Riceviamo e pubblichiamo

Cima Grande e la Miniera di Porto Azzurro

[26 novembre 2018]

Cima Grande è una montagnola alta poco più di 200m., che domina la Miniera de La Crocetta nell’entroterra di Porto Azzurro. La sua storia inizia 7-8 milioni di anni fa, quando l’Elba fu interessata da uno dei più grandiosi eventi della sua storia geologica. Siamo nel Miocene superiore. Al tempo un ponte di terre emerse, all’altezza di Capo Corso, univa Corsica e Sardegna alla Toscana continentale. Il clima era sub tropicale e nelle grandi foreste e negli acquitrini della Maremma e del Fiume Santo in Sardegna viveva un famoso scimmiotto antropomorfo: l’Oreopithecus bambolii (nell’immagine tratta da National Geographic, ndr).

Deve essere stato uno spettacolo impressionante per questo nostro indiretto progenitore assistere alla nascita di Capraia, quando fra boati e scosse telluriche, tonnellate di lave e cenere incandescenti vennero lanciate in cielo. Più a sud, là dove oggi si erge il massiccio  del Capanne, una gigantesca frana si staccò dalla cima  del monte, scoprendo il suo “cuore” di granito. Grandi masse di rocce sedimentarie e di rocce magmatiche scivolarono lungo i fianchi del monte e ricoprirono come un gigantesco mantello le colline e le valli dell’antica Elba, giungendo fino ai dintorni di Portoferraio, Porto Azzurro e Capoliveri. Fra le rocce magmatiche scivolate dal Capanne vi erano delle masse bianche, dall’aspetto porcellanaceo, belle e a luoghi macchiettate di blu: l’eurite. Sono le rocce che oggi, modellate dall’acqua, dal vento e dal mare formano le falesie di Capo Bianco, la spiaggia delle Ghiaie, la collinetta dove sta sorgendo l’EuroSpin, fino alla Cima Grande che, come dicevamo, domina la Miniera di feldspati potassici de La Crocetta: materia prima per l’ industria ceramica.

Come noto, nel 2011 la società concessionaria (Eurit presentò un piano di coltivazione e ripristino ambientale, per il quale ebbe un proseguimento della concessione mineraria fino al 2031. Poi nel 2016 presentò un nuovo piano che estendeva le coltivazioni fino al crinale  di Cima Grande, dichiarando che le aree  estrattive precedentemente previste, non presentavano sufficienti quantità di minerale con caratteristiche idonee alla commercializzazione, in grado di garantire una attività fino al termine della concessione.Si è aperto così, un nuovo ed antistorico conflitto fra salvaguardia ambientale  e lavoro. Ma Cima Grande e posti di lavoro non possono sparire. L’ Eurit è una piccola società mineraria, ma è parte di Colorobbia. Un grande Gruppo, leader a livello internazionale, con più di duemila dipendenti e affiliate sparse in 28 paesi del mondo. Un Gruppo che non ha mancato, e non manca di manifestare  la sua sensibilità alla cultura e all’ambiente. Dobbiamo indossare un nuovo paio di occhiali per vedere il mondo… e l’Elba. Un mondo e un’Elba, dove una grande holding e le istituzioni, trovano una quadra, poichè Cima Grande non può scomparire e il lavoro delle persone deve essere adeguatamente pianificato e salvaguardato.

Non sono parole di vana speranza. Sono numerosi gli esempi intorno a noi, in cui: sviluppo tecnologico, flessibilità economica e sensibilità  ecologica sono in grado di concretizzare le speranze; trovando fra l’ altro, nuove opportunità di mercato e di lavoro in un  percorso di sviluppo ecosostenibile che sempre di più diviene un  irrinunciabile imperativo categorico, nel mondo e all’Elba.

di Beppe Tanelli, già presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano