Giornata europea degli antibiotici 2018: unire le forze fermare l’uso non necessario dei medicinali

Nuovo studio Eurobarometro sulla conoscenza degli antibiotici tra l’opinione pubblica e sulle tendenze globali di uso

[15 novembre 2018]

In vista della 11esima Giornata europea degli antibiotici – il 18 novembre – la Commissione europea ha pubblicato il nuovo studio “Antimicrobial Resistance (in the EU)” che mostra un’evoluzione positiva nell’uso degli antibiotici: «il 32% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi dodici mesi, rispetto al 40% dell’indagine del 2009. Molti di questi antibiotici sono stati però assunti inutilmente: nel 20% dei casi si sono assunti antibiotici per l’influenza o il raffreddore e il 7% delle persone vi ha fatto ricorso senza prescrizione medica. Il 66% degli intervistati sa che gli antibiotici non servono contro il raffreddore e il 43% è a conoscenza del fatto che non sono efficaci contro i virus. Oltre due terzi delle persone vorrebbero ricevere maggiori informazioni sugli antibiotici».

I risultati dell’indagine Eurobarometro e della relazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sono stati presentati a Bruxelles in occasione della conferenza della Giornata europea degli antibiotici 2018 “One Health to Keep Antibiotics working” (“L’approccio ‘One Health’ per l’efficacia antibiotica”).  La Giornata europea degli antibiotici è un’iniziativa europea per la salute coordinata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) in partenariato con la Commissione europea, volta a offrire una piattaforma e sostegno alle campagne nazionali sulla lotta contro la resistenza antimicrobica e, in particolare, sull’uso prudente degli antibiotici.

La resistenza antimicrobica è la resistenza di un microrganismo a un medicinale antimicrobico al quale era originariamente sensibile. La resistenza antimicrobica è un fenomeno presente naturalmente che aumenta però in modo massiccio a causa dell’uso eccessivo e improprio dei medicinali antimicrobici e delle carenze nelle pratiche di igiene e di controllo delle infezioni nell’uomo e negli animali. Secondo uno studio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e del “gruppo di collaborazione sulla resistenza antimicrobica” recentemente pubblicato su “The Lancet”, si stima che le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici abbiano provocato 33 000 decessi nel 2015 in Europa.

La lotta alla resistenza antimicrobica permette non solo di godere di una salute migliore ma comporta anche notevoli vantaggi economici. Secondo le stime della relazione dell’OCSE pubblicata all’inizio del mese (con il sostegno della Commissione e dell’ECDC), intensificando gli sforzi contro la resistenza antimicrobica sarà possibile risparmiare fino a 4,8 miliardi di dollari all’anno in Europa, America del Nord e Australia.

La Commissione europea  sottolinea che «Negli ultimi 15 anni l’Ue ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta alla resistenza antimicrobica. L’anno scorso è stato adottato un nuovo piano d’azione globale dell’UE sulla resistenza antimicrobica, con il quale la Commissione si è prefissata di combattere la resistenza antimicrobica nelle politiche di salute umana, salute animale e ambiente. La futura legislazione europea sui medicinali veterinari e i mangimi medicati, che prevede un’ampia gamma di misure concrete per combattere la resistenza antimicrobica e per promuovere un uso prudente e responsabile degli antimicrobici, segnerà una tappa importante. A partire dal 2022 sarà vietato all’interno dell’Ue utilizzare gli antimicrobici per promuovere la crescita degli animali, così come ricorrervi in via preventiva attraverso i mangimi medicati e impiegarli in gruppi di animali. Saranno inoltre introdotte restrizioni all’uso metafilattico degli antimicrobici e la possibilità di riservare determinati antimicrobici esclusivamente all’uso umano. Inoltre, per poter esportare i propri prodotti nell’UE, i paesi terzi dovranno rispettare il divieto di impiego degli antimicrobici per la promozione della crescita e le restrizioni sugli antimicrobici riservati all’uso umano. I nuovi regolamenti dell’Ue migliorano quindi la protezione dei consumatori europei contro il rischio di diffusione della resistenza antimicrobica riconducibile alle importazioni di animali o di prodotti di origine animale».

La resistenza antimicrobica costituisce un problema serio sia a livello dell’Ue che mondiale; per questo la collaborazione a livello internazionale è della massima importanza. L’UE continua a sostenere questa collaborazione e a rafforzare gli orientamenti sulla resistenza antimicrobica presso le organizzazioni internazionali pertinenti (quali l’Oms, l’Oie e la Fao), oltre a farsi capofila attivo nei lavori del G20.

Il commissario europeo Vytenis Andriukaitis ha concluso:  «Lo studio Eurobarometro mostra che è necessario fare di più per sensibilizzare e informare i cittadini sul tema degli antimicrobici. Le ultime stime ci dicono che la resistenza antimicrobica è responsabile di 33 000 decessi all’anno in Europa e questo dato deve essere un campanello d’allarme per tutti noi. Molte di queste morti potrebbero essere evitate impedendo l’uso non necessario degli antibiotici e migliorando la diagnosi e la prevenzione delle infezioni negli ospedali e nelle comunità. Invito tutti coloro che hanno influenza in tema di prevenzione e di trattamento delle infezioni a moltiplicare gli sforzi volti a combattere la minaccia della resistenza antimicrobica. Oltre a migliorare le conoscenze e fare sensibilizzazione, dobbiamo unire le forze e combattere la resistenza antimicrobica dal punto di vista della salute animale e dell’ambiente, oltre che della salute umana. Tra pochi giorni il Consiglio darà il via libera alla nuova legislazione europea sui medicinali veterinari e i mangimi medicati, un importantissimo passo avanti in questo settore».