Da uno studente italiano metodo innovativo per estrarre oro dai rifiuti elettrici ed elettronici

Una procedura «non pericolosa per l’ambiente» vincitrice del concorso InvFactor 2016

[21 settembre 2016]

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Abbandonato in qualche cassetto o nascosto nei nostri scantinati, o nel peggiore dei casi in discarica, si nasconde un pezzetto di un enorme tesoro: l’università di Edimburgo stima che all’interno dei rifiuti elettrici ed elettronici globali, i cosiddetti Raee, sia contenuto almeno il 7% delle riserve mondiali di oro (una stima assai conservativa), insieme ad altri numerosi e preziosi elementi. Non a caso un Paese che ha particolare feeling con l’elettronica – il Giappone – punti ad estrarre dai propri Raee almeno una parte dei metalli preziosi necessari a fabbricare le medaglie per le prossime Olimpiadi, che si terranno in terra nipponica.

Il risvolto della medaglia sta però nei costi ambientali di questa operazione. Sicuramente minori rispetto all’estrazione di materie prime, ma non per questo innocui; recuperare oro dai rifiuti elettronici con metodi tradizionali spesso significa utilizzare sostanze pericolose per la salute come il cianuro. Anche in questo campo la scienza sta però macinando progressi, e l’ultimo – in ordine cronologico – arriva da un giovane studente dell’Iti ‘Montani’ di Fermo, Carlo Castelli. È lui il vincitore della sesta edizione di ‘InvFactor – anche tu genio!’, concorso per studenti ‘inventori’ delle scuole superiori organizzato dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr) e promosso dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea nell’ambito di ‘EuFactor’.

Castelli ha partecipato al concorso presentando un metodo dedicato all’estrazione dell’oro dai rifiuti elettrici ed elettronici, minimizzando gli impatti dell’operazione: «Questa procedura per il preventivo allontanamento dei metalli diversi dall’oro, innovativa e non pericolosa per l’ambiente, utilizza – spiega lo studente – un cloruro ferrico (FeCl₃) che funge da ossidante senza rilasciare fumi tossici e acido cloridico (HCl) che potenzia il potere ossidante» Un’idea che è risultata vincente.

«Sono state selezionate otto invenzioni finaliste su oltre 80 candidature a InvFactor 2016 pervenute al Cnr da nord a sud d’Italia, che hanno riguardato il tema dell’ambiente, della sicurezza, della domotica e della disabilità, evidenziando – sottolinea Antonio Tintori, ricercatore del Cnr-Irpps e coordinatore del concorso – una spiccata sensibilità giovanile, in particolare nei confronti dei problemi degli anziani e delle categorie sociali più deboli». Un isolante termico per l’edilizia ottenuto dalle piante e un robot che somministra medicinali e il test per la glicemia agli anziani rappresentano infatti il secondo e terzo posto tra le tre invenzioni vincitrici del concorso.