Giappone e Corea del sud testano i pesticidi sui beagle, Hsi: basta, sono inutili e crudeli

Test già vietati in Usa, Unione europea, India, Brasile e Canada

[27 febbraio 2017]

Humane Society International (Hsi) ha lanciato la petizione internazionale “Save dogs from cruel pesticide poisoning!” e  spiega che «La sperimentazione animale di pesticidi, come diserbanti e insetticidi, non è solo una cattiva abitudine: è legge nella maggior parte dei paesi. Ma Hsi  sta lavorando con i governi di tutto il mondo perché rivedano i loro requisiti per i test per evitare ad innumerevoli animali la crudeltà orribile degli esperimenti con avvelenamento pesticidi. Uno di questi test, che ora siamo molto vicini ad eliminare, è uno studio di un anno sui cani».

Si tratta di un test nel quale dei beagle vengono sottoposti a un avvelenamento giornaliero con pesticidi. Hasi dice che le basi scientifiche di questi test sono ampiamente screditate, tanto che l’ONG animalista internazionale è riuscita a convincere Usa, Unione europea, India, Brasile e Canada a smetterla con questo tipo di test, che però resta legale in Giappone e Corea del sud.

Troy Seidle, direttore  ricerca e tossicologia di His spiega: «Non hanno mai sentito l’erba sotto le loro zampe. Passano loro breve vita in gabbie d’acciaio all’interno di un laboratorio. Dal momento in cui vengono prelevati dalle loro madri come cuccioli, questi beagle sopportano terribili sofferenze nel nome di inutili test di pesticidi. Dietro le porte chiuse a chiave, questi cani vengono lentamente avvelenati – costretti a ingoiare pillole o a mangiare cibo mischiato a sostanze chimiche – ogni giorno per un anno, fino a quando non vengono uccisi e dissezionati».

Hsi è l’unica associazione animalista che ha team sul territorio in Giappone e Corea del sud e sta facendo pressione sui governi dei due Paesi asiatici perché abbandonino questi test obsoleti: Ci stiamo avvicinando ad eliminare questa crudeltà in tutto il mondo – si legge in un appello di Hsi – ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per spingere il Giappone e la Corea del Sud ad oltrepassare la linea del traguardo».

Nell’appello rivolto ai governi giapponese e sudcoreano si legge  «Un numero consistente di riviste scientifiche, tra cui analisi retrospettive condotte dalle autorità di regolamentazione dei pesticidi e dall’industria in diversi mercati chiave, hanno concluso che la mancanza dello studio di 1 anno  della tossicità a dosi ripetute nei cani, avrebbe un impatto minimo o nullo sulla valutazione del rischio per la  salute umana». Quindi, visto anche le decisioni prese dagli altri Paesi,  Hsi esorta Giappone e Corea del sud  «a prendere misure immediate per rivedere i regolamenti sui  pesticidi del vostro Paese per rimuovere l’obbligo del controllo di 1 anno sui cani. Questo cambiamento migliorerà l’allineamento normativo globale, ridurrà i contrasti commerciali e potrebbe risparmiare inutili sofferenze a migliaia di cani, fornendo lo stesso livello di controllo normativo per i prodotti chimici dei pesticidi:  una soluzione win-win per tutti gli interessati».