Il premio Nobel per la medicina contro il peggior killer di uomini

Riconoscimento alla lotta contro la malaria e alle infezioni portate da vermi nematodi

[5 ottobre 2015]

premio nobel medicina 2015

Oggi a Oslo sono stati annunciati i primi premi Nobel 2015, quelli per la medicina, che sono andati all’irlandese William C. Campbell, al giapponese Satoshi Omura e alla cinese Youyou Tu per le loro ricerche che hanno contribuito a trovare cure contro la malaria e le infezioni portate da vermi nematodi.

Campbell e Omura hanno scoperto l’Avermectin, che ha permesso di far diminuire radicalmente l’oncocerchiasi (o oncocercosi, la cosiddetta cecità dei fiumi causata dall’Onchocerca volvulus) e la filariosi linfatica, provocata dai nematodi della famiglia delle filarie, che provoca l’elefantiasi. Si tratta di un trattamento rivoluzionario che permette di eliminare queste malattie parassitarie praticamente in tutti i casi di contagio.

Youyou Tu è invece la prima cinese  e la dodicesima donna a ricevere il Nobel per la medicina, e ha scoperto un trattamento contro la malaria grazie ad un estratto di Artemisia annua, con il quale è possibile ridurre i casi di mortalità da malaria del 39% tra gli adulti e del  24% tra i bambini. Il premio Nobel di 8 milioni di corone svedesi (circa 855mila euro) sarà quindi condiviso dai tre scienziati, ma il loro contributo scientifico lavora per un enorme beneficio in favore di tutta l’umanità, e in particolare della sua fetta – assai larga – più povera.

Come evidenziato in un ormai celebre post di Bill Gates, il fondatore di Microsoft oggi prestato alla filantropia, l’animale più pericoloso al mondo per l’uomo non è lo squalo (con una dozzina di vittime l’anno in tutto il mondo) o il leone (un centinaio le vittime ogni dodici mesi), ma la piccola zanzara, portatrice di malaria e non solo. Addirittura l’uomo, con i molteplici crimini nei confronti dei propri simili, è posto al secondo posto nella cruenta classifica, staccato di molto dalla zanzara.

Esistono più di 2.500 specie di zanzare sparse in ogni parte del mondo (Antartide esclusa), e molte sono veicolo di malattie letali come la dengue, la febbre gialla e – soprattutto – la malaria. Da sola, quest’ultima uccide più di 600mila persone l’anno (50mila volte tanto rispetto agli squali), e ne mette fuori gioco per un tempo limitato più di 200 milioni, influenzando in molteplici modi la vita umana. La malaria trasportata dalle zanzare minaccia la metà della popolazione umana (quella più povera, per l’appunto), e ogni anno comporta miliardi di dollari in perdita di produttività, influenzandola vita umana in molteplici modi: «In molte zone malariche – sottolinea ad esempio Gates – la malattia spinge la gente verso l’interno e lontano dalla costa, dove il clima è più accogliente per le zanzare».

«Considerando il loro impatto – chiosa Gates – ci si aspetterebbe che le zanzare ricevessero più attenzione di quanta non ne abbiano. Gli squali uccidono meno di una dozzina di persone all’anno e negli Stati Uniti, ogni anno, c’è un’intera settimana di programmi Tv dedicata a loro. Le zanzare uccidono 50.000 volte più persone ma, se esiste un canale televisivo che manda in onda una “settimana della zanzara”, allora non ne ho mai sentito parlare». Fortunatamente, non tutti gli scienziati meritevoli di un Nobel lasciano che le loro ricerche vengano influenzate da palinsesti televisivi e appeal mediatico.

 

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