Fondamentale continuare la strada iniziata nel 2011 nella lotta all’inquinamento e per contrastare il marine litter

Vietati i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri, al loro posto shopper biodegradabili e compostabili a pagamento

Legambiente: L’innovazione ha un prezzo ma sia equo. Codacons: nuova tassa occulta

[29 dicembre 2017]

Il 2018 si aprirà in Italia con una importante novità introdotta dal Decreto legge Mezzogiorno:  dal primo gennaio saranno messi al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce, affettati; al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, non riutilizzabili e che saranno a pagamento.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Eea, In Europa si consumano 100 miliardi di sacchetti all’anno e una parte di questi finiscono in mare e sulle coste. I sacchetti leggeri e ultraleggeri sono ormai vietati in diversi Paesi del mondo – a cominciare dalla Cina . anche in via di viluppo,  Nel bacino del Mediterraneo la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco. Altri Paesi hanno introdotto delle tasse fisse (Croazia, Malta, Israele e alcune zone della Spagna, della Grecia e della Turchia). La Tunisia ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabili nelle grandi catene di supermercati e Cipro metterà in atto la normativa europea a partire dal 2018.

Secondo il Codacons si tratta di «Una nuova tassa occulta a carico dei consumatori».
Lo denuncia il Codacons, che ricorda come dall’1 gennaio 2018 entri in vigore la norma che sottolinea: «Questo significa che ogni volta che si va a fare la spesa al supermercato occorrerà pagare dai 2 ai 10 centesimi di euro per ogni sacchetto, e sarà obbligatorio utilizzare un sacchetto per ogni genere alimentare, non potendo mischiare prodotti che vanno pesati e che hanno prezzi differenti. Tutto ciò comporterà un evidente aggravio di spesa a carico dei consumatori, con una stangata su base annua che varia dai 20 ai 50 euro a famiglia a seconda della frequenza degli acquisti nel corso dell’anno».

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi aggiunge: «Si tratta di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini italiani che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell’ambiente Abbiamo già inviato una istanza d’accesso al Ministero dell’economia per conoscere tutti i dettagli di tale norma ingiusta, e siamo pronti a dare battaglia impugnando nelle sedi competenti un provvedimento ingiusto che finisce solo per introdurre aggravi di spesa sulle spalle dei consumatori».

Non è d’accordo il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani, che sottolinea: «L’innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopper leggeri e ultraleggeri finalmente compostabili. Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi, e promuovere le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell’ambiente. Allo stesso tempo auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio, e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

Legambiente ricorda che «In questi anni l’Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell’uso delle buste di plastica ed è stato il primo Paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non compostabili. Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c’è stata una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%».

Se il divieto dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri fosse esteso a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati sarebbero molto più rilevanti.