A Ginevra la la WHO conference on health and climate

Salute e clima, due facce della stessa medaglia: da inquinamento 1/8 di tutti i decessi al mondo

L’Organizzazione mondiale della sanità punta su sistemi sanitari resilienti

[28 agosto 2014]

E’ iniziata ieri a Ginevra la prima WHO conference on health and climate dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che si concluderà domani: all’ordine del giorno di questo summit mondiale, che riunisce professionisti della salute, del clima e dello sviluppo rurale ci sono gli orientamenti per meccanismi ed interventi che puntano ad accrescere la resilienza del sistema sanitario di fronte ai rischi climatici, identificare i benefici per la salute che comporta la riduzione dei gas serra e, non ultimo, sostenere le politiche di prevenzione sanitaria di fronte ai cambiamenti climatici.

Dall’inizio del nuovo millennio, ormai, l’Oms ha preso a svolgere un ruolo centrale nella sensibilizzazione ai rischi sanitari legati ai cambiamenti climatici, fornendo dati fattuali e orientamenti tecnici, organizzando iniziative che puntano a proteggere la salute dai rischi climatici. Oggi, l’agenzia sanitaria dell’Onu conclude che «è urgente definire un’azione più concreta e più sistematica di protezione della salute, condotta dalla comunità sanitaria in coordinamento con altri protagonisti», in riferimento a queste problematiche forse meno note – ma non per questo meno determinanti – dei cambiamenti climatici.

«L’inquinamento atmosferico – ha ammonito Maria Neira, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Oms – nel 2012 è stato responsabile per 7 milioni di morti, uno su 8 di tutti i decessi a livello mondiale». Ma non c’è certo solo l’inquinamento a mietere vittime. Secondo i calcoli dell’Oms, il cambiamento climatico causa ogni anni morti più che triplicate dal 1960, a causa di disastri naturali. «Siccità, riduzione dell’acqua potabile e dell’igiene – riassume dall’Ansa – aumentano il rischio di malattie diarroiche e infettive, possono esporre ulteriori 2 miliardi di persone alla trasmissione della dengue entro il 2080, mentre con il dimezzamento della produzione di alimenti entro il 2020 nelle regioni più povere, aumenteranno malnutrizione e denutrizione». 

La conferenza che termina domani a Ginevra vuole dunque mobilitare gli operatori sanitari e quelli dello sviluppo sostenibile, insieme, «per promuovere delle politiche che si rafforzino mutualmente sul piano sanitario e climatico, per pianificare e rafforzare la messa in atto di sistemi sanitari resilienti di fronte al cambiamento climatico e sostenere politiche favorevoli alla salute che permettano di ridurre gli effetti del global warming».

Il rafforzamento della resilienza del sistema sanitario rispetto ai rischi climatici riguardano, ad esempio, i fenomeni climatici estremi, le malattie trasmissibili sensibili al clima, le minacce alla produzione alimentare, l’approvvigionamento idrico e la sicurezza alimentare. Ma alla WHO conference on health and climate si parla anche di protezione delle popolazioni e di interventi efficaci, con la proposta di un quadro operativo che definisca le principali funzioni dei sistemi sanitari per aumentare la loro resilienza di fronte alla variabilità ed ai cambiamenti climatici.

Il punto è quello di promuovere la salute e allo stesso tempo attenuare gli impatti del cambiamento climatico, ma anche del miglioramento della situazione sanitaria in molte aree del pianeta attraverso alla lotta all’inquinamento dell’ambiente.

In un mondo sempre più urbanizzato, sottolinea l’Oms, è necessario dare molta attenzione sui settori dell’energia e dei trasporti, studiando le iniziative con le quali il settore sanitario potrebbe dare l’esempio fornendo servizi migliori e riducendo allo stesso tempo il suo impatto ambientale, con risparmi potenziali che risulterebbero da una riduzione del carico enorme di malattie non trasmissibili legate all’inquinamento dell’aria. La salute del pianeta, ancora una volta, è anche la nostra.