All’origine dei sogni, alla ricerca della coscienza

Dal neuroscienziato italiano Giulio Tononi un grande passo avanti per comprendere i meccanismi più reconditi del nostro cervello

[18 aprile 2017]

Un team di ricercatori guidato dal neuroscienziato Giulio Tononi, medico e psichiatra italiano oggi in forze all’Università del Wisconsin a Madison, ha ottenuto qualcosa rimasto finora irraggiungibile. Nella ricerca The neural correlates of dreaming appena pubblicata su Nature Neuroscience gli autori hanno mostrato non solo come i sogni avvengano anche in fasi del sonno diverse dalla Rem (rapid eye movement), ma sono anche stati in grado di individuarne empiricamente la presenza utilizzando un elettroencefalogramma, con grande accuratezza.

Non a caso l’edizione italiana di Scientific american titola Scoperta una “firma” dei sogni nel cervello: durante gli esperimenti condotti da Tononi e colleghi i dati raccolti tramite encefalogramma – sia nelle fasi di sonno Rem, sia in quelle NRem – mostravano che «il sogno era associato a una diminuzione dell’attività cerebrale a bassa frequenza all’interno di una regione del lobo occipitale, che gli autori hanno battezzato zona calda corticale posteriore (posterior cortical hot zone). L’associazione era indipendente dalla capacità dei soggetti di richiamare il contenuto o la durata del sogno. L’attività onirica era associata anche a un incremento dell’attività ad alta frequenza, che inizia nella stessa zona calda corticale posteriore e si estende poi verso le regioni frontale e temporale durante il sonno non-REM. Le regioni frontale e temporale mostrano anche una maggiore attività ad alta frequenza durante il sonno REM».

Gli autori hanno poi scoperto «un incremento dell’attività durante il sonno REM nelle regioni coinvolte nell’elaborazione degli stimoli sensoriali», e infine mostrato «che questa combinazione di diminuzione della bassa frequenza e incremento dell’attività ad alta frequenza nella zona calda posteriore può essere utilizzata per prevedere, in tempo reale, quando una persona sta sognando durante il sonno non-REM con un’accuratezza di circa il 90 per cento».

Un grande passo avanti per svelare l’architettura del cervello umano che sta dietro all’elaborazione dei sogni, con l’auspicio che la traccia sia utile per avvicinare il grande obiettivo che caratterizza l’attività di ricerca portata avanti da Tononi: rintracciare le origini della coscienza umana.

L. A.