Viareggio-Piombino, i porti si alleano sulle terre di escavo. Ma la filiera corta si annoda

[12 giugno 2013]

I fanghi di scavo dell’avamporto di Viareggio saranno utilizzati per costruire le nuove banchine del porto di Piombino (nella foto). È un curioso primo passo, quello della neonata Autorità portuale regionale, sintetizzato dalle parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli: «Questo accordo – spiega l’assessore – mette in atto una sinergia che porterà benefici a entrambi gli scali, consentirà un buon risparmio dal punto di vista economico ed eviterà il conferimento in discarica di una grande quantità di materiale».

A seguito dell’accordo stretto tra la nuova Autorità portuale regionale e l’Autorità portuale di Piombino 20mila metri cubi di fanghi di escavo (ma l’accordo lascia aperte le porte ad un conferimento di fanghi fino a 50mila metri cubi) saranno portati da Viareggio a Piombino, con un doppio risultato: tutto l’avamporto di Viareggio sarà di nuovo portato ad una profondità di 4,5 metri (per facilitare le manovre di ingresso al porto) e Piombino – si legge in una nota della Regione – avrà «materiale di ‘filiera corta’» per riempire le proprie vasche di colmata, future banchine. L’intera operazione verrà fatta via mare, grazie ad una draga auto caricante, per un costo complessivo di poco più di un milione di euro.

L’Autorità portuale regionale ha ideato il progetto di conferimento dei fanghi di escavo a Piombino dopo aver valutato l’esito delle analisi effettuate dall’ISPRA sui materiali prelevati dal fondo dell’avamporto. Le analisi hanno evidenziato che i materiali di risulta dell’escavo non avrebbero potuto essere utilizzati per il ripascimento delle spiagge ed avrebbero dovuto essere conferiti in discarica come rifiuti. Questo avrebbe comportato costi significativi e un grosso impatto ambientale.

Impiegare in un uso costruttivo il materiale di escavo, evitando che finisca in discarica (una soluzione da assumere soltanto come residuale, a chiusura della corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti), è dunque un risultato positivo, ma che lascia aperte non poche domande (e dell’amaro in bocca). Proprio a Piombino i lavori portuali necessari per accogliere la Costa Concordia prevedono il dragaggio dei fondali locali: questi escavi dove finiranno? Immaginiamo alle opere necessarie per l’ampliamento del porto, ma ci chiediamo se sia stato fatto un computo, così da non averne in esubero.E infine, allargando ancora il quadro della discussione, sempre a Piombino sono presenti milioni di tonnellate di eccezionali materiali (scorie e loppe di altoforno) inutilizzati, ma si sceglie comunque di impiegare diversi “rifiuti”, i fanghi a Viareggio. Lodando così la ‘filiera corta’, ma snobbando la cortissima e andando così ad annodare i fili in un cortocircuito tutto regionale.