Russia contro Greenpeace: l’Ue si schiera con gli ambientalisti

Sostegno di Commissione Ue e Parlamento europeo ai 30 dell’Arctic Sunrise

[24 ottobre 2013]

Anche l’Unione Europea ha espresso la sua preoccupazione per gli “Arctic 30”,  cioè i 28 attivisti di Greenpeace ed i due giornalisti freelance da un mese nelle carceri russe in attesa dell’esito delle indagini quando già, informa Greenpeace, «L’accusa da ieri non è più di “pirateria”, ma di “vandalismo” e potrebbe portare comunque fino a 7 anni di carcere».

Il Commissario europeo Janez Potočnik, intervenendo al Parlamento Europeo a nome della Commissione Ue ha detto: «Mentre la nostra immediata preoccupazione va alla detenzione che continua e alle accuse manifestamente sproporzionate rivolte ai detenuti, non dovremmo perdere di vista la questione verso la quale queste persone stavano attirando la nostra attenzione e che dovremmo prendere tutti sul serio: come assicurare che le attività economiche nell’Artico non danneggino il fragile ambiente di questa regione. Il cambiamento climatico sta già avendo un impatto significativo sull’ambiente artico e lo sfruttamento delle risorse naturali della regione pone una minaccia aggiuntiva se non avviene in modo sostenibile, con tutte le necessari precauzioni e consultando le popolazioni locali. Non possiamo neanche immaginare l’impatto che avrebbe una fuoriuscita di petrolio nell’Artico e la difficoltà e i costi dell’eventuale bonifica».

Greenpeace sottolinea che «Il riconoscimento da parte dell’Unione Europea della pericolosità delle trivellazioni nell’Artico è molto importante, così come il fatto che sia stata espressa preoccupazione per attivisti e giornalisti ancora in carcere».

Knut Fleckenstein, della delegazione Ue-Russia al Parlamento Europeo ha assicurato che solleverà il caso alla riunione con i parlamentari russi prevista a Mosca la prossima settimana.

Oltre 90 eurodeputati di 20 Paesi e di 7 differenti partiti hanno chiesto il rilascio immediato degli Arctic 30, chiedendo anche un bando alle trivellazioni nell’Artico.

Vytas Leškevičius, ministro degli Esteri della Lituania, presidente di turno della Ue (un Paese ex sovietico che non ha certo simpatie per i russi)  ha definito «Accuse sproporzionate» quelle di Mosca a Greenpeace ed ha detto di aspettare con ansia la liberazione dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise.