Nel 2018 investimenti per 3 milioni di euro, e tra 4 anni un nuovo impianto

Ecco Vetro Revet, a Empoli (ri)nasce il polo toscano per il riciclo del vetro a km zero

La raccolta differenziata (di qualità) dei cittadini toscani andrà ad fornire materie prime all’industria del territorio, riducendo gli impatti ambientali

[21 dicembre 2017]

Empoli è la città del vetro per eccellenza in Toscana, e ha scelto di rendere un business volano per lo sviluppo sostenibile del territorio puntando tutto sull’economia circolare. Ieri è nata infatti Vetro Revet srl, azienda che vede soci al 51% Zignago Vetro spa e al 49% Revet spa, ponendo le basi per un grande progetto industriale che consente alla Toscana di realizzare concretamente un’economia circolare e a filiera corta, in un distretto che ha nel vetro un perno storico dell’economia locale: l’azienda gestirà e rilancerà infatti lo storico stabilimento di Empoli, con l’impegno di realizzarne uno nuovo entro i prossimi 4 anni.

«Un accordo importantissimo – ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni –  Perché l’economia circolare resta un’enunciazione se non assume dimensioni industriali e imprenditoriali. Il ruolo del pubblico è quello di aumentare i livelli di raccolta differenziata, di offrire una raccolta di qualità che possa esser in effetti avviata a un riutilizzo di materia. Dopodiché tutto quello che sta tra il recupero della materia e la sua effettiva utilizzazione deve essere sviluppato da soggetti imprenditoriali che riescono a conferire una nuova vita ai sottoprodotti. Quindi è necessario sostenere questa attività e soprattutto normare in maniera più trasparente e lineare le procedure. Un matrimonio quindi davvero felice quello tra Revet, che è una costola del sistema pubblico della gestione dei rifiuti, e un grande gruppo industriale come Zignago che a Empoli aveva già individuato un sito importante per la propria produzione».

Revet rappresenta infatti da ormai trent’anni un’eccellenza nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti, servendo oggi 200 amministrazioni e l’80% dei cittadini toscani; come anticipato proprio sulle nostre pagine lo scorso aprile, quando il presidente Alessandro Canovai ci comunicò l’acquisto de La Revet Vetri, era chiara l’intenzione di ridare vigore all’economia circolare del vetro. Occasione che si è concretizzata insieme a Zignago Vetro – sono infatti le vetrerie che materialmente riciclano il vetro, proveniente dalle nostre raccolte differenziate –, la quale con un investimento da 735mila euro ha acquistato il 51% del capitale di La Revet Vetri: operazione che ha portato alla nascita di Vetro Revet srl.

«È un’operazione importante per le due società oggi divenute socie – commenta il neo-presidente di Vetro Revet, Sergio Pregliasco – che d’ora in poi potranno focalizzarsi sulla messa a punto e l’efficientamento di un impianto la cui attività sarà orientata al produrre rottame pronto al forno di qualità migliore e in quantità maggiori, al servizio dello stabilimento di Empoli di Zignago Vetro e del mercato in genere».

Il piano industriale della nuova società punta a raggiungere una capacità di trattamento entro il 2018 di oltre 80.000 tonnellate l’anno di rottami di vetro, frutto sia della raccolta monomateriale dell’intera Toscana che proveniente da rottame grezzo trattato per conto di altre vetrerie, per un’economia circolare davvero a km zero: 3 milioni di euro gli investimenti previsti nel corso del 2018 per riammodernare lo stabilimento e soprattutto gli impianti di produzione di rottami di vetro “pronto al forno”, cioè disponibili ad essere reimpiegati dalle vetrerie e in particolare nel vicinissimo impianto di Zignago, distante appena poche centinaia di metri.

«L’obiettivo – dettaglia Canovai – è quello di migliorare sia la qualità che la quantità del vetro raccolto e riciclato in Toscana. Attualmente infatti nella nostra regione vengono raccolti 28,6 chili abitante all’anno contro una media nazionale di 30,7 kg/ab/anno. I margini di miglioramento quindi sono ampi e con questa operazione siamo certi di riuscire ad allinearci in pochi anni ai risultati delle altre regioni del centro».

In questo modo sarà dunque possibile migliorare le performance ambientali, ridurre il traffico veicolare verso altri impianti distribuiti sul territorio nazionale di almeno il 40% e ridurre di conseguenza anche le emissioni climalteranti. Altro effetto positivo sarà la garanzia della qualità del materiale, che aumenterà l’indice di riciclo e consentirà l’attribuzione della migliore fascia di qualità post trattamento.

«Empoli torna ad essere ancora di più città del vetro – conclude la sindaca Brenda Barnini – in un’economia circolare che può dare interessanti prospettive di crescita, di sviluppo e lavoro. Credo che lo stesso impegno dei cittadini, col 93% di raccolta differenziata, anche del vetro, abbia dato impulso a questo progetto che, a sua volta, rappresenta un ulteriore incentivo per motivare la stessa popolazione a fare ancora meglio la raccolta. Alia? Proprio il processo di crescita industriale avviato con Alia è la dimostrazione che tutto questo può portare nuove opportunità e nuove prospettive di sviluppo economico e occupazionale nel nostro territorio».