Un’elevata esposizione alle radiazioni a radiofrequenza legata all’attività tumorale nei ratti maschi

Studio Usa: aumenta l'incidenza di schwannoma maligno osservata nel cuore

[5 febbraio 2018]

Secondo gli studi preliminari del National Toxicology Program (Ntp) Usa, «L’elevata esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RFR) nei roditori ha provocato tumori nei tessuti circostanti i nervi nei cuori dei ratti maschi, ma non nei ratti o topi femmina». I ricercatori dell’Ntp evidenziano che «I livelli di esposizione utilizzati negli studi sono stati uguali e superiori al livello odierno massimo consentito per l’esposizione locale dei  tessuti nelle emissioni dei cellulari. I telefoni cellulari emettono solitamente bassi livelli di RFR rispetto al livello massimo consentito». Il National Toxicology Program è un programma interagenzie federale Usa del National Institute of Environmental Health Sciences (Niehs) che ha l’obiettivo di salvaguardare la salute pubblica identificando le sostanze nell’ambiente che hanno effetto sulla salute umana

Le conclusioni del progetto Ntp, commissionato dalla Food and Drug Administration Usa,  sono state presentate in due relazioni tecniche, una per gli studi sui ratti e una per gli studi sui topi. Dal 26 al 28 marzo l’Ntp sottoporrà di questi due studi ad una external expert review  completa. Intanto i ricercatori statunitensi dicono che «L’incidenza dei tumori, chiamato schwannoma maligno, osservata nel cuore, è aumentata nei ratti maschi poiché sono stati esposti a livelli crescenti di RFR oltre le emissioni consentite dei telefoni cellulari». Inoltre, nei ratti sia maschi che femmine esposti i ricercatori hanno anche notato aumenti di un tipo  insolito di cardiomiopatia, o danno al tessuto cardiaco La conclusione è comunque rassicurante: «Complessivamente, vi erano poche indicazioni su problemi di salute nei topi correlati alla RFR», I rapporti però indicano anche «aumenti statisticamente significativi nel numero di ratti e topi con tumori trovati in altri organi a uno o più dei livelli di esposizione studiati, tra cui cervello, ghiandola prostatica, ghiandola pituitaria, ghiandola surrenale, fegato e pancreas». Tuttavia, i ricercatori hanno determinato che «Si trattava di risultati equivoci, il che significa che non era chiaro se uno qualsiasi di questi aumenti dei tumori fosse correlato alla RFR».

John Bucher, senior scientist Ntp, aggiunge: «I livelli e la durata dell’esposizione a RFR erano molto più grandi di quelli che le persone sperimentano anche con il più alto livello di utilizzo del telefono cellulare e esponevano l’intero corpo dei roditori, quindi questi risultati non dovrebbero essere estrapolati direttamente per l’utilizzo del telefono cellulare umano. Prendiamo atto, tuttavia, che i tumori che abbiamo visto in questi studi sono simili ai tumori precedentemente riportati in alcuni studi di utenti frequenti di telefoni cellulari»

Per realizzare questi gli studi, l’Ntp ha costruito camere speciali dove ratti e topi sono stati esposti a diversi livelli di RFR per un massimo di due anni. I livelli di esposizione variavano da 1,5 a 6 watt per chilogrammo (W/kg) nei ratti e da 2,5 a 10 W/kg nei topi. Il livello di potenza più basso per i ratti è stato pari all’attuale livello più alto consentito per le esposizioni tissutali locali alle emissioni dei telefoni cellulari. Gli animali sono stati esposti per 10 minuti, con incrementi di 10 minuti, per un totale di poco più di 9 ore al giorno. Gli studi hanno utilizzato frequenze e modulazioni 2G e 3G ancora utilizzate nelle chiamate vocali e negli SMS negli Stati Uniti. Le più recenti reti 4G, 4G-LTE e 5G per lo streaming di video e il download di allegati utilizzano frequenze e modulazioni del segnale del telefono cellulare diverse rispetto a quelle utilizzate dall’Ntp in questi studi.

I ricercatori Ntp hanno anche studiato i possibili  effetti non cancerogeni sulla salute di ratti e topi, compresi i cambiamenti nel peso corporeo, l’evidenza di danni ai tessuti causati dal riscaldamento generato da RFR e danni genetici. Hanno anche c visto un  peso corporeo inferiore nei ratti neonati e nelle loro madri, soprattutto se esposti ad alti livelli di RFR durante la gravidanza e l’allattamento. Eppure, questi animali sono cresciuti fino a raggiungere dimensioni normali.

Bucher  conclude: «Questi studi sono stati complessi e tecnicamente impegnativi, ma hanno fornito la valutazione ad oggi più completa degli effetti sulla salute nei ratti e nei topi dall’esposizione a RFR. Le tecnologie dei telefoni cellulari sono in costante cambiamento e questi risultati forniscono preziose informazioni per indirizzare gli studi futuri sulla sicurezza dei telefoni cellulari».