La posizione espressa all’assemblea dei lavoratori tenutasi al Cnr di Roma

«Emergenza ricerca, oltre 11mila precari negli enti pubblici italiani»

Ostrica (Uil Rua): «Molti rischiano di essere espulsi dal sistema a causa del combinato disposto del Jobs Act e della Delega Madia»

[18 novembre 2016]

ricerca-ricercatori

In Italia esiste una emergenza ricerca che, oltre a pregiudicare lo sviluppo e la crescita del Paese, grava sui tanti lavoratori degli Enti Pubblici di Ricerca e in particolare sugli oltre 11 mila precari che continuano ad essere vittime di un’esistenza precaria.

Il nodo del precariato è arrivato al pettine e molte delle persone che fino ad oggi hanno permesso il funzionamento degli Enti Pubblici di Ricerca rischiano di essere espulsi dal sistema a causa del combinato disposto degli effetti del Jobs Act (sui limiti temporali) e della Delega Madia (che con il limite dell’80% al rapporto tra bilancio e costo del personale pregiudica le stabilizzazioni nei Enti pubblici anche quando le risorse ci sono). Il blocco delle assunzioni ha provocato l’incremento dei precari, che hanno sostituito i pensionamenti e sostenuto l’onere di compiti istituzionali burocrazia crescenti nel tempo.

I dati economici parlano chiaro: il finanziamento ordinario degli enti è oggi ai livelli del 2001 per i tagli lineari e specifici fatti dagli ultimi 4 governi. In tutti gli Enti di Ricerca il precariato supera le 11 mila unità. Ad esempio nel più grande Ente di ricerca italiano, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, circa 7.000 sono di ruolo (60%) e 4.700 circa (40%) sono precari nelle varie professionalità, anche amministrative.

Chiediamo una stagione di stabilizzazione straordinaria per gli oltre 11 mila precari, da programmare nel prossimo triennio: senza questo provvedimento gli Enti Pubblici di Ricerca rischiano di chiudere i battenti. Se il governo non vuole un completo decommissioning della ricerca pubblica, è giunto il momento di battere un colpo, sulla stabilizzazione dei precari come su un reclutamento ordinario aggiuntivo, ma anche sull’ampliamento delle risorse ordinarie da destinare alla ricerca pubblica visto che quelle attuali non sono sufficienti neanche per il rinnovo del contratto collettivo nazionale.

di Sonia Ostrica, segretario generale Uil Rua