Capiscono anche se il tono delle parole è elogiativo o neutro

I cani capiscono sia il vocabolario che l’intonazione della voce umana

Cani e uomini utilizzano le stesse regioni del cervello per capire le parole

[30 agosto 2016]

cani parole

I cani sono in grado di distinguere le parole del vocabolario e l’intonazione della voce umana attraverso regioni cerebrali simili a quelle che utilizzano gli esseri umani, è quanto emerge dallo studio “Voice-Sensitive Regions in the Dog and Human Brain Are Revealed by Comparative fMRI” pubblicato su Current Biology da un team di ricercatori ungheresi del MTA-ELTE Összehasonlító Etológiai Kutatócsoport (Comparative Ethology Research Group) e dell’università Eötvös Loránd. Nello studio si legge che Durante i circa 18 -32.000 anni di addomesticamento, i cani e gli esseri umani hanno condiviso un ambiente sociale simile. Le vocalizzazioni umane e del cane sono così familiari e rilevanti per entrambe le specie, anche se appartengono a taxa evolutivamente distanti, dato che i loro lignaggi divisi circa 90 – 100 milioni di anni fa»

In uesto primo studio di comparative neuroimaging  su un animale non primate i ricercatori guidati da Attila Andics  hanno utilizzato proprio «questa speciale combinazione di ambiente condiviso e la distanza evolutiva». Hanno sottoposto i cani e gli esseri umani allo stesso insieme di stimoli vocali e non vocali per cercare le regioni corticali sensibili alla voce funzionalmente analoghe e dicono di aver dimostrato che «le aree vocali esistono  nei cani e mostrano un modello simile a quello temporale anteriore delle aree della voce negli esseri umani. I nostri risultati rivelano anche che la sensibilità a stimoli vocali di valenza emotiva impegna allo stesso modo regioni uditive non principali nei cani e gli esseri umani. Anche se l’evoluzione parallela non può essere esclusa, i nostri risultati suggeriscono che le aree della voce possono avere una più antica origine evolutiva di quanto precedentemente noto».

Andics e il suo team fanno  notare che l’apprendimento dei vocabolario «non sembra essere una capacità unicamente umana che fa seguito alla nascita del linguaggio, ma piuttosto una più antica funzione che può essere sfruttata per collegare sequenze di suoni con significati arbitrari».

Lo studio ha riscsso l’’interesse dell’American association for the advancement of science, che sottolinea: «Le parole sono i mattoni di base delle lingue umane, ma non si trovano quasi mai nelle comunicazioni vocali non umane. L’intonazione è un altro modo con il quale l’informazione viene trasmessa attraverso la parola, nella quale, per esempio, i complimenti tendono ad essere portati intonazione più alta e più varia. Gli esseri umani capiscono i discorsi sia attraverso il vocabolario che con l’intonazione».

Andics e i suoi colleghi hanno cercato di capire se i cani dipendono anche da entrambi i meccanismi. I cani sono stati esposti a registrazioni di voci dei loro addestratori. Gli addestratori parlavano ai cani utilizzando più combinazioni di vocabolario e intonazione, sia lodandoli che in  modo neutro. Ad esempio, i formatori parlavano ai cani sia con parole di lode con l’intonazione “complimentosa” che con una intonazione neutra, con parole neutre con una intonazione di lode, con parole neutre con un’intonazione neutra.

I ricercatori hanno usato la functional Magnetic Resonance Imaging (fMRI) per analizzare l’attività cerebrale dei cani mentre gli animali ascoltavano ogni combinazione. I loro risultati rivelano che, «Indipendentemente dall’intonazione, cani processano il vocabolario, riconoscendo ogni parola distinta» e che, inoltre, «lo fanno in modo simile agli esseri umani, utilizzando l’emisfero sinistro del cervello».

I ricercatori ungheresi hanno anche scoperto che «Come gli esseri umani, i i cani elaborano l’intonazione separatamente dal vocabolario, nelle regioni uditive nell’emisfero destro del cervello» e che, come  noi, «i cani valutano sia il significato della parola significato che  l’intonazione» per soppesarne il valore.

Quindi, i cani sembrano capire sia le parole che l’intonazione degli esseri umani e gli umani sono unici solo nella loro capacità di inventare parole.