«Il rigassificatore di Zaule è vicino all’addio»

Pellegrino (Sel): «Il Ministero dell’Ambiente con tutta probabilità revocherà la Valutazione d’impatto ambientale positiva»

[15 aprile 2014]

Il rigassificatore di Zaule galleggia da anni nei progetti della multinazionale spagnola Gas Natural Fenosa, che ne ha proposto la costruzione attraverso la società Gas Natural Rigassificazione Italia S.p.A., ma ancora è molto lontano dal venire concretamente realizzato nel golfo di Trieste. E da oggi sembra lo sia ancora di più.

Lo spiega la parlamentare Serena Pellegrino (Sel), che dopo aver depositato – nella primavera del 2013 – una mozione e una interpellanza alla Camera dei deputati, successivamente aveva coinvolto sul problema del progetto di Zaule la vicepresidente della Commissione europea, richiamando così l’attenzione  dell’UE sulla situazione di Trieste e della circostante area transfrontaliera tra Italia e Slovenia. «Oggi – dichiara Pellegrino – il Sottosegretario alle Attività produttive Claudio De Vincenti ci ha anticipato che il Ministero dell’Ambiente con tutta probabilità revocherà la Valutazione d’impatto ambientale positiva a suo tempo (nel 2009, ndr) concessa al progetto. E conseguentemente il Ministero delle Attività produttive rigetterà la domanda di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto di Zaule». Si tratta di una fondamentale presa di posizione da parte del Ministero delle attività produttive: e cioè il riconoscimento in aula delle criticità e incongruenze del progetto, ampiamente evidenziate  ormai un anno fa, con il coinvolgimento da parte dell’azione parlamentare di Sel di ben tre dicasteri, Ambiente, Trasporti, Attività produttive.

Se quest’anticipazione venisse confermata rappresenterebbe un nuovo e rilevante pezzetto nel complicato puzzle del gas che si sta componendo in Italia – anche suo malgrado, come nel caso delle vicende legate alle forti tensioni in Ucraina –, e dove impianti già pronti come il labronico Olt dimostrerebbero di aver ormai staccato un biglietto prioritario negli interessi del governo. Certo è che, ancora una volta, la probabile e ormai possibile revoca dell’autorizzazione a procedere per Gas Natural Fenosa non giova alla buona reputazione dell’Italia come territorio fertile per investire (la costruzione del rigassificatore di Zaule è una partita da 500milioni di euro), al netto di tutte le consistenti problematiche ambientali del progetto. Quel che manca davvero è una forte, decisa (e sostenibile) progettualità a livello nazionale.

«Abbiamo  ovviamente sottolineato la  necessità di una diversa inquadratura del ruolo dei rigassificatori all’interno di un Piano energetico nazionale che preveda di produrre quanto effettivamente occorra al Paese – chiosa  Serena Pellegrino – coerentemente con le ottime politiche di efficientamento  energetico che questo governo sta mettendo in atto. L’urgenza di questo formale rigetto ha  importanza anche perché proseguono i lavori del coordinamento trilaterale Croazia,Italia e Slovenia rispetto tutte le iniziative infrastrutturali dell’Alto Adriatico, inclusi quindi anche i progetti dei  rigassificatori proposti nel porto di Capodistria-Koper e sull’isola di Veglia-Krk».