Prima riproduzione di lupo nel Comune di Roma dopo decenni di assenza. Una grande notizia

Aggiornamento sulla presenza del lupo nella Riserva naturale statale del Litorale Romano

[22 settembre 2017]

Come ormai da 4 anni, prosegue il nostro monitoraggio della presenza del lupo nel territorio della nostra oasi e nelle aree limitrofe della Riserva. Come già riportato in altri post, dal giugno 2013 abbiamo rilevato, tramite fototrappole, la presenza di un lupo. Da allora abbiamo iniziato un monitoraggio che, tramite diverse metodologie (fototrappolaggio, campionamento genetico con raccolta campioni biologici non invasivi, wolf howling, rilevamento segni di presenza, raccolta escrementi per analisi della dieta) ci ha permesso di seguire passo passo un evento biologico eccezionale: il ritorno stabile del lupo nel Litorale Romano. Una ricolonizzazione, è bene sempre ribadirlo, del tutto naturale. Nessun lupo è stato mai introdotto dall’uomo in Italia ed Europa, ma l’espansione della specie è dovuta al naturale processo di dispersione di giovani individui che, raggiunta la maturità, si allontanano dall’area in cui sono nati per cercare un nuovo territorio e un compagno con cui riprodursi.

Dapprima un individuo solitario maschio, poi scomparso e dopo qualche mese sostituito da un nuovo individuo maschio, chiamato da noi Numa. Questo giovane maschio solitario si è stabilito nei nostri territori, dove ha vissuto da solo fino al gennaio 2016, quando le fototrappole e il campionamento genetico ci hanno rivelato la presenza di un altro lupo, questa volta una giovane femmina. Ben presto abbiamo assistito (grazie alle immagini da fototrappole) all’associazione tra Numa e la femmina, chiamata Aurelia.

Dunque dopo più di un secolo sul Litorale Romano dal 2016 è presente una coppia di lupi. Nonostante la natura agricola e zootecnica della nostra area, dal 2013 ad oggi su 214 escrementi raccolti, dalle prime nostre analisi qualitative possiamo affermare che più del 95% della dieta del lupo nella nostra area è costituita da cinghiale, molto abbondante nelle aree naturali e agricole del Litorale. La popolazione di cinghiale, che tanti danni produce agli agricoltori, ha ritrovato finalmente un “controllore” naturale che può contribuire a contenerne numero e distribuzione.

I danni alla zootecnia sono invece per ora minimi. In quattro anni abbiamo fatto pochissimi sopralluoghi su eventi di predazione a danno di domestici, in cui è stato rilevato che in realtà si è trattato quasi sempre di attacco di cani vaganti (presenza di cani vaganti che tra l’altro comporta problemi gravi per la conservazione del lupo, quali rischio ibridazione, inasprimento del conflitto con la zootecnia e competizione per le risorse).

Nonostante l’impatto sul comparto zootecnico è per ora minimo, è necessario informare ed educare gli allevatori sulla necessitá di adottare tecniche di prevenzione adeguate per proteggere il bestiame da eventuali attacchi. Cani da guardiania, recinzioni (mobili o fisse) elettrificate per le zone di pascolo, ricoveri notturni per il bestiame sono tra le strategie più efficienti nel tenere lontano i predatori. Per questo nei prossimi mesi saremo direttamente coinvolti in una campagna informativa, con eventi di informazione e incontri diretti con le parti interessate (ASL e allevatori) per affrontare questa tematica.

La presenza di una coppia, potenzialmente riproduttiva, ha incentrato il nostro monitoraggio primaverile ed estivo sul rilevamento di prove di riproduzione della femmina. È bene ribadire che il lupo si riproduce una sola volta all’anno (accoppiamento avviene a inizio marzo e il parto a maggio) e generalmente produce cucciolate in media di 3-5 individui, dei quali solo il 50% circa raggiunge la maturità.

Mentre nel 2016 non abbiamo rilevato riproduzione, questa estate siamo riusciti a comprovare l’evento. Abbiamo quindi accertato la presenza dei primi cuccioli di lupo nell’area del Litorale Romano, e la prima riproduzione della specie nel Comune di Roma da un oltre un secolo di assenza di nuclei riproduttivi. Dalle prime immagini che siamo riusciti a catturare sembra certa la presenza di almeno due cuccioli.
Un evento eccezionale, che va tutelato e valorizzato, senza dimenticare che da oggi la presenza di un nucleo di lupi comporta una maggiore responsabilizzazione degli allevatori e, ancor prima, delle Istituzioni, che devono tutelare questa presenza unica e allo stesso tempo dialogare e incentivare, con informazione e sensibilizzazione, i giusti comportamenti da tenere, soprattutto per quanto riguarda la convivenza zootecnia-predatori.

Convivere con il lupo si può, come dimostrano molte realtà virtuose in aree dove la presenza della specie è stabile da secoli. Una presenza di questo tipo valorizza la naturalità di un territorio. Dove è presente il lupo tutto l’ecosistema ne giova. Oltre ad essere una presenza che suscita emozioni e affascina, è certamente il suo ruolo di regolatore naturale che ne rende la presenza tanto utile per l’ambiente. La regolazione delle popolazioni preda (cinghiale in primis da noi) permette un rinnovamento forestale altrimenti spesso compromesso dall’eccessiva presenza di erbivori, e una foresta più sana permette la presenza di un maggior numero di specie. Il lupo, in qualche modo, aumenta e tutela la biodiversità di un ecosistema.

Per questo proteggerlo e conservarlo è un investimento per il futuro. Citando le parole di Paolo Ciucci, uno dei più grandi esperti di lupo in Europa, “non proteggere il lupo sarebbe un errore che le generazioni future non ci perdonerebbero mai…”.

Per questo siamo convinti che “Progresso è convivenza con le altre specie”.

Un piccolo accenno va fatto ora al nostro lavoro di monitoraggio, basato in gran parte su forza volontaria, e per questo ancora più prezioso. I fondi sono stati spesso un limite. Abbiamo constatato, a più riprese. il silenzio e l’immobilismo delle Istituzioni competenti in materia, che pur se da noi sollecitate e interpellate più volte, non si sono mai mosse e interessate. In tutto queste difficoltà, ci teniamo a sottolineare anche la gravità di diversi episodi di furto sulle nostre attrezzature (fototrappole), registrati in questi anni. Stiamo da ora applicando alcune strategie per evitare ulteriori episodi simili, dotando le nostre fototrappole di sistemi di invio MMS istantanei, che rilevano dunque eventuali manomissioni in tempo reale, e di sistemi GPS, in grado di rilevare la posizione dell’apparecchio e quindi di poter identificare e denunciare gli autori dei furto in tempi brevi. Un lavoro duro, tra mille difficoltà, ma che facciamo con lo stesso entusiasmo del primo giorno, coscienti dell’importanza e dell’unicità di questa presenza alle porte di una metropoli come Roma.

Detto questo, vi lasciamo con una splendida immagine, tratta proprio da una delle nostre fototrappole.
Due cuccioli di lupo ripresi in questi giorni nei nostri boschi del Litorale Romano.

di Oasi Lipu Castel di Guido