Vele Spiegate: il diario della prima settimana di volontariato ambientale nell’Arcipelago Toscano

Al via l'operazione di Legambiente e Diversamente Marinai per liberare le spiagge dai rifiuti

[4 luglio 2017]

E’ toccato ad Angelica, Martina, Marta, Anny, Edith, Arianna, Giorgio e Matteo il difficilissimo compito di inaugurare Vele Spiegate, la più grande iniziativa di volontariato ambientale dell’estate 2017 che ripulirà dai rifiuti, l’ormai famoso marine litter le piccole spiagge, spesso inaccessibili via terra, dell’Arcipelago toscano. Una campagna di Legambiente e Diversamente Marinai realizzata con il cofinanziamento del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il patrocinio di Enea, Regione Toscana e Università di Siena e il sostegno dei main partner Acqua dell’Elba e Novamont e dei partner Esa, Esaom Cesa, Moby, Traghetti Lines e Associazione Albergatori Isola d’Elba, mentre Il Tirreno, La Nuova Ecologia, greenreport.it ed Elbareport sono i media partner.

Quello di Vele Spiegate è stato un inizio contrastato dal maltempo ma caratterizzato dall’incontro con Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, ospitati  nella magnifica Darsena Medicea di Portoferraio dove, grazie all’interessamento dell’Amministrazione comunale. Anche se il mare era in burrasca, i volontari non si sono persi d’animo e hanno raggiunto, attraverso la Portoferraio medicea, la bella spiaggia delle Viste, di fronte all’isolotto dello Scoglietto e bagnata dalle acque cristalline dell’Area di tutela Biologica dello Scoglietto-Le Ghiaie-Capo Bianco. Sotto la guida di un’esperta in marine litter di Goletta Verde i giovano volontari hanno imparato a compilare i minuziosi elenchi dei rifiuti spiaggiati nei transetti che faranno nelle spiagge prima di avviare la pulizia totale degli arenili, scoprendo che la citizen science nella quale sono impegnati richiede competenza, occhio e pazienza. La prima pulizia della spiaggia ha confermato la presenza predominante di plastiche spiaggiate ma anche una buona gestione dell’arenile frequentato soprattutto da portoferraiesi, l’unica brutta sorpresa è stato il ritrovamento delle schiume artificiali che stanno spiaggiando un po’ in tutto l’arcipelago e dalle quali i volontari del Cigno Verde avevano già bonificato una parte della Darsena medicea nella quale galleggiavano portate dal vento.

Dopo la presentazione ufficiale dell’iniziativa la sera del 28 giugno a Portoferraio, il 29 giugno, approfittando di una tregua del forte vento che ha spazzato l’Elba, i volontari hanno potuto finalmente navigare ed è stata un’esperienza che difficilmente i ragazzi e le ragazze provenienti da tutta Italia potranno dimenticare: hanno solcato il magnifico golfo di Portoferraio a bordo di Gwaihir, bordeggiando di fronte alla città medicea e alle rovine romane della Linguella e della Villa Romana delle Grotte al fianco della “mitica” Goletta Verde di Legambiente, che il giorno dopo ha salpato verso le coste laziali. «Un gioco di incroci e sorrisi che ci ha veramente emozionato», ha detto una delle ragazze di Vele Spiegate. Dopo aver salutato in mare Goletta Verde, la Gwaihir si è diretta verso Rio marina. Ma, un  forte acquazzone ha costretto i volontari a restare  in barca. Ma al mattino del 1 luglio splendeva il sole e i ragazzi hanno ripreso le attività di marine litter e pulizia della spiaggia di Marina di Gennaro, a circa mezzo chilometro da Rio Marina. Una spiaggia minuscola, ma dove i volontari, con una minuziosa opera di pulizia che ha interessato anche gli interstizi più nascosti degli scogli, hanno comunque raccolto quattro sacchi di rifiuti, ancora una volta costituiti nella stragrande maggioranza di plastiche. Diversamente Marinai e Legambiente avevano già ripulito nell’estate 2016 la spiaggetta di Marina di Gennaro, ma è evidente che il mare continua a trasportare rifiuti che, in tempi piuttosto rapidi, si accumulano negli arenili dell’arcipelago. Infatti, una delle cose che più ha colpito e fatto riflettere i giovanissimi volontari di Legambiente è come l’Isola d’Elba e il suo mare siano vittime di un inquinamento del quale gli elbani non sono responsabili: che proviene da altrove – dai fiumi e dalle città costiere – che mette a rischio l’economia turistica e la biodiversità di un mare che invece è ancora così bello e vitale, come hanno imparato a conoscerlo in questi intensi e burrascosi giorni di volontariato e citizen science.

Il primo campo di lavoro velico è terminato con  la pulizia della piccola spiaggia del Porticciolo a Rio Marina e Martina Calore, una delle ragazze che hanno fatto questa magnifica esperienza lungo le coste elbane, racconta:  «Nel pomeriggio, dopo una bella camminata durata circa 40 minuti, durante la quale abbiamo avuto l’occasione di ammirare panorami mozzafiato, siamo arrivati alla spiaggia di Porticciolo dove abbiamo effettuato la seconda pulizia della giornata. Una volta divisi in squadre ci siamo subito messi al lavoro aiutati da due giovanissimi volenterosi, Daniele e Lorenzo. Con il loro aiuto e la loro positività i rifiuti presenti sulla spiaggia sono stati prontamente raccolti e successivamente contati e catalogati. A questo punto esausti ma soddisfatti del lavoro compiuto, ci siamo concessi un bel bagno ristoratore». Un altro volontario aggiunge: «Anche se all’apparenza il Porticciolo poteva sembrare abbastanza pulita, ci ha “regalato” parecchie soddisfazioni. Il bottino è stato comunque grosso; quasi 10 sacchi di spazzatura, la maggior parte di materiale plastico. Sulla battigia erano  presenti le ormai consuete schiume gialle di paraffina,  ma per fortuna non in grandi quantità. Grande finale da Rio Marina a Portoferraio rigorosamente a vela, sorrisi e tanto divertimento per volontari della prima settimana  di Vele spiegate: «Si, perché il nome del progetto parla chiaro e le vele vanno spiegate!», dice Luca Agujari di Diversamente Marinai. Poi grandi pulizie sulla Gwaihir, pronta per accogliere altri 8 magnifici ragazzi.