Un progetto di Legambiente, Amorim Cork Italia, Rilegno e Quadrifoglio

La rivincita dei tappi, in Toscana

Che fine fanno quelli di sughero? Al via la raccolta differenziata

[4 giugno 2014]

La Toscana è una delle patrie del vino, ma molti dei tappi di sughero che sigillano le bottiglie finiscono nel secchio della spazzatura. Per recuperarli parte sul territorio servito da Quadrifoglio un progetto di raccolta differenziata e avvio a riciclo promosso da Legambiente, Amorim Cork Italia, Rilegno e Quadrifoglio, che lo hanno presentato oggi a Firenze. Il progetto interessa l’area della Toscana che comprende i comuni di Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa, Tavarnelle Val di Pesa.

A Legambiente Toscana spiegano che «Gli amanti del vino sanno di quali terre parliamo. Sono previsti punti di raccolta dedicati, all’interno delle stazioni ecologiche di Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino, San Casciano Val di Pesa e Scandicci. Per facilitare a tutti il conferimento dei tappi, il servizio di raccolta sarà disponibile anche tramite gli Ecofurgoni (calendario e piazze consultabili su www.quadrifoglio.org) presenti settimanalmente nei mercati rionali anche nei paesi meno popolosi. Successivamente la raccolta sarà attivata anche al circuito delle Ecotappe di Quadrifoglio (punti di raccolta fissi allestiti presso scuole, associazioni, etc.). Con l’aiuto dei volontari di Legambiente, inoltre, verranno coinvolti i cittadini e, in particolare, gestori di cantine, bar ed esercizi commerciali. Verrà inoltre diffuso materiale informativo per sensibilizzare quante più persone possibile sull’utilità e sull’importanza di avviare il sughero alla raccolta differenziata e al riciclo».

Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, sottolinea che «Nell’area del bacino mediterraneo crescono circa due milioni di ettari di foreste da sughero che assorbono ogni anno qualcosa come 14 milioni di tonnellate di CO2. Esse giocano un ruolo fondamentale nel contrasto al surriscaldamento del pianeta ma anche negli equilibri di conservazione della biodiversità e nel contrastare la desertificazione dei suoli in cui crescono, perché sono piante molto resistenti che vivono in zone assolate, aride e ventose. Avviare il sughero a riciclo è un’operazione importante per l’economia e il pianeta, un piccolo grande gesto di civiltà che speriamo potrà essere condiviso da tutto il Paese».

Carlos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia, spiega a sua volta che «Il progetto Etico è nato nel 2011 e si è diffuso velocemente sul territorio nazionale coinvolgendo numerose Onlus in prima linea nella promozione dell’iniziativa e nella raccolta Un sistema complesso di raccolta e riciclo che ad oggi raggiunge le oltre 90 tonnellate di tappi tra Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli e Toscana il cui ricavato è stato interamente devoluto alle onlus coinvolte. La dedizione dello staff Amorim in questa direzione è stata enorme, abbiamo investito molte energie e molti fondi solo perché siamo convinti che anche grazie ad iniziative come questa si contribuisca a promuovere tra le persone una significativa sensibilità nei confronti della logica del riciclo e della sostenibilità ambientale e sociale, principi che da sempre sono alla base della nostra filosofia aziendale. In questi anni abbiamo riscontrato un sempre maggiore interesse da parte della cittadinanza nel sostegno della nostra iniziativa eco-solidale, grazie alla quale siamo riusciti a far comprendere il valore del sughero non solo come materia prima dalle proprietà uniche e inimitabili, ma anche per il suo ruolo strategico nella tutela dell’ambiente: le foreste da sughero sono infatti una vera e propria barriera contro l’avanzare del Sahara e habitat naturale di moltissime specie protette. Chi impara a conoscere il sughero non riesce più a gettarlo nella spazzatura, tanto più ora che le sue applicazioni sono numerosissime, soprattutto nell’edilizia. Ciò che vogliamo veramente è che questa abitudine diventi necessità nelle agende di tutte le istituzioni a livello nazionale».

Marco Gasperoni, direttore del consorzio Rilegno, ha evidenziato che «L’imballaggio di legno è da sempre il più nobile dei “contenitori”, ed è anche quello che ha il minore impatto ambientale in termini di inquinamento. Il suo recupero è importante, e dà sostegno all’industria produttiva italiana.  Anche il sughero, corteccia delle querce, è un prodotto completamente naturale e biodegradabile, quindi riciclabile infinite volte. Diviso dagli altri rifiuti e correttamente avviato a riciclo esso può tornare nelle nostre case sotto le più svariate forme, dai materiali per la bioedilizia agli oggetti di design. Grazie ai protocolli Tappoachi? siglati con i gestori di igiene ambientale territoriali abbiamo fino ad oggi raggiunto circa 2.500.000 abitanti sparsi tra Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana (dove è attivo il protocollo ad Arezzo). Il bel progetto che presentiamo oggi aggiunge un importante tassello nel progetto di riciclo del sughero e nel più grande mosaico della raccolta e del riciclo del legno. Grazie a Rilegno, infatti, ogni anno su tutta la Penisola circa 1 milione e 500 mila tonnellate di rifiuti di legno evitano la discarica: è in questo modo che tutto il legno si trasforma da rifiuto in risorsa».

Livio Giannotti, amministratore delegato di Quadrifoglio, ha concluso: «Con questa frazione si aggiunge un altro materiale ad alimentare le filiere industriali di riciclaggio. Nei 12 comuni serviti nel primo quadrimestre dell’anno la percentuale di materiali raccolti separatamente è del 54,08% : la raccolta differenziata che lanciamo oggi di fatto vede il sughero già inserito in questa percentuale complessiva, perché fin qui raccolto insieme alla frazione organica per essere trasformato in compost. Spostandolo verso una raccolta singola, mirata, avremo una destinazione di riciclo e quindi di ri-prodotto o di parti di esso più legata alle caratteristiche intrinseche del materiale; per di più garantendo una importante funzione sociale di reinserimento. Se saremo bravi ad intercettare il massimo quantitativo di sughero in forma differenziata, non è escluso che possa nascere un sistema che chiuda la filiera a livello regionale. Già oggi oltre il 50% di tutte le materie prime seconde provenienti dalla raccolte differenziate effettuate da Quadrifoglio diventano nuovi manufatti o parti di essi, superando l’obiettivo stabilito dall’Unione Europea nel 2020. Con questa nuova raccolta, altri prodotti provenienti dal riciclo diretto del sughero sono la prova concreta di azioni di tutela ambientale coniugata ad un sistema produttivo orientato sempre più verso la green economy».