Ad oggi 100 kg l’anno arrivano dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze

Come funziona la cannabis terapeutica in Toscana, dove si punta a triplicare la produzione

L’assessore Saccardi: «Per primi in Toscana abbiamo legiferato su questo tema, nel 2012, con una legge che precorreva i tempi»

[16 maggio 2017]

È il giorno prima del raccolto: domani nelle serre dove si coltiva la cannabis a scopo terapeutico, all’interno dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, si procederà al taglio e alla lavorazione delle piante che crescono rigogliose. Per l’occasione lo Stabilimento ha organizzato un primo Open day, una giornata divulgativa rivolta a medici, farmacisti, ricercatori universitari e giornalisti per conoscere come viene prodotta la cannabis farmaceutica per uso medico.

È una grande soddisfazione per me che sono fiorentina essere qui stamani – ha dichiarato l’assessore regionale al Diritto alla salute, Stefania Saccardi  – Questo è un luogo importante per questa città, che con la produzione della cannabis a scopo terapeutico ha trovato una sua vocazione e espressione alta. Per primi in Toscana abbiamo legiferato su questo tema, nel 2012, e ringrazio Enzo Brogi, che è qui presente, e che e’ stato l’estensore della legge. Una legge che precorreva i tempi. A seguito di quella legge, il luogo identificato per la produzione della cannabis farmaceutica è stato lo Stabilimento chimico farmaceutico militare. Un motivo di grande soddisfazione e orgoglio per Firenze e la Toscana».

Dal 2012 alcuni passi avanti sono già stati fatti e oggi la Regione Toscana vanta un numero importante di medici prescrittori e di pazienti arruolati (circa mille): le aziende ospedaliero universitarie di Careggi e di Pisa sono sede di due dei maggiori centri prescrittori a livello nazionale e il trend è ancora in crescita. Basti scorrere l’elenco delle patologie citate nel corso dell’Open day, contro le quali viene prescritta cannabis terapeutica, per capire il valore di questa produzione: grazie a questa semplice pianta si curano i dolori cronici e neuropatici, oltre a quelli derivanti da altre patologie come cancro, Sla, sclerosi multipla, alcune neuropatie; si stimola l’appetito nei pazienti affetti da Aids; si curano alcune forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica (per esempio, la fibromialgia), il morbo di Crohn e il glaucoma.

«Ora qui se ne producono 100 chili, ma la richiesta è maggiore e l’obiettivo – aggiunge l’assessore Saccardi – è di aumentare a 300 chili l’anno. E il fatto che la cannabis venga prodotta qui al Farmaceutico militare è una garanzia di qualità sul farmaco che viene distribuito, e sul quale costantemente continuiamo a fare ricerca per migliorarne la qualità».

Mentre sull’utilizzo a livello nazionale per scopo terapeutico e ricreativo il Parlamento sta facendo melina da due anni, nel corso dei quali la proposta di legge presentata dall’intergruppo parlamentare Cannabis legale non è mai stata neanche votata, in Toscana si avanza per quanto possibile nell’impiego della cannabis a scopo terapeutico.

«Stiamo lavorando a un protocollo d’intesa tra Regione, Stabilimento chimico farmaceutico militare, Università e Fondazione Toscana Life Science – ha anticipato al proposito Stefania Saccardi – sul fronte della ricerca, soprattutto per quelle aree orfane, dove non c’è investimento delle aziende. Nel protocollo si prevede anche che il Centro di ascolto regionale, che con grande professionalità e attenzione dà risposte ai cittadini sui temi dell’oncologia e delle malattie rare, dia risposte e informazioni anche sui farmaci cannabinoidi». Il numero verde regionale gratuito del Centro di ascolto, ricordano da Firenze, risponde all’800880101, ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.