Terra nera sulla spiaggia bianca: la provincia sospende i lavori a Marina di Campo

Legambiente: «Anche questa volta ci avevamo visto giusto»

[13 novembre 2015]

Terra nera Marina di Campo 2

Dopo la denuncia di Legambiente Arcipelago Toscano e l’intervento del Comune di Campo nell’Elba, oggi la Provincia di Livorno ha «sospeso l’autorizzazione rilasciata al Consorzio di Bonifica 5 – Toscana Costa, per gli interventi relativi al ripascimento della spiaggia di Marina di Campo attraverso l’utilizzo di sabbie provenienti dal Fosso Bovalico» e sottolinea che «La decisione è stata presa dopo le segnalazioni pervenute, relative allo scarico sulla spiaggia di materiale inidoneo e non corrispondente a quello preventivamente autorizzato».

Si chiarisce quindi una vicenda che gli ambientalisti avevano defibito – a ragone – «Assurda». In una nota la Provincia spiega che «La determina dirigenziale n. 355 del 4/12/2014, successivamente prorogata, prevedeva l’autorizzazione allo sversamento di circa 4mila metri cubi di sole sabbie provenienti dal fosso Bovalico, così come era stato dichiarato nel progetto redatto dal Consorzio e nelle analisi preventive fatte sui sedimenti per verificarne la compatibilità con quelle dell’arenile oggetto dell’intervento. Il progetto, infatti, prevedeva l’escavo del fosso, la vagliatura dei materiali indesiderati, il versamento delle sabbie sull’arenile e il conferimento in discarica dei materiali non utili».

Come presumeva Legambiente, lo scarico di materiale sulla spiaggia di Marina di Campo, era stato autorizzato, solo che non era per il terrccio nerastro che in realtà era stato ammucchiato su una delle spiagge più conosciute e frequentate dell’Isola d’Elba. Infatti la provincia sottolinea che la sua autorizzazione «si basava sugli esiti dell’apposita conferenza dei servizi, convocata dal Consorzio per l’esame del progetto da parte degli enti interessati, per il quale aveva ricevuto il parere favorevole della Provincia, del Comune, dell’Arpat, della Capitaneria di Portoferraio e della Soprintendenza di Pisa. In questo senso, l’autorizzazione dell’Amministrazione Provinciale è perfettamente coerente con il progetto presentato (incluse le analisi preventive sui sedimenti proprio per la loro compatibilità), con gli esiti della conferenza dei servizi e con il regolamento provinciale per la gestione di tali procedimenti».

E’ proprio l’utilizzo dei materiali inidonei, fuori dai parametri previsti rispetto al  ripascimento autorizzato, che ha indotto il dirigente dell’Unità di servizio “Difesa e protezione del territorio” della Provincia, il geologo Enrico Bartoletti, a «sospendere l’atto autorizzatorio, a partire dalle ore 13 di oggi, ordinando nel contempo al Consorzio di Bonifica  – che aveva già provveduto ieri dopo l’intervento del Comune – l’immediata rimozione del materiale e il ripristino dell’arenile entro le ore 13 del 14 novembre». Inoltre la Provincia di Livorno annuncia che « al Consorzio saranno applicate le sanzioni amministrative previste dalla legge».

Lapidario il commento di Legambiente Arcipelago Toscano: «Anche questa volta ci avevamo visto giusto»