Gli aborigeni vivevano in Australia già 65.000 anni fa

Eccezionale scoperta archeologica nella terra di Mirarr: punte di lance e ossa di tigre della Tasmania

[20 luglio 2017]

Gli aborigeni . che qualche primatista bianco e nazionalista australiano considera “estranei” –  vivono in Australia da almeno 65.000 anni, da molto più tempo dei 47.000 anni che ritenevano alcuni archeologi.

La scoperta, realizzata da un team di archeologi e specialisti di dati guidati da Chris Clarkson della School of Social Science dell’università di Queensland, è stata presentata su Nature. Gli scienziati australiani dicono che le nuove prove che retrodatano l’arrivo degli aborigeni nell’isola-continente  sono state trovate nel  sito di Madjedbebe, nella terra di Mirarr all’interno della concessione mineraria di Jabiluka, circondata dal Kakadu National Park.

Si tratta di un riparo tra le rocce che era già stato scavato quattro volte dagli anni ’70 e più recentemente da un team internazionale guidato da Clarkson in collaborazione con i proprietari tradizionali, gli aborigeni della terra di Mirarr. Clarkson dice che «Nel livello più basso del sito sono stati rivelati più di 10.000 manufatti. Il sito contiene la più antica tecnologia per l’ascia di pietra del mondo, i più antichi strumenti di macinazione delle sementi dell’Australia e testimonianze di produzione di raffinate punte di pietra, che potrebbero essere servite da punte per le lance. La cosa più sorprendente per noi tutti,  in una regione nota per la sua spettacolare arte rupestre, sono state le enormi quantità di terra ocra e la prova della trasformazione dell’ocra trovate nel  sito, che dallo strato più vecchio continua fino ad oggi».

Dallo scavo è anche emersa la arte superiore della mascella di una tigre Tasmaniana rivestita in pigmento rosso, dando un’idea al ruolo centrale svolto dall’ocra giocato nelle abitudini locali all’epoca.

Lo scavo, condotto da Zenobia Jacobs all’università di Wollongong,  ha rivelato che popolazioni aborigene vissero a Madjedbebe  insieme a specie estinte di animali giganti che allora vagavano per l’Australia e mentre  una piccola specie di uomini primitivi,  Homo floresiensis, viveva ancora sull’Isola di Flores nell’Indonesia orientale. Oltre a dimostrare la l’antichità dell’occupazione aborigena dell’Australia, la scoperta ha rivelato nuove prove sull’attività e lo stile di vita dei primi aborigeni.

L’amministratore delegato di Gundjeihmi Aboriginal Corporation, Justin O’Brien, ha sottolineato che «Un importante accordo ha permesso al dottor Clarkson e ai suoi colleghi di scavare il sito. Questo studio rompe con  le precedenti incomprensioni sulla sofisticata produzione aborigena di strumenti e sottolinea l’importanza universale dell’area di Jabiluka»

Lo studio, finanziato grazie a un premio dell’Australian Research Council Discovery Project, rilancia la discussione su quando e come l’uomo moderno abbia lasciato l’Africa per colonizzare il pianeta.