ExoMars, nessun segnale da Schiapparelli ma dati sufficienti per «prossima fase missione»

Il direttore dell’Esa: «Possiamo confermarlo, abbiamo una missione in orbita intorno a Marte»

[20 ottobre 2016]

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Schiaparelli è l’astronomo italiano che per primo fece una osservazione accurata di Marte, disegnando una mappa con quelli che furono poi chiamati i canali di Schiaparelli – la cui sbagliata traduzione nell’inglese channels invece che canals aprì la strada all’ipotesi dell’esistenza dei marziani – tornato in queste ore alla ribalta della cronaca sotto forma di omologo robotico, quel lander (Entry descent module, Edm) lanciato sulla superficie del pianeta rosso durante la missione ExoMars di cui oggi non si hanno più notizie.

In Europa e soprattutto in Italia, leader della missione, non si respira però aria di delusione. Tutt’altro. «Possiamo confermarlo: abbiamo una missione in orbita intorno a Marte», ha dichiarato oggi il direttore generale dell’Esa Jan Woerner , dopo un’intensa nottata dedicata all’analisi dei dati raccolti durante l’inserzione in orbita marziana del Tgo (Trace gas orbiter), perfettamente riuscita.

Ma qual è la sorte di Schiapparelli? I dettagli sui sei minuti di discesa di Schiaparelli – l’ultimo segnale è giunto a 50 secondi dal toccare il suolo marziano -, comunica l’Asi (Agenzia spaziale italiana) sono stati forniti da Andrea Accomazzo, direttore della divisione per le missioni planetarie dell’Esa: «Abbiamo i dati registrati dal modulo al momento dell’entrata nell’atmosfera marziana fino acirca 50 secondi prima dell’impatto: lo scudo termico e il radar di terra hanno funzionato tutto è andato come previsto fino al distacco del paracadute. Anche i retrorazzi si sono accesi, ma non abbiamo ancora dettagli a sufficienza per poter dire che hanno funzionato in modo nominale. Confido che riusciremo a ricostruire cosa è successo negli ultimi secondi di discesa in modo da poter avere il quadro completo dell’accaduto. Dal punto di vista ingegneristico, queste informazioni sono ciò che volevamo».

«Quello di Edm – conclude il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea Woerner – è un test di atterraggio che ci ha fornito informazioni per poter condurre al meglio la prossima fase della missione ExoMars 2020 che porterà su Marte un rover con tecnologia europea. Abbiamo i dati, il test è andato a buon fine e mi ritengo soddisfatto».