I nostri parenti genetici più vicini sono pacifici ma preferiscono avere alleati prepotenti

I bonobo preferiscono i bulli

La preferenza degli esseri umani per chi aiuta potrebbe essere unica. Bullismo e xenofobia sono un regresso evolutivo?

[8 gennaio 2018]

“Non fidarti mai di qualcuno che è scortese con un cameriere” è uno dei consigli al quale di solito ci atteniamo (meno gli scortesi in aumento, naturalmente), infatti, alla maggior parte delle persone i bulli e i prepotenti non piacciono,  Ma ora lo studio “Bonobos Prefer Individuals that Hinder Others over Those that Help” pubblicato su Current Biology da Christopher Krupenye e Brian Hare del Department of Evolutionary Anthropology della Duke University rivela che, mentre gli esseri umani generalmente preferiscono gli individui che sono gentili con gli altri, i bonobo (Pan paniscus) sono più attratti dai bulli.

I ricercatori statunitensi sono rimasti sorpresi dai risultati perché questi primati africani – i nostri parenti più stretti nel regno animale insieme agli scimpanzé: condividono con noi circa il 98% del DNA – sono noti per essere molto meno aggressivi  degli scimpanzé e per avere una vita comunitaria cooperativa, dove le controversie vengono spesso risolte con il sesso promiscuo e la condivisione empatica. Ma Krupenye e Hare dicono che i risultati del loro studio «supportano l’idea che la tendenza a evitare individui che maltrattano gli altri è una delle cose che rendono gli umani diversi dalle altre specie». Studi precedenti dimostrano che anche i bambini di tre mesi mostrano la capacità di distinguere i bravi ragazzi da quelli cattivi e preferiscono interagire con le persone che vedono che aiutano gli altri.

Per scoprire se i nostri parenti più vicini condividono lo stesso pregiudizio sociale, Hare, un antropologo evolutivo, e Krupenye, che ha studiato i bonobo nel Lola ya Bonobo Sanctuary, nella Repubblica Democratica del Congo, hanno realizzato una serie di test mostrando a queste intelligenti e pacifiche scimmie 24 video nei quali personaggi geometrici simili a quelli di Pac-Man lottano per scalare una collina. Poi entrano in scena altri personaggi geometrici che a volte aiutano i “Pac-Man” spingendoli verso l’alto e altri scortesi che invece li respingono indietro.

Dopo i ricercatori hanno offerto ai bonobo due pezzi di mela, uno messo sotto un ritaglio di carta che riproduceva la forma del personaggio positivo e un altro sotto la forma del personaggio negativo, e hanno valutato le preferenze dei bonobo vedendo quale dei due pezzi di frutta avrebbero preso per primo.

In un altro esperimento ai bonobo è stata fatta vedere una scenetta in cui un attore umano lascia cadere un giocattolo a forma di animale, poi un’altra persona cerca di restituire il giocattolo al suo legittimo proprietario, ma prima che possa farlo, una terza persona glielo strappa via. In seguito, i bonobo dovuto scegliere se accettare un pezzo di mela dalla persona onesta o dal ladro.

Krupenye e Hare sottolineano che «In ogni esperimento, i bonobo erano in grado di distinguere tra individui utili e inutili, proprio come gli umani. Ma a differenza degli umani, la maggior parte dei bonobo tendeva a scegliere i bulli».

Prima dell’inizio dell’esperimento con i giocattoli a forma di animale, i ricercatori hanno anche misurato le preferenze di base dei bonobo per ciascuna delle persone coinvolte nella scenetta ed è venuto fuori che le persone che facevano finta di essere cattive piacevano ancora di più alle scimmie dopo che avevano iniziato a comportarsi male.

Secondo Krupenye e Hare, ci potrebbe essere una buona ragione per questi risultati sconcertanti: «Potrebbe essere che i bonobo interpretino la maleducazione come un segno di status sociale e che stiano semplicemente cercando di tenere gli individui dominanti dalla loro parte. In altre parole, paga avere alleati potenti».

Per testare l’idea, la squadra ha mostrato a 24 bonobo un’altra serie di video animati in cui un personaggio dei cartoon  impedisce ripetutamente a un altro di reclamare un posto ambito. Le scimmie in genere preferivano il personaggio che spingeva a quello che cedeva.

Krupenye spiega che «Per i bonobo, coltivare relazioni con individui dominanti potrebbe significare un migliore accesso al cibo, ai compagni o ad altri vantaggi, o meno possibilità di essere vittime di bullismo. Sono attratti da un individuo che potrebbe essere un amico o un alleato potente, al contrario di qualcuno che è solo generalmente utile o piacevole. Il fatto che i bonobo preferiscano i bulli e gli umani no, suggerisce che l’avversione ai bulli sia un aspetto fondamentale del comportamento umano che potrebbe essere unico per il nostro ramo dell’albero genealogico dei primati. Tra gli umani, il pensiero ci porta oltre: evitare i malfattori non solo aiuta le persone a evitare i partner cattivi, ma in primo luogo scoraggia anche i trasgressori dal comportarsi male. La minaccia del rifiuto sociale li tiene sotto controllo».

Gli scienziati della Duke University dicono che «Questo pregiudizio potrebbe essere ciò che consente agli esseri umani di lavorare insieme in grandi numeri – anche con completi estranei – in modi che le altre specie non hanno». Nel loro studio, i ricercatori sottolineano che sono necessarie ulteriori indagini per capire meglio l’interazione tra queste due qualità. «Ma potrebbe benissimo essere che una preferenza per la cooperazione e la disponibilità abbia svolto un ruolo importante nella divergenza degli umani dai loro cugini primati».

Krupenye, che ora è all’Università di St Andrews in Scozia, conclude: «Gli umani potrebbero avere questa preferenza unica per chi aiuta che è davvero al centro del perché siamo così collaborativi».

Ma se è così, allora il razzismo, la xenofobia e poverofobia, l’egoismo e l’esaltazione della disuguaglianza sociale che sembrano imperversare sui social network sarebbero un regresso evolutivo e i politici bulli ed escludenti che la fomentano sarebbero alla fine i “cattivi” dei cartoon che preferiscono le scimmie e che riemergono dalla notte dei tempi della nostra comune evoluzione.