Rivista la strategia Mediterranea, si punta sulla sostenibilità

[16 giugno 2014]

Il meeting del 15esimo Comitato di pilotaggio della Commissione mediterranea per lo sviluppo sostenibile (Mediterranean Commission for Sustainable Development – Mcsd) tenutosi a Malta  ha discusso i progressi delle attività legate allo sviluppo sostenibile nel bacino del mediterraneo e del programma di lavoro biennale 2014-2015, ma si è soprattutto accordato sul fatto che «la strategia rivista si concentri sui mari e sulle coste, le risorse naturali, le zone rurali ed il cibo, il clima, le città sostenibili, la transizione verso la green economy e la governance nel Mediterraneo».

Il meeting ha preso in considerazione l’esito del processo di consultazione sulla revisione della Strategia Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile, così come le opzioni di riforma dalla Mcsd anche in relazione ai nuovi Global Sustainable Development Goals (Gds) che stanno per essere proposti dall’Onu.

La Mcsd è stata istituita nel 1996 dalle parti contraenti della Convenzione di Barcellona per mettere in atto il loro impegno per lo sviluppo sostenibile e per l’effettiva, attuazione,  a livello regionale e nazionale, delle decisioni del Summit della Terra e dell’United Nations Commission for Sustainable Development.

Tra aprile e maggio Unep/Map –  Plan Bleu/Rac ha effettuato una consultazione degli stakeholder  su una bozza di documento incentrata sulla sinergia con altre iniziative regionali, i possibili problemi e le linee guida della  revisione della Strategia Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (Mssd).  Le indicazioni approvate a Malta ruotano intorno al fatto di come  contribuire allo sviluppo economico riducendo allo stesso tempo le disparità sociali, cambiando  verso una produzione ed un  consumo sostenibili e garantendo la gestione sostenibile delle risorse naturali.

La Commissione mediterranea per lo sviluppo sostenibile ha stabilito anche 7 settori prioritari di azione, sinergici ed interdipendenti, nei quali è necessario fare subito passi in avanti: acqua, energia, trasporti,  turismo, agricoltura, sviluppo urbano, gestione del mare e delle coste. Vengono così identificati 33 indicatori per consentire il monitoraggio dei progressi nel raggiungimento degli obiettivi, con scadenze per verificarne l’attuazione.

Il Comitato di pilotaggio o ha raccomandato che la Mssd rivista si concentri su alcune  aree tematiche: 1. Mari e  coste; compresi gli sforzi per il raggiungimento del buono stato dell’ambiente marino mediterraneo e degli ecosistemi costieri; 2 Risorse naturali, sviluppo rurale e cibo; inclusi i link non solo con mare e costa, ma anche con gli habitat terrestri e di acque dolci; 3 Clima.; compresi gli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse naturali ed i settori socioeconomici e le possibili risposte; 4 Città sostenibili, compresa l’urbanizzazione costiera e la gestione integrata delle zone costiere, suoli, trasporti, gestione dei rifiuti, infrastrutture, alloggi ed energia: 5. Transizione verso la green economy, compreso il consumo e la produzione sostenibili; 6. Governance, compreso il finanziamento,  i problemi relativi alla Convenzione di Aarhus, come la partecipazione dell’opinione pubblica, e la cooperazione.

Per sviluppare le opzioni strategiche, le indicazioni politiche e possibili azioni in queste aree, saranno istituiti gruppi di lavoro tematici.