La solita Russia: bloccata istituzione della più grande area marina del mondo

[17 luglio 2013]

La delegazione della Russia ha fatto ancora una volta fallire i negoziati della Commission for conservation of antarctic marine living resources (Ccamlr),  e costretto gli altri 23 Paesi aderenti e l’Unione europea  ad un nuovo umiliante stallo.

Anche nel summit straordinario della Ccamlr di Bremerhaven, in Germania, i tentativi dei Paesi occidentali di proteggere davvero le risorse marine dell’Antartide orientale e del Mare di Ross si sono infrante contro il niet russo e sulla contestazione da parte di Mosca della stessa base giuridica che consente la creazione di queste  riserve.

Le associazioni ambientaliste sono inferocite, visto che la stessa proposta era stata fatta fallire con lo stesso tipo di ostruzionismo, già al summit Ccamlr di Hobart, in Australia, nell’ottobre  2012, da Russia, Cina ed Ucraina,  che avevano detto che le restrizioni sulla pesca erano troppo onerose.

La Ccamlr  riunisce i Paesi che hanno interessi nell’Oceano Antartic, compresi i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia ed Usa, ma anche Italia, Unione europea, Germania, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Argentina, Cile, Giappone, Sudafrica e Namibia… l’ultimo entrato è Panama. Il problema è che le eventuali decisioni prese richiedono il consenso tra tutte le parti e la Russia esercita costantemente il diritto di veto.

Il meeting di Bremerhaven era stato convocato proprio per sciogliere il nodo delle proposte di istituire riserve marine, con divieti di pesca per proteggere alcune specie, tra le quali foche e pinguini, iniziative che avrebbero fatto raddoppiare e forse triplicare la superficie protetta degli oceani del mondo.

Il destino delle proposte di santuari marini antartici sarà quindi deciso nel prossimo summit annuale della Ccamlr che si terrà ad Hobart dal 23 ottobre all’1 novembre.

Andrea Kavanagh, direttore del  Southern Ocean sanctuaries project  di  The Pew Charitable Trusts, ha detto che «Le azioni della delegazione russa hanno messo a rischio la cooperazione e buona volontà internazionale, i due ingredienti chiave necessari per la conservazione marina globale. Abbiamo perso un’occasione fondamentale per proteggere alcune delle aree oceaniche più incontaminate della Terra, è una perdita per l’ecosistema e la comunità internazionale. Esortiamo i leader mondiali a fare appello alla Russia perché lavori con altri Paesi, ed è indispensabile che i Paesi mandino i loro delegati al tavolo delle trattative nei tre mesi di tempo per trovare il consenso per tutelare le acque antartiche».

In una conferenza stampa tenutasi il 15 luglio, la Russia aveva già  delineato chiaramente la sua sfida alla Ccml, non riconoscendo l’autorità legale dalla convenzione di creare Aree marine protette Amp,  mentre la  Conservation Measure 91-04  della Ccamlr, sottoscritta dalla Russia, delinea chiaramente il processo per la designazione e la gestione di  Amp ed è in base a questo che nel 1982 è stata istituita un’Amp nelle isole Orcadi Meridionali  per garantire la salvaguardia e  l’utilizzo sostenibile della vita marina nell’Oceano Antartico.

Invece i russi, con cavilli ed ostruzionismo, hanno fatto nuovamente fallire  sia il piano proposto da Usa e Nuova Zelanda per realizzare 7 Amp  per  proteggere 2,3 milioni di Km2 nel Mare di Ross, sia la proposta di Australia, Francia ed Ue di proteggere 1,6 milioni di Km2 nell’Antartico Orientale.

Attualmente meno dell’1% degli oceani del mondo,  circa  2,2 Km2  è protetto, in confronto a  circa il 12% delle terre emerse che sono parchi o riserve naturali, il recente accordo della Conventio on biological diversity  prevede di proteggere il 10% dei mari e degli oceani ed il 17% delle terre emerse.

The Pew Charitable Trusts sottolinea che  «Proteggere l’Oceano Antartico Meridionale ha implicazioni di vasta portata. L’upwellings delle acque ricche di nutrienti provenienti dalle sue profondità vengono trasportati lungo enormi oceanici conveyor-belts oceanici attraverso l’emisfero sud e nel nord Atlantico» .

Secondo gli scienziati, queste gigantesche correnti sostengono i tre quarti della vita marina, quindi proteggere le aree chiave dell’Oceano Antartico  avrebbe benefici di vasta portata per la vita marina e per chi fa affidamento sulle risorse alieutiche per il cibo. L’Antartide è fondamentale per la ricerca scientifica, sia per lo studio del funzionamento i ecosistemi marini ancora intatti che per la determinazione degli effetti di accelerazione del cambiamento climatico globale.

Uno studio del 2011 pubblicato su Biological Conservation definì il Mare di Ross «L’ecosistema marino meno alterato della Terra», con popolazioni insolitamente grandi e strettamente interagenti di diverse specie di uccelli marini e di mammiferi.  Nell’Oceano Australe vivono migliaia di specie uniche, tra le quali la maggior parte dei pinguini del  mondo, balene, uccelli marini,  calamari colossali e soprattutto il grande, ma intensamente pescato, austromerluzzo dell’Antartide.  E’ proprio la pesca il motivo del contendere, dato che specie come il krill e l’austromerluzzo rappresentano fortissimi guadagni per le flotte di pescherecci provenienti da Paesi come la Corea del Sud, la Norvegia, il Giappone e naturalmente la Russia che attraversano tutto il pianeta per venire a gettare le reti ed i palangari nelle freddissime e ricche acque antartiche, dopo aver saccheggiato vaste aree degli altri oceani. .

Un minuscolo gamberetto come il krill antartico è un elemento essenziale degli ecosistemi antartici, alla base della catena alimentare e della dieta di balene, pinguini, foche ed uccelli di mare. Ma la richiesta di krill è aumentato considerevolmente negli ultimi anni, a causa del crescente interesse per gli integratori alimentari all’Omega-3.

L’Antarctic Ocean Alliance (Aoa) che sta facendo una campagna per istituire le riserve marine nell’Antartide ha detto che il mancato raggiungimento di un accordo è «La perdita di una straordinaria opportunità» e il direttore dell’Aoa, Steve Campbel ha sottolineato: «Dopo due anni di preparazione, incluso questo meeting, il fatto che la Russia abbia chiesto di risolvere il caso scientifico delle proposte sul Mare di Ross e dell’Antartico Orientale, ci lascia con niente in mano».

Kavanagh comunque non dispera: «Abbiamo un’occasione in più, entro la fine dell’anno,  per mantenere intatti questi ultimi luoghi selvaggi. I governi devono compiere questo importante passo verso un’azione di cooperazione per la protezione e la conservazione della vita marina negli oceani del mondo. E’ fondamentale che lo facciano bene».