The Longest Swim, da Tokyo a San Francisco a nuoto attraverso il Pacifico per 8.800 Km (VIDEO)

La folle nuotata di Benoît Lecomte contro cambiamento climatico, nucleare e inquinamento del mare

[5 giugno 2018]

Oggi il nuotatore cinquantenne Ben Lecomte si è tuffato dalla spiaggia giapponese di Choshi, vicino a Tokyo, con indosso una muta, un bracciale repellente anti-squali e una fascia da braccio per tracciare le radiazioni nell’oceano prodotte dal disastro nucleare di Fukushima Daiichi dell’11 marzo 2011, e spera di raggiungere San Francisco in 6 mesi e di diventare la prima persona ad attraversare a nuoto l’Oceano Pacifico.

The Longest Swim è un viaggio di 5.500 miglia – 8.800 Km –  che oltre ad essere un’impresa sportiva estrema è anche una grande opportunità scientifica.  Lecomte, un francese che ora vive in Texas,  è seguito dal Discoverer, un veliero di 20 metri con un equipaggio di 6 persone e nuoterà 8 ore al giorno lungo una rotta che passa attraverso il Great Pacific Garbage Patch (il vortice di plastiche e microplastiche più grande del mondo) e l’area di migrazione degli squali bianchi. Oltre che dal Discoverer, ,Lacomte sarà scortato più da vicino da un gommone dotato di un motore elettrico, che indicherà anche la rotta giusta al nuotatore

Nel 1998 Lecomte diventò il primo essere umano ad attraversare l’Oceano Atlantico a nuoto in “soli” 73 giorni, superando mille difficoltà, compreso uno squalo che lo seguì 5 giorni e innumerevoli punture di meduse, giungendo al traguardo stremato e  determinato a non fare mai più un’esperienza simile. Ma ora ha cambiato idea e ha deciso di attraversare l’Oceano Pacifica da Tokyo a San Francisco e per farlo si è allenato 4 anni, spinto anche dalla convinzione che occorre fare gesti e sforzi estremi per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui rischi del cambiamento climatico e sulla necessità di una rapida transizione ambientale sostenibile.

I sui partner scientifici, tra i quali ci sono la NASA e la Woods Hole oceanographic institution, gli hanno fornito le attrezzature per condurre ricerche direttamente con il suo corpo mentre nuota nell’Oceano più grande del mondo e il team che lo assiste preleverà oltre 1.000 campioni d’acqua anche per raccogliere dati sull’inquinamento e sulla vita vegetale oceanica. Ma il leitmotiv di The Longest Swim sono i cambiamenti ambientali provocati dal riscaldamento globale e dell’incidente alla centrale nucleare giapponese.

Dopo aver nuotato 8 ore, Lecomte si riposerà sull’imbarcazjone che lo segue e la mattina dopo ripartirà esattamente dal punto in cui è risalito a bordo, nella speranza che questa nuotata estrema diventi un record ufficiale. Intervistato da Lulu Garcia-Navarro della Weekend Edition della radio pubblica Usa NPR, il nuotore franco-americano ha confermato che tutto nasce dalla voglia di far aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici, ma l’impresa sportiva estrema resta: « Il vero allenamento inizierà quando mi butterò in acqua. Perché, sai,  non è qualcosa che puoi davvero replicare: nuotare otto ore al giorno, dormire sulla barca e avere un contatto limitato con l’esterno, è molto particolare».

A spaventare di più Laconte non sono gli squali: «Questo è il loro ambiente. Ma penso che  per me la più grande preoccupazione sia soprattutto l’acqua fredda. Perché può fare davvero tanto freddo  dopo che sei stato nell’acqua fredda per così tante ore, e non importa quanto sia spessa la tua muta, hai freddo ed è molto, molto scomodo».

Ripensando al «Mai più» detto dopo la traversata dell’Oceano Atlantico, Lacomte spiega che «Non mi ci è voluto molto per cambiare idea. Tre, quattro mesi dopo stavo già pensando alla mia prossima avventura e facendo qualcosa del genere. Ho avuto presto l’idea della nuotata nel Pacifico, ma mi sono sposato e ho avuto dei figli, quindi l’ho messa da parte. Questa era la mia priorità, e ora torno a quel sogno che avevo. Non voglio vivere con qualche rimpianto, quindi è qualcosa che ho perseguito, e sono determinato a farlo».

I figli di Leconte si uniranno a lui per accompagnarlo nell’ultima tappa di questo viaggio estremo e lui dice: «Sono molto entusiasti. Sono con me in questo momento, ieri sera erano sulla barca con me e stasera saliranno sulla barca, e lo adoreranno. Nuotiamo molto spesso insieme, quindi condividiamo la stessa passione. L’oceano è in pericolo. Sono molto sensibile per i miei figli e so cosa avranno nelle loro vite. Penso che sia mio dovere cercare di usare la mia passione per fare un piccolo cambiamento. Dobbiamo trovare qual è il nostro ruolo se vogliamo preservare ciò che abbiamo. E questo è molto importante per me  e farlo per i miei figli».

Alla fine Lacomte  avrà nuotato per 5 o 6 mesi, almeno per 18o giorni, ad una media prevista di 48 Km al giorno, in un ambiente grandioso e ostile, bruciando ogni giorno più di 8.000 calorie e attraversando per 1.600 Km  il Great Pacific Garbage Patch e incontrando squali che dovrebbero essere tenuti alla larga dal suo braccialetto magnetico. Un team di dottori ed esperti lo seguirà a distanza sul lontanissimo continente per tenere sotto controllo le sue condizioni fisiche e suggerire cure nel caso si ammali.

Intanto il team di ricercatori a bordo della barca di appoggio raccoglierà campioni in mare e censirà gli uccelli marini incontrati lungo la rotta e registrerà i suoni dei cetacei e degli altri animali marini, tenendosi in comunicazione costante con il mondo con 15 telecamere che trasmetteranno tutti i particolari dell’impresa. I ricercatori dicono che i dati accumulati durante la nuotata estrema «Permetteranno, per esempio, di studiare l’impatto sulla catena alimentare dei rifiuti presenti nell’oceano, di analizzare le microplastiche e le microfibre raccolte nell’acqua o, ancora, di localizzare il tragitto dei rifiuti marini».

Inoltre la spedizione serve anche a capire cosa ne è stato delle sostanze radioattive finite nell’Oceano Pacifico dopo il terremoto/tsunami e la tragedia nucleare di Fukushima Daiichi de se abbia avuto conseguenze sulle caratteristiche fisiche e fisiche dell’Oceano.

Videogallery

  • THE LONGEST SWIM across the Pacific Ocean