Rischio elevato: presenza di sostanze nocive che possono entrare in contatto con le falde idriche»

[6 ottobre 2017]

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, ha espresso a nome dell’associazione ambientalista «forte perplessità rispetto al possibile stoccaggio dei gessi rossi nella cava della Bartolina. Smaltire il materiale di scarto della Tioxide, derivante dalla produzione di Biossido di Titanio, può comportare infatti il rischio molto elevato che sostanze nocive e in particolare metalli pesanti possano entrare in contatto attraverso le fessurazioni della cava, che non ha caratteristiche di impermeabilità, con le falde idriche collegate con il fiume Bruna e l’intero bacino del corso d’acqua».

Il circolo Festambiente di Legambiente richiama quindi, gli enti coinvolti (Regione Toscana e Comuni interessati) «alla massima attenzione sui rischi connessi e su una meticolosa vigilanza sull’iter da seguire e sul rispetto delle procedure necessarie come la Via».

Gentili conclude: «Ribadiamo comunque la nostra contrarietà a scelte che continuano a utilizzare le discariche come sistema di smaltimento dei rifiuti urbani e a maggior ragione speciali. Occorre pensare a tecnologie alternative per il loro trattamento e recupero, ovviamente in sicurezza, sia per il territorio sia per la salute dei cittadini. Non vorremmo, infatti, che a causa dell’estrema leggerezza nel garantire lo smaltimento di questi materiali di scarto si danneggi irreparabilmente il reticolo idrografico di un territorio di grande valore sia dal punto di vista paesaggistico che agricolo, con tutte le conseguenze ambientali e legate alla salute dei cittadini residenti».