Dal ministero della Salute i dati per «descrivere in modo tempestivo l’epidemia»

È «epidemia» di morbillo, nei primi 4 mesi dell’anno sono 1.920 i casi in Italia

Il 92% dei casi concentrati in 7 regioni. L'88% degli ammalati non era vaccinato

[4 maggio 2017]

È appena stato pubblicato il sesto numero del bollettino settimanale nato «per monitorare e descrivere in modo tempestivo l’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese da gennaio 2017», redatto a cura del ministero della Salute e dell’Istituto superiore della sanità (Iss): con quest’ultimo documento viene così interamente coperto il primo quadrimestre dell’anno, dal 1 gennaio al 30 aprile.

Dalla panoramica emergono 1.920 casi di morbillo (176 tra operatori sanitari) segnalati in Italia  dall’inizio dell’anno, per il 92% concentrati in 7 regioni (Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia).

Risulta evidente una correlazione tra casi di morbillo e mancate vaccinazioni: nell’88% delle segnalazioni l’ammalato risulta non vaccinato, e in un aggiuntivo 8% dei casi ha invece ricevuto una sola dose di vaccino.

L’età mediana dei casi – aggiungono da ministero e Iss – è pari a 27 anni, e il 73% delle segnalazioni riguarda persone di età maggiore o uguale a 15 anni (120 i bambini ammalati che avevano meno di un anno di età).

In oltre un terzo dei casi (il 34%) al morbillo seguono complicanze che spaziano dalla diarrea alla stomatite, dalla polmonite all’epatite all’insufficienza respiratoria o alle convulsioni. Il 40% degli ammalati è stato ricoverato in ospedale.

Le dimensioni della «epidemia», e ancor più la qualità del dibattito pubblico che l’attornia, hanno ormai raggiunto dimensioni tali da varcare i confini nazionali, come dimostra da ultimo l’attacco portato dal New York Times al Movimento 5 Stelle, accusato di sostenere posizioni anti-scientifiche e in particolare anti-vacciniste che – da qualsiasi parte provengano – stanno evidentemente dando i loro frutti dopo anni di gestazione.