Gli europei più antichi non utilizzavano il fuoco per cuocere il cibo

Avevano una dieta equilibrata di carne e piante e consumavano tutto crudo

[15 dicembre 2016]

Studiando placca dentale da un ominide di 1,2 milioni di anni fa, scoperta nel 2008 nel sito della Sima del Elefante  ad Atapuerca, in Spagna, un team di ricercatori britannici dell’università di York e catalani dell’universitat  autònoma de Barcelona  ha estratto dei microfossili scoprendo la prima prova diretta del cibo mangiato dai primi esseri umani. Questi microfossili comprendono  tracce di tessuto animale grezzo e granuli di amido non cotti che indicano il consumo di erbe, granelli di polline da una specie di pino, frammenti di insetti e il possibile frammento di uno stuzzicadenti. Tutte le fibre rilevate erano calcinate e non c’è nessuna prova che dimostri anche l’inalazione di microcharcoal, micro-particelle di carbone che  sono un chiaro indicatore della vicinanza a un fuoco.

Il tutto è descritto nello studio “Diet and environment 1.2 million years ago revealed through analysis of dental calculus from Europe’s oldest hominin at Sima del Elefante, Spain”, pubblicato su. Naturwissenschaften.

Gli scienziati discutono da molto tempo su quando i nostri antenati abbiano iniziato ad utilizzare abitualmente il fuoco  per cuocere il cibo, per alcuni ricercatori questo utilizzo sarebbe iniziato a circa 1,8 milioni di anni fa, mentre altri sono convinti che sia diventato un’abitudine solo molto più tardi: tra i 300.000 e i 400.000 anni fa.

Delle prove di un possibile utilizzo del fuoco molto antico da parte di ominidi sono state trovate in Africa. Ma nel sito di Sima del Elefante non ci sono prove che venisse utilizzato il fuoco  e questo suggerirebbe che questa conoscenza non fosse in possesso dei primi uomini che sono arrivati in Europa dall’Africa. La prima prova di un fuoco acceso da esseri umani in Europa risale a 800.000 anni fa ed è stata scoperta nel sito spagnolo di Cueva Negra. Questo suggerisce che lo sviluppo della tecnologia per accendere un fuoco sarebbe avvenuto tra 800.000 e 1,2 milioni di anni fa, una nuova linea temporale nella quale probabilmente esiste il momento in cui i primi esseri umani hanno cominciato a cuocere il cibo.

La leader del team di ricerca anglo-catalano, Karen Hardy dell’università di York sottolinea  che «L’acquisizione di elementi su qualsiasi aspetto della vita degli ominidi in un’epoca estremamente precoce è molto impegnativo. Siamo stati in grado di dimostrare che questi primissimi europei 1,2 milioni di anni fa comprendevano e sfruttavano il loro ambiente boschivo  per ottenere una dieta equilibrata, mangiando una varietà di cibi diversi e combinando alimenti vegetali ricchi di amido e carne. Questa nuova linea temporale ha implicazioni significative che ci aiutano a comprendere questo periodo dell’evoluzione umana. I cibi cotti forniscono maggiore energia e la cottura può essere collegata ai rapidi aumenti delle dimensioni del cervello che si sono verificate da 800.000 anni fa in poi. Inoltre,  è ben correlato con precedenti ricerche che ipotizzavano che le epoche della cottura siano legate allo sviluppo dell’amilasi salivare, necessaria per processare i farinacei cotti. I farinacei erano  un elemento essenziale per facilitare lo sviluppo del cervello, e contrariamente alla credenza popolare riguardo la “paleodieta”, il ruolo degli alimenti amidacei nella dieta paleolitica era significativo».

Anita Radini, una delle ricercatrici dell’università di York che ha partecipato alla ricerca, conclude: «Questi risultati sono molto eccitanti, in quanto mettono in evidenza il potenziale del calco dentale per memorizzare le informazioni dietetiche e ambientali provenienti dal profondo passato evolutivo umano. E’ anche interessante notare che i resti di polline sono conservati in condizioni spesso migliori rispetto nel terreno della stessa epoca. Nel complesso, questo è un passo avanti molto positivo per la disciplina, in termini di conservazione del materiale, nel calcolo matriciale».