Ammartaggio riuscito, Insight è su Marte

A bordo del lander Nasa un pezzo di Italia con lo strumento Larri realizzato dall'Infn con il supporto di Asi

[27 novembre 2018]

La Nasa festeggia insieme alle agenzie spaziali europee e italiana: un nuovo robot è sbarcato su Marte dopo un drammatico Black out di 7 minuti senza possibilità di ricevere segnali dalla superficie del pianeta rosso.

InSight ha inviato segnali alla Terra, indicando che i suoi pannelli solari sono aperti. Lo schieramento dei pannelli solari assicura che il veicolo spaziale possa ricaricare le batterie ogni giorno. InSight sarà il primo lander a studiare le profondità del suolo di Marte, facendolo diventare  l’unico pianeta – a parte la Terra – che è stato esaminato in questo modo.

Il veicolo è accompagnato da due mini-satelliti, i cubesat Mars Cube One (MarCO), i primi del loro genere ad effettuare una missione oltre l’orbita bassa. I due veicoli – lanciati con InSight ma indipendenti rispetto al lander – testeranno la capacità di trasmettere, in tempo reale verso la Terra, i dati prodotti da Insight durante la l’ingresso in atmosfera, la discesa e l’atterraggio. I due satelliti, delle dimensioni di valigette, sono costati  meno di 20 milioni di dollari e le loro tecnologie saranno sicuramente più importanti nelle future missioni interplanetarie.

Lo chief administrator della Nasa,  James Bridenstine, ha detto che è stata «una giornata fantastica» e il presidengte Usa Donald Trump gli ha telefonato per congratularsi. Il direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa in California, Mike Watkins, ha sottolineato che «Questo  successo dovrebbe ricordare a tutti che per fare scienza dobbiamo essere audaci e dobbiamo essere esploratori».

Grande soddisfazione anche all’Agezia spaziale italiana (Asi) dove ricordano che «I sette minuti di terrore si sono ripetuti e anche questa volta, come già era successo 6 anni fa con Curiosity, il segnale liberatorio lanciato dalla rover giunto sulla superficie marziana, testimoniava l’avvenuto successo dell’ammartaggio. E a questo segnale faceva seguito l’ovazione della Nasa a partire dal suo Amministratore, Jim Bridenstine, che ha ricordato come sia stato l’ottavo successo di un lander americano felicemente atterrato sul suolo marziano.  Atterrare su Marte, infatti, resta ancora oggi un passaggio critico per le missioni marziane per via dell’atmosfera rarefatta del pianeta che non fa da “freno naturale” durante la discesa. Basti pensare che l’atterraggio morbido è riuscito solo al 40% dei veicoli che lo ha tentato, e il primato, ad oggi, è ancora, per l’appunto, prerogativa esclusiva degli Stati Uniti.
Anche l’Asi ha seguito con trepidazione l’ammartaggio e i ricercatori italiani hanno tirato un sospiro di sollievo: infatti,  bordo del lander c’è Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)con il supporto dell’Asi  che fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. A bordo anche lo startracker, la bussola spaziale, realizzato da Leonardo Company.

Il commissario Starordinario dell’Asi, Piero Benvenuti, evidenzia che «L’impegno italiano in questo contesto è elevato e siamo in prima linea nell’esplorazione di Marte. Potremmo dire che non c’è sonda che studi Marte senza il contributo italiano. A bordo del lander di Insight è presente Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Infn con il supporto dell’Asi, fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. Non posso poi non ricordare il coinvolgimento della Sardegna Deep Space Antenna, la grande parabola sarda del radiotelescopio SRT, che ha ricevuto i dati e seguito le fasi di atterraggio di InSight. La sonda USA apre la strada alle due successive missioni marziane: ExoMars 2020, missione dell’Esa a guida italiana scientifica e industriale e quella sempre statunitense Mars2020. Entrambe porteranno sul suolo del pianeta rosso un rover. In particolare ExoMars studierà per la prima volta il sottosuolo marziano fino a 2 metri nella speranza di trovare tracce di una evoluzione biologica passata o presente. Tutto quel che riusciamo a scoprire del pianeta più simile alla Terra ha una valenza scientifica e filosofica di grande portata per tutti noi».

Ora InSight è su una vasta pianura chiamata Elysium Planitia, vicino all’equatore del pianeta rosso. Prima dell’atterraggio, la Nasa lo aveva soprannominato «il più grande parcheggio su Marte». La prima immagine di questo territorio alieno è arrivata al Jet Propulsion Laboratory in pochi minuti e mostrava i dintorni del robot ancora “annebbiati” dalla polvere sollevata durante l’ammartaggio. L’immagine successiva, scattata da una telecamera sul lato superiore di InSight era molto più chiara.

Gli scienziati vogliono sapere come è fatto marte, dal nucleo alla crosta e InSight svolgerà tre  esperimenti principali per raggiungere questo obiettivo. Il primo è un pacchetto di sismometri franco-britannici che ascolteranno i “Marsquakes”, vibrazioni che riveleranno dove sono gli strati di roccia e di cosa sono fatti.

Una “talpa” inventata dai tedeschi scaverà fino a 5 m nel terreno per prendere la temperatura del pianeta. Questo darà un’idea di quanto Mars sia ancora attivo.

E il terzo esperimento utilizzerà le trasmissioni radio per determinare in modo molto preciso come il pianeta rosso stia oscillando sul suo asse. Suzanne Smrekar, vice responsabile scientifica del progetto, spiega tutto con un’analogia: «Se prendi un uovo crudo e un uovo cotto e li fai girare, oscillano in modo diverso a causa della distribuzione di liquido all’interno. E oggi non sappiamo davvero se il nucleo di Marte è liquido o solido, e quanto è grande quel nucleo. InSight ci darà queste informazioni»-

Ma perché, con tutti i problemi ambientali e sociali che abbiamo sulla Terra è così importante mandare costosi robot ad analizzare Marte? Gli scienziati sanno molto bene come è strutturato l’interno del nostro pianeta e pensano che sia tutto iniziato con la nascita del Sistema Solare più di 4,5 miliardi di anni fa. Ma Marte offrirà ai ricercatori una prospettiva diversa su come un pianeta roccioso può essersi formato e si evolve nel tempo.

Il chief scientist di InSight, Bruce Banerdt, conclude: «I piccoli dettagli su come si evolvono i pianeti sono ciò che pensiamo faccia la differenza tra un luogo come la Terra dove puoi andare in vacanza e abbronzarti, e un posto come Venere dove bruceesti in pochi secondi o un posto come Marte dove ti congeleresti a morte».

Insomma, studiare Marte ci consente di capire meglio perché bisognerebbe salvaguardare un pianeta unico come la Terra, vivendoci meglio e in armonia tra gli esseri umani e le altre creature che lo condividono con noi.