A rischio i parchi della Sicilia dopo la sentenza della Corte Costituzionale

[21 luglio 2014]

La sentenza della Corte Costituzionale, in seguito ai ricorsi presentati contro l’istituzione della riserva naturale nei pantani della Sicilia sud orientale, ha sancito l’illegittimità della legge regionale siciliana sui Parchi e le riserve naturali. I ricorsi erano stati presentati in 4 distinti procedimenti dal  Consorzio di tutela della IGP pomodoro di Pachino, dal Comune di Pachino e da alcune aziende e il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Catania, aveva sollevato, con quattro ordinanze di analogo contenuto, questione di legittimità costituzionale di alcuni articoli della legge della Regione siciliana del 6 maggio 1981, n. 98 (Norme per l’istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali), per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, in relazione alla legge 394/91 sulle aree protette.

Nella sentenza si legge che la Corte  1) dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 6, comma 1, e 28, commi 1 e 2, della legge della Regione siciliana 6 maggio 1981, n. 98 (Norme per l’istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali), nella parte in cui stabiliscono forme di partecipazione degli enti locali nel procedimento istitutivo delle aree naturali protette regionali diverse da quelle previste dall’art. 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette); 2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, lettera e), della legge della Regione siciliana 6 maggio 1981, n. 98 (Norme per l’istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali), sollevata, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Catania, con l’ordinanza in epigrafe».

Esulta la Federcaccia che, con una nota dell’Ufficio avifauna migratoria sottolinea che «Per i cacciatori si apre una porta che sembrava chiusa: la legge istitutiva dei parchi e delle riserve in Sicilia (legge 98 del 6 maggio 1981è stata dichiarata illegittima in due articoli importanti, perché si discosta dalla legge nazionale 394 nelle parti in cui devono essere coinvolti gli enti locali. La legge siciliana infatti è precedente a quella statale ma non è mai stata adeguata. Viene ribadito in modo definitivo che l’ambiente è materia di competenza statale e che le leggi regionali devono adeguarsi anche in relazione al coinvolgimento stretto dei comuni interessati dai progetti di istituzione delle aree protette».

Quindi in soccorso dei cacciatori è venuta l’odiata legge quadro sui Parchi della quale l’estremismo venatorio (non le grandi organizzazioni) ha più volte chiesto l’abolizione perché permetterebbe di realizzare aree protette sulla testa delle comunità locali…

Ora la sentenza torna al Tar, che dovrà emettere un giudizio definitivo sui ricorsi, ma tutto lascia prevedere che verrà dichiarato nullo il decreto istitutivo della riserva naturale. Infatti federcaccia e l’Ufficio avifauna migratoria «Ringraziano tutti gli avvocati che hanno consentito questo successo».

Sulla questione interviene Fabio Granata, ex assessore all’ambiente della Regione Siciliana ed oggi coordinatore nazionale di Green Italia, secondo il quale «La sentenza della Corte Costituzionale sulla “Riserva Pantani” mette a rischio tutte le aree protette e le riserve di più recente costituzione  in Sicilia: il Governo della Regione emani immediatamente una norma transitoria di tutela e modifichi le normative regionali seguendo le indicazioni della Corte. Oggi è a rischio un patrimonio materiale e immateriale sterminato sul quale la Sicilia può e deve costruire il suo futuro. Dopo le trivellazioni un altro gravissimo rischio per l’ecosistema dell’Isola rispetto al quale nessuno a Palazzo d’Orleans e a Sala d’Ercole può girarsi dall’altra parte o, peggio, essere ancora succube delle potenti lobby del petrolio e del cemento».

La Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale è stata istituita nel 2011 e coincuide con un Sito di interesse comunitario. Si estende su 1.385 ettari nella punta meridionale della Sicilia, con  424,16 ha di zona A di protezione integrale e 960,87 ha di zona B. È costituita da tre aree distinte e ricade sui territori dei comuni di Ispica, in provincia di Ragusa, e Noto e Pachino in provincia di Siracusa.

Si mette davvero male per le aree protette siciliane… e pensare che solo il 5 luglio era stato presentato il libro di Roberto De Pietro “Un Paradiso siciliano ritrovato”,  nella cui prefazione Dacia Maraini scrive: «Perseguire la difesa di questi luoghi dovrebbe essere un obbligo morale, giacché essi rappresentano ciò che di più importante resta del vasto sistema di zone umide di acqua dolce a salmastra che, sino allo scorso secolo, si estendeva nella Piana di Catania. Pervenire a rigorose forme di tutela dei pantani di Lentini e Gelsari consentirà di accrescere il loro potenziale ambientale, ma anche di recuperare diversamente, dall’oblio a cui sembrava essere stato destinato, un eccezionale paesaggio palustre, significativo testimone di una Sicilia in gran parte perduta».