I risultati della Conferenza nazionale sul Gas naturale liquefatto (Gnl)

Il rigassificatore Olt di Livorno torna strategico per l’approvvigionamento di gas

[10 aprile 2014]

Le vicende ucraine e lo shale gas Usa, insieme alla rinnovata esigenza di trovare fonti alternative di rifornimento energetico, potrebbero aver rilanciato il rigassificatore Olt di Livorno. Infatti, almeno da quanto emerso dalla prima sessione di lavori della seconda Conferenza sul Gnl, promossa da Symposia e WEC-World Energy Council Italia, che si conclude domani a Roma, «il Terminale “FSRU Toscana” risulta essere infrastruttura essenziale per l’avvio e lo sviluppo del mercato del gas naturale liquefatto utilizzato come combustibile pulito per il trasporto marittimo e stradale in Italia e nell’area del Mediterraneo».

Olt Offshore LNG Toscana S.p.A. è una società partecipata da E.ON (46.79%), Iren (46.79%), OLT Energy Toscana S.p.A. (3.73%) e Golar Offshore Toscana Limited (2.69%) che detiene la proprietà e la gestione del Terminale galleggiante di rigassificazione “FSRU Toscana”, ormeggiato a circa 22 chilometri al largo delle coste tra Livorno e Pisa. L’impianto, che è stato contestato da comitati locali e da associazioni ambientaliste come Greenpeace, è collegato alla rete nazionale attraverso un gasdotto di 36.5 km realizzato e gestito da Snam Rete Gas, per 29.5 km circa a mare e per i restanti 7 km a terra. A regime, il Terminale ha una capacità di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi annui, equivalente a circa il 4% del fabbisogno nazionale.

La società Olt partecipa alla seconda Conferenza sul Gnl  e  Alberto Ton, responsabile commerciale Olt è intervenuto al  tavolo di lavoro “Utilizzo del GNL nei trasporti: strategie e iniziative per approvvigionamento e logistica“, cui hanno preso parte anche Eni e Edison, e ha detto che «l’impianto di Livorno presenta due indubbi vantaggi. Per la sua conformazione, infatti, il rigassificatore ha tutte le carte in regola per rappresentare una potenziale struttura di bunkeraggio di GNL, che potrà essere scaricato da navi metaniere con una capacità di trasporto massima fino a 155.000 metri cubi. Attraverso minimi interventi progettuali sul Terminale, l’impianto Olt potrà ricevere piccole navi metaniere, che saranno in grado di caricare i quantitativi necessari di GNL per l’approvvigionamento di strutture di rifornimento nei porti del Mediterraneo.

Entro la fine del 2014 saranno messi a punto dall’Unione Europea i requisiti standard per richiedere le autorizzazioni e le certificazioni necessarie. Inoltre, il terminale Olt si trova in una posizione strategica nell’area del Mediterraneo ed è ben collegato con i principali scali commercial. Proprio nei porti, infatti, potranno sorgere delle vere e proprie “stazioni di servizio” presso le quali avranno la possibilità di fare rifornimento sia le imbarcazioni sia i mezzi terrestri alimentati a GNL. Come ha già avuto modo di sottolineare il Ministero dello Sviluppo Economico – che ha inteso istituire un tavolo di lavoro nazionale coinvolgendo associazioni nazionali, Regioni, Autorità Portuali e diversi gruppi imprenditoriali – in base alle più recenti direttive Ue, nel prossimo futuro, si dovrà necessariamente puntare sul GNL per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti causate dal trasporto».