Bene invece l’8x1000 beni culturali, risorse per vulnerabilità sismica , partecipazione e parchi

Terremoto, la Camera approva il decreto. Legambiente: «Persa una importante occasione»

«Il testo poteva essere migliorato per definire una filiera virtuosa e innovativa sullo smaltimento e recupero delle macerie»

[24 marzo 2017]

La Camera dei Deputati ha dato il  via libera al decreto legge sul terremoto, che ora passerà al Senato per la definitiva conversione in legge. Secondo il PD, «Il decreto approvato alla Camera introduce regole più snelle e aiuti per i cittadini e le imprese delle zone colpite dal terremoto di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le varie fasi della ricostruzione.  Sono stati affrontati alcuni nodi emersi nel corso della gestione dell’emergenza e dell’avvio della ricostruzione di questi mesi: il tema del personale, il sostegno agli enti locali impegnati nella ricostruzione, l’accelerazione delle procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per le casette, per le stalle e per le scuole. Sono poi state potenziate le misure a sostegno dell’economia dei territori colpiti dal sisma, in particolare con la norma sul danno indiretto che vuole sostenere soprattutto il settore del turismo e del commercio, strategici per le regioni del centro Italia. Anche altre norme vanno in questa direzione: le agevolazioni per gli investimenti, la moratoria su mutui di imprese e privati, la priorità dei contratti di sviluppo per le regioni del sisma. Sono stati inoltre chiariti alcuni aspetti per rendere le norme meglio applicabili e per arrivare ad una ricostruzione più veloce, trasparente e puntuale, anche per i tanti gioielli architettonici e culturali di cui sono ricche le regioni colpite: con l’approvazione di un emendamento Realacci  tutta la quota dello Stato dell’8×1000 sarà destinata, per 10 anni, alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma.

E proprio Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, spiega che la legge di conversione del decreto terremoti, di cui è stata relatrice Chiara Braga (PD),  è stata a approvata  dopo un approfondito esame a cui hanno contribuito tutti i gruppi politici e aggiunge che «La risposta al terremoto è un banco di prova dell’Italia del futuro. Serviranno sicuramente altre misure per vincere questa sfida, ma intanto con questo provvedimento arrivano interventi importanti per affrontare l’emergenza, aiutare la ricostruzione e sostenere l’economia locale.

Per dare un domani alle comunità di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dal sisma la legge prevede misure di sostegno al reddito e alle imprese di quei territori, il riconoscimento del danno indiretto per dare ossigeno alle attività turistiche e commerciali. Introdotto anche l’ampliamento del cratere a 9 comuni abruzzesi, mentre si rafforzano le istituzioni destinando nuove risorse umane per potenziare la Protezione civile, gli Enti Locali e i due Parchi Nazionali coinvolti, quello dei Monti Sibillini e del Gran Sasso Monti della Laga, che possono svolgere un ruolo importante nella ripresa del territorio».

Realacci sottolinea: «Anche se la Ragioneria dello Stato e la Commissione bilancio ne hanno ridotto la portata, tra le novità più rilevanti resta la misura da me proposta grazie alla quale la quota dell’8×1000 dello Stato, nella parte riferita alla conservazione dei beni culturali, sarà destinata per 10 anni alla ricostruzione e al restauro del patrimonio storico artistico distrutto o danneggiato dal sisma. Un modo per garantire una fonte certa e pluriennale di finanziamenti, grazie al quale tutti i cittadini potranno contribuire in maniera trasparente alla ripresa di quei territori. Dalla necessità di ripristinare quei beni e quei luoghi, fondamentali per l’economia oltre che per la nostra identità, nasce un’opportunità per il lavoro, le imprese, le università. Un grande laboratorio, un distretto di restauro, cultura e innovazione diffuso sul territorio; importante per l’Italia e l’Europa. Un segnale importante di fiducia e di speranza nel futuro».

Secondo i deputati del PD, «Si tratta di circa 150/200 milioni l’anno che garantiranno una fonte certa e sicura di finanziamenti, due miliardi in dieci anni. Inoltre il nuovo Allegato 2-bis inserisce ulteriori 9 comuni dell’Abruzzo tra quelli a cui si applicano  tutte le misure messe in campo finora per le aree colpite dal sisma.  I nuovi Comuni sono stati individuati sulla base degli stessi criteri utilizzati dalla Regione Abruzzo per l’elaborazione dei precedenti allegati 1 e 2, garantendo l’adeguata copertura finanziaria derivante dall’aumento della platea dei soggetti beneficiari».

L’entusiasmo del PD non convince Legambiente, molto impegnata nelle aree del terremoto, «Il provvedimento approvato poteva essere migliorato normando la gestione delle macerie a favore del recupero degli inerti per la ricostruzione. Un tema, più volte rilanciato dall’associazione ambientalista, ma sul quale si è preferito glissare perdendo così una importante e preziosa occasione per gettare le basi di un ciclo virtuoso del recupero delle macerie, seguendo i principi dell’economia circolare».

La presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni, aggiunge: Il decreto terremoto approvato ci soddisfa solo in parte. Anche se sono state introdotte importanti modifiche, è però mancato il coraggio di affrontare una delle quelle questioni più spinose che accomuna tutti i terremoti, lo smaltimento delle macerie, a cui si accompagna spesso lo spettro di possibili infiltrazioni criminali nella gestione di questi materiali. Siamo convinti che la soluzione migliore consiste oggi nel recupero differenziato e nel riutilizzo dei materiali per gli usi compatibili, attraverso macchinari utilizzati direttamente sul posto e capaci di produrre materiali necessari per la ricostruzione. Una prospettiva che introdurrebbe innovazioni nella ricostruzione, risparmiando risorse pubbliche e naturali. È questa una delle prime sfide da affrontare nella aree post-sisma e che invece inspiegabilmente non è stata considerata».

L’associazione ambientalista apprezza alcune delle novità introdotte dal decreto: «Ben vengano le risorse previste per fare le indagini sulla vulnerabilità sismica in tutti gli edifici scolastici situati nelle zone più a rischio sismico, la decisione di destinare una parte della quota dello Stato dell’8×1000, per 10 anni, alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal terremoto; e ancora l’aver previsto il ripristino e la manutenzione della sentieristica nei parchi e il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini alle scelte di pianificazione e sviluppo territoriale,  ricostruzione e salvaguardia dei beni comuni. Quest’ultimi due emendamenti sono stati proposti da Legambiente impegnata nel chiedere garanzie per la partecipazione della popolazione e la cura del ripristino ambientale elemento importante per facilitare e rilanciare il turismo dolce nei parchi. Proposte che sono state approvate, ad eccezione di quella riguardante una filiera virtuosa e innovativa sullo smaltimento e recupero delle macerie».

Second la Muroni, «La ricostruzione può essere una grande occasione per promuovere una nuova idea di rilancio, sviluppo e benessere dell’Appennino centrale, capace di invertire il fenomeno dello spopolamento anche attraverso la valorizzazione dei beni culturali e dei sentieri dei parchi. L’attenzione al patrimonio storico culturale e a quello naturale paesaggistico possono dare un grande contributo alla ripresa e allo sviluppo delle attività economiche locali di queste aree colpite dal sisma, per questo non si perda questa importante occasione».

Legambiente conclude ricordando che «la ricostruzione e la rinascita dei territori colpiti dal sisma è anche il filo conduttore della raccolta fondi “La rinascita ha il cuore giovane”, promossa dall’associazione ambientalista insieme a Libera, Associazione Cooperative Italiane Giovani, Federparchi, Altromercato, Alce Nero e Fondazione Symbola, e pensata per aiutare i giovani imprenditori e cooperative delle zone colpite dal sisma che hanno subito danni a strutture e produzioni. L’obiettivo è quello di ricostruire il tessuto produttivo di un territorio, lavorando su una nuova economia civile, ecologica e solidale. La campagna di raccolta fondi è stata estesa, grazie alla collaborazione con Helperbit (helperbit.com,  alle donazioni in bitcoin».
Info su: http://rinascitacuoregiovane.it/