Rifiuti zero, consegnate in Parlamento le firme per la Legge di iniziativa popolare

[4 ottobre 2013]

La presidente della Camera Laura Boldrini ha ricevuto a Montecitorio i promotori della campagna “Rifiuti zero”, che hanno consegnato alla Camera dei deputati le 80.000 firme raccolte a sostegno di una proposta di Legge di iniziativa popolare per Rifiuti zero.

La Campagna si propone di massimizzare il riuso e il riciclo dei rifiuti, contrastando il ricorso allo smaltimento in discarica e all’incenerimento. «E’ un processo di vera sostenibilità – ha affermato Massimo Piras, primo firmatario della proposta – che può far ripartire il ciclo economico e creare, a regime, 500.000 posti di lavoro». «L’Europa ormai riconosce che il cassonetto è una vera ‘miniera urbana’ – ha aggiunto Rossano Ercolini, recente vincitore del premio per l’ambiente ‘Golden Environmental Prize’ – e chiede che l’industria manifatturiera sia in grado di riutilizzare i rifiuti, anziché bruciarli».

La Presidente della Camera si è congratulata coi promotori per il loro impegno e per le firme raccolte: «E’ un segno della voglia di partecipare della società italiana, che indica anche fiducia nell’Istituzione parlamentare. La proposta di iniziativa popolare è un importante intervento diretto nel processo legislativo, ma fin qui è stato troppo spesso trascurato, dimenticando i testi nei cassetti del Parlamento. Per questo alla Camera stiamo lavorando intensamente ad una riforma del regolamento che, tra le altre cose, assicuri alle proposte di legge di iniziativa popolare tempi certi e procedure trasparenti per il loro esame».

Quanto al contenuto della campagna “Rifiuti zero”, la presidente Laura Boldrini ha sottolineato che quella dei rifiuti è diventata una grande sfida su cui si è aperto un serrato confronto anche a livello internazionale. Una grande questione ambientale, ma anche economica, civile e di lotta ai poteri criminali: «Bisogna riconoscere che quella delle discariche e degli inceneritori è una strada senza uscita e occorre dunque progettare un’altra strategia. E’ sempre più necessario ragionare su modelli di sviluppo sostenibile e in linea con i parametri e gli standard previsti dalle norme europee».

La presidente Laura Boldrini si è impegnata a sostenere questa decisiva battaglia di civiltà che oltre a tutelare la salute e l’ambiente potrebbe dare concretamente un contributo ad un nuovo ciclo economico industriale sostenibile con un riflesso occupazionale pari a circa 500.000 posti di lavoro a regime al 2020.

Massimo Piras conclude con un auspicio ed un intento operativo: «Ora la battaglia si sposta nel confronto con i gruppi parlamentari, a patto che la crisi istituzionale in atto ci consenta di proseguire in questa legislatura la nostra attività, e con le commissioni parlamentari competenti a cui chiederemo di rispettare il lavoro profuso dal coordinamento nazionale e lo spirito di una legge popolare alternativa evitando di stravolgerne con tattiche emendative i contenuti fondativi stessi».

Massimo Piras ci ha aggiornato sulla campagna Legge Rifiuti zero costantemente e, come atteso, si è avuto uno scatto nell’ultima settimana prima della consegna presso la Camera dei deputati dei plichi dei moduli certificati con un andamento che ha registrato una escalation di arrivi dal 18 settembre 2013 (data a cui risultavano presenti solo 27.000 moduli validi) sino al raggiungimento, all’ultimo giorno di lavoro domenica 28 settembre 2013 (con consegna a mano), delle 80.046 firme valide da tutta Italia.

Stanno ad oggi continuando ad arrivare decine di pacchi di moduli validi, e si ha notizia che sarà possibile depositare anche le firme consegnate entro e non oltre il 4 ottobre 2013 presso il centro di raccolta nazionale  – Casa Diritti Sociali in piazza Vittorio Emanuele II° n. 2 – 00185 Roma.

Sintesi della proposta

Le finalità generali del presente disegno di Legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  1. Far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. Rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
  3. Rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. Assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. Riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. Recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
  7. Recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. Spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
  3. Contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. Ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. SANCIRE il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
  7. Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.