Russia: «Abbiamo prodotto il combustibile nucleare del futuro». Ma è il pericolosissimo Mox

[16 settembre 2014]

Il gruppo monopolista del nucleare russo,  Rosatom, ha annunciato di aver prodotto il primo lotto del «combustibile nucleare del futuro, che sarà prossimamente prodotto in serie».

L’annuncio in patria è stato dato in pompa magna, e subito ripreso da Ria Novosti, con un comunicato dell’impianto minerario e chimico di Jeleznogorsk,  nel remoto territorio orientale di Krasnoiarsk.

In realtà, però, il “combustibile nucleare del futuro” non è altro che il famigerato Mixed oxide fuel, conosciuto come Mox, costituito da plutonio e uranio, o meglio il prodotto di scarto dei processi di arricchimento dell’uranio, e che veniva prodotto in Giappone utilizzando il combustibile esausto delle centrali nucleari europee.

Il Mox è strettamente legato (ancora di più dei combustibili nucleari “normali”) al nucleare militare, ed è in grado di alimentare i reattori a neutroni rapidi che funzionano a ciclo chiuso.

Questo, secondo la propaganda nuclearista, permetterebbe di ridurre la quantità di scorie radioattive: peccato che quelle stesse scorie siano molto più radioattive e ancor meno gestibili di quelle “tradizionali”.

Ria Novosti scrive con ardore patriottico: «Pochi Paesi dispongono delle tecnologie necessarie per costruire i reattori a neutroni rapidi e la Russia è il leader mondiale in questo settore».

Vengono i brividi a pensare che la Russia, allora Unione Sovietica,  diceva le stesse cose dei reattori che hanno causato l’immane tragedia nucleare di  Chernobyl, e che stanno ancora avvelenando un bel pezzo di Ucraina, Bielorussia e Russia.