Il riscaldamento globale è già irreversibile? Ipcc: «Più probabili effetti gravi»

«O riduciamo la CO2 o dovremmo smettere di fingere che siamo una specie razionale, morale»

[29 agosto 2014]

Gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) hanno terminato la stesura della sintesi del rapporto del Fifth Assessment Report (AR5) e l’hanno inviata ai governi perché facciano commenti e osservazioni sul testo. All’Ipcc spiegano che «il rapporto di sintesi è il prodotto finale del ciclo del Fifth Assessment Report. Integrerà i messaggi chiave dei tre recenti rapporti del working group: base della scienza fisica (settembre 2013), impatti, adattamento e vulnerabilità (marzo 2014), mitigazione dei cambiamenti climatici (aprile 2014)». Il presidente dell’Ipcc, Rajendra K. Pachauri, ha aggiunto: «Questo rapporto di sintesi, integrando i risultati dei contributi dei tre gruppi di lavoro con il Fifth Assessment Report e due rapporti speciali, fornirà ei policymakers  una base scientifica per affrontare la sfida del cambiamento climatico. Potrebbe aiutare i governi e le altre parti interessate collaborare a vari livelli, tra cui un nuovo accordo internazionale per limitare il cambiamento climatico».

Le osservazioni dei governi possono essere presentate fino al 10 ottobre e prepareranno la strada per il meeting di Copenaghen del 27-31 ottobre, nel quale l’Ipcc completerà il rapporto di sintesi. Nel summit nella capitale danese i governi membri dell’Ipcc esamineranno punto per punto  la Sintesi del rapporto per i decisori politici e l’intero AR5 sezione per sezione, discutendone direttamente con gli autori  del rapporto. Il rapporto definitivo sarà reso noto in una conferenza stampa il 2 novembre, ma le anticipazioni circolano già, soprattutto dopo che l’Associated Press è entrata in possesso della sintesi dell’AR5 inviata ai governi e ha scritto: «Il global warming è qui, causato dall’uomo e probabilmente già pericoloso, ed è sempre più probabile che il trend del riscaldamento possa essere irreversibile».

Nelle 127 pagine della sintesi del rapporto Ipcc la  parola “rischio” viene utilizzata 351 volte, ma secondo ClimateProgress il rapporto riassume il motivo per cui l’inerzia climatica  immorale con un’altra parola: «Irreversibile».

Gli stralci  pubblicati dall’Associated Press sono infatti un  duro avvertimento su quel che sta già causando il riscaldamento globale e su che cosa l’uomo sta facendo all’ambiente «l’emissione continua di gas serra provocherà un ulteriore riscaldamento e cambiamenti duraturi in tutte le componenti del sistema climatico, aumentando la probabilità di effetti gravi, diffusi e irreversibili per le persone e gli ecosistemi». A seconda delle circostanze e dei dati, «gli impatti attualmente osservati potrebbero già essere considerati pericolosi». Il rapporto di sintesi dell’Ipcc ricorda l’aumento del livello del mare e gli estremi climatici, come ondate di calore, inondazioni e siccità, sempre più frequenti e ribadisce che il cambiamento climatico peggiorerà i conflitti violenti e i problemi dei rifugiati e potrebbe ostacolare gli sforzi per produrre più cibo. Inoltre, «L’’acidificazione degli oceani, che deriva dall’anidride carbonica assorbita dagli oceani, danneggia la vita marina» e senza cambiamenti nelle emissioni di gas serra,  «I rischi del cambiamento climatico sono in grado di essere alti o molto alto alla fine del XXI secolo».

Il rapporto dice che se il mondo continua ad emettere gas serra ad un ritmo accelerato, è probabile che entro la metà del secolo le temperature aumenteranno di circa altri 2 gradi Celsius  rispetto alle  temperature dal 1986 al 2005. E per la fine di secolo questo scenario porterà a temperature che saranno più calde di  3,7 gradi Celsius, quindi falliremo l’obiettivo che si sono dati i governi di tutto il mondo di mantenere l’aumento delle temperature globali sotto i 2 gradi.

In una e-mail inviata all’AP, il climatologo Michael Mann della Pennsylvania State University  ha scritto: «Il rapporto ci dice ancora una volta con un maggior grado di certezza ciò che sappiamo: che il cambiamento climatico è reale, è causata da noi, e sta già causando danni sostanziali a noi ed al nostro ambiente. Se in questo rapporto c’è punto fondamentale è questo: dobbiamo agire ora».

Ma l’Ap riporta anche l’opinione di John Christy, dell’università dell’Alabama, uno dei pochissimi scienziati scettici sul global warming che per la verità – secondo la nuova strategia eco-scettica – non mette più in discussione che  il cambiamento climatico sia in atto, ma afferma incredibilmente: «Il global warming non è un problema importante. Per la gente andrà bene: gli esseri umani sono intelligenti, sapranno adattarsi a qualunque cosa accada».

Kerry Emanuel, uno scienziato climatico del Mit, non è della stessa opinione: «Le proiezioni indicano che il mondo si riscalda e che  il clima cambierà, c’è ancora un livello di incertezza su quanto. Il che pone il problema su quanto rischio accettiamo. Se è poco è solo un po’ di rischio, il che non è troppo male, ma quando si guarda la curva di rischio, l’altra sua estremità è molto spaventosa».

Secondo Joe Romm di Climate Progress si tratta di «un messaggio degli scienziati del clima sul nostro fallimento in atto per ridurre l’inquinamento da carbonio: i cambiamenti catastrofici del clima che stiamo volontariamente scegliendo di imporre ai nostri figli e nipoti – e a innumerevoli generazioni dopo di loro – non potranno plausibilmente essere annullati per centinaia di anni o più. Sì, possiamo ancora fermare il peggio – praticamente senza alcun impatto sulla crescita, come aveva chiarito il precedente rapporto Ipcc di aprile – ma le generazioni future non saranno in grado di invertire qualunque cosa noi, troppo avidi e miopi, potremmo evitare attraverso un’azione immediata».

Infatti il rapporto di sintesi Ipcc  sottolinea anche che «aumenta il rischio di un brusco e irreversibile cambiamento poiché aumenta l’entità del riscaldamento» e che «senza un’ulteriore attenuazione, e anche con l’adattamento, il riscaldamento entro la fine del XXI secolo porterà ad rischio da elevato a molto elevato di impatti diffusi e irreversibili a livello globale».

Romm sintetizza così: «Le generazioni future non possono semplicemente adattarsi alla rovina climatica che stiamo per consegnargli. O iniziamo ridurre l’inquinamento di carbonio il più presto possibile o dovremmo smettere di fingere che siamo una specie razionale, morale».

Secondo Romm l’Ap «ha fatto un ottimo lavoro che riassume questo progetto, ma non c’è davvero nessuna scusa per aver citato il confusionista climatico  John Christy che dice saremo a posto (…) Citare  John Christy sui cambiamenti climatici è come citare Dick Cheney per l’Iraq. Anche l’AP riconosce che Christy “fa parte della piccola minoranza di scienziati che sono scettici riguardo all’affermazione della scienza ufficiale che il global warming esiste”. Quando mai i media hanno dato così tanto spazio a una piccola minoranza?»

I rapporti dell’Ipcc sono recensioni della letteratura scientifica, quindi l’allarme sulla natura irreversibile del cambiamento climatico non è una sorpresa. Già nel gennaio 2009 gli scienziati della Noaa Usa avevano pubblicato uno studio con il significativo titolo “Il cambiamento climatico è irreversibile a causa di emissioni di anidride carbonica», giungendo a conclusioni allarmanti: «Il cambiamento climatico che sta avvenendo a causa degli aumenti della concentrazione di anidride carbonica sarà in gran parte irreversibile per 1.000 anni dopo che le emissioni si fermeranno» Tra gli impatti irreversibili previsti se le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera aumenteranno dagli attuali livelli vicino a 385 parti per milione (ppm) fino a un picco di 450-600 ppm  (in primavera  abbiamo già raggiunto e superato le 400 ppm)  per tutto il prossimo secolo, saranno irreversibili estese siccità e la riduzione delle precipitazioni in diverse regioni ed un inesorabile innalzamento del livello del mare.

Rommm  conclude: «Recenti studi sostengono fortemente questa constatazione. E’ sempre importante ricordare – come ha scritto RealClimate in uno del 2009 – “Irreversible Does Not Mean Unstoppable”. Questa ultima bozza del rapporto di sintesi chiarisce che possiamo ancora fermare il peggio, ad un costo molto basso, ma dobbiamo iniziare tagliando le emissioni il più presto possibile».