Sahel, ecco il nuovo piano Onu per la crisi ambientale/umanitaria (VIDEO)

[30 gennaio 2014]

Secondo la Fao e l’Onu, «Gli abitanti del Sahel continueranno ad aver bisogno di una consistente assistenza umanitaria nel 2014 e oltre. Sono milioni le persone che vivono nell’insicurezza alimentare e soffrono di malnutrizione, in un contesto segnato da conflitti, disastri naturali ed epidemie. Questi fattori hanno notevolmente indebolito le capacità di resistenza delle comunità e le loro possibilità di migliorare la propria vita quotidiana nel lungo periodo».

Le cifre di questa tragedia dimenticata sono impressionanti: «Oltre 20 milioni di persone – circa una su otto – vivono nell’insicurezza alimentare – spiega l’Onu – A gennaio 2014, oltre 2,5 milioni di persone hanno bisogno di urgente e vitale assistenza alimentare mentre un numero ancora maggiore di persone in tutta la regione potrebbe aver bisogno di assistenza durante la stagione del “non raccolto”, che inizia circa a metà maggio».

La Fao da tempo è convinta che un bon dosaggio di politiche e dio sostegni ai pastori del Sahel potrebbe scongiurare le crisi future ed il  direttore generale José Graziano da Silva aveva detto ad un summit  sui bisogni delle comunità pastorali tenutosi nella captale della Mauritania  Nouakchott, «E’ venuta l’ora di rompere il circolo vizioso delle crisi nel Sahe, rafforzando in maniera proattiva le capacità delle comunità pastorali e rurali di fronte alla siccità e ad altri shock ed aiutandole a riprendersi dalle catastrofi dopo che sono state colpite. Non possiamo impedire  che si producano siccità o inondazioni ma possiamo mettere in campo delle misure per evitare che si trasformino in fame».

Per questo le agenzie delle Nazioni Unite e i loro partner umanitari lanciano un Piano Strategico di Risposta senza precedenti, che durerà 3 anni, che comprende interventi in 9 Paesi: Burkina Faso, Camerun, Ciad, Gambia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Senegal,  «Per portare assistenza vitale alle famiglie vulnerabili e cercare di interrompere le crisi cicliche, negli anni futuri» e spiegano in una nota congiunta che «L’assistenza prevista risponderà ad una ampia gamma di bisogni, incluso il rafforzamento dell’allerta precoce e i sistemi di monitoraggio per le alluvioni, le epidemie e i movimenti delle popolazioni».

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