Le funzioni delle 9 provinciali andranno in mano ad un unico ente regionale

Si rinnovano le agenzie ambientali, e in Toscana anche quelle energetiche

Sargentini: «Lavorare per spingere chi a livello nazionale produce le norme ambientali per cambiare registro»

[15 giugno 2016]

Assetto Toscana

La riforma delle agenzie ambientali italiane, con l’istituzione di un sistema nazionale che possa garantire un’azione più omogenea ed integrata delle stesse, è appena diventata legge. Una notizia accolta con entusiasmo in primis dalle agenzie stesse – «evviva!», esulta Assoarpa su twitter –, e che interessa ovviamente da vicino anche l’Arpat.

Appena insediata come nuovo direttore generale dell’Agenzia, la direttrice generale di Arpat Maria Sargentini si disse «sicuramente d’accordo sul fatto che le agenzie ambientali debbano fare sistema e svolgere un ruolo nazionale».

«Di certo – è la motivazione espressa da Sargentini – ritengo che debbano lavorare per spingere chi a livello nazionale produce le norme ambientali per cambiare registro. Le norme ambientali sono troppo spesso incomprensibili, di difficile e dubbia applicabilità, soggette a mille interpretazioni diverse, tanto da diventare campo privilegiato del lavoro degli avvocati e dei tribunali. L’ambiente non si tutela con norme di questo tipo, ed aggiungo, è anche grazie a norme di questo tipo che si agevola il malaffare e lo sviluppo di attività criminose che sull’ambiente fioriscono».

Nel mentre, se la riforma delle Arpa inizia a sbocciare a livello nazionale con ovvie ripercussioni anche sulla specifica realtà toscana, all’interno del territorio regionale sono all’orizzonte cambiamenti anche su un altro fronte, quello delle agenzie energetiche provinciali.

Come ha recentemente dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni durate un convegno in Palazzo Strozzi Sacrati, sarà infatti «un’unica agenzia regionale a riassumere le funzioni finora svolte dalle 9 società corrispondenti alle Province, di cui la Regione ha raccolto le competenze. Un unico soggetto che, partendo dalla funzione del controllo tecnico, svilupperà politiche di formazione e informazione del cittadino, orientate all’efficientamento energetico».

Un’evoluzione all’interno della quale si inseriscono le realtà territoriali, che hanno già iniziato a dare aspetto formale al cambiamento. L’Agenzia energetica della Provincia di Livorno (Ealp), ad esempio, sottolinea che a partire dal 1 luglio le funzioni saranno trasferite alla Regione, che subentrerà nelle quote di partecipazione delle  Agenzie energetiche delle province.

Per questo il Consiglio delle Provincia di Livorno ha approvato alcune modifiche allo Statuto societario dell’Ealp – di cui la Provincia è attualmente socio di maggioranza – finalizzate ad allinearne i contenuti alla nuova fase che si aprirà a luglio, con particolare riferimento alle funzioni di controllo sugli impianti termici per la climatizzazione ad oggi svolte da Ealp.

«Dal punto di vista amministrativo – spiegano da Ealp – si tratta di un atto dovuto, privo di contenuto discrezionale,  propedeutico al completamento del piano di riordino innescato dalla legge Delrio e dalle norme regionali in materia di riassetto degli enti provinciali. Infatti, oltre ai requisiti previsti dalle norme regionali (LR 22/2015 e modifiche),  le società in questione devono adeguare i loro statuti a quanto stabilito  dalla Giunta regionale in una delibera del marzo scorso (n. 190/2016) che mira a garantire, da un lato, una  maggiore omogeneità tra gli statuti delle Agenzie Provinciali,  dall’altro la linearità con le disposizioni del codice civile.

Le principali novità introdotte riguardano, in particolare: il rispetto dei requisiti in materia di società “in house providing”, la cui attività deve prevedere la produzione di servizi strumentali alle amministrazioni pubbliche socie; la specificazione che  la qualità di socio può essere assunta esclusivamente da enti pubblici territoriali dell’ambito toscano; la definizione degli organi della società che vede l’aggiunta, oltre all’assemblea, di un organo amministrativo e un organo di controllo, con il divieto di istituire organi diversi da quelli previsti dalle norme».